Calma olimpicaMilano Cortina 2026 dimostra che i Giochi possono crescere senza grandi opere inutili

In “Colori olimpici”, Dino Ruta spiega perché un grande evento sportivo può diventare una politica di sviluppo responsabile, capace di generare benefici stabili per comunità locali, ambiente e competenze, evitando la logica delle opere simboliche e dello spreco pubblico

Per la prima volta nella storia i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali si svolgeranno in un format policentrico e multiregionale, con le competizioni distribuite tra Milano, Cortina d’Ampezzo, la Valtellina, la Val di Fiemme e Anterselva: un territorio di 22.000 chilometri quadrati, che unisce metropoli, valli e montagne in un’unica rete di collaborazione. Una scelta che riflette non solo la varietà e la bellezza dell’Italia del Nord, ma anche la volontà di costruire un’Olimpiade e Paralimpiade capace di unire luoghi, persone e competenze. Ogni territorio contribuirà con la propria identità e la propria eccellenza, dando vita a un crocevia di esperienze che insieme racconteranno lo spirito Olimpico. In questo sistema troveranno posto sedici discipline Olimpiche e sei Paralimpiche, distribuite in diciotto impianti e articolate in 304 sessioni sportive. Milano Cortina 2026 sarà dunque la prima Olimpiade e Paralimpiade davvero diffusa: un evento che attraversa montagne, valli e città, trasformando la distanza in connessione e la diversità in valore condiviso.

Milano, capitale economica e culturale del Paese, offrirà la sua dimensione internazionale ospitando la Cerimonia di Apertura nello stadio di San Siro e accogliendo sport di grande richiamo mediatico, come hockey su ghiaccio, pattinaggio di figura e pattinaggio di velocità, che troveranno nelle arene cittadine il palcoscenico ideale. Cortina, con la sua tradizione Olimpica e il fascino delle Dolomiti, sarà di nuovo protagonista con lo sci alpino femminile e discipline spettacolari come bob, slittino e skeleton, oltre al curling, riportando così al centro della scena le piste storiche che già nel 1956 avevano fatto sognare il mondo. La Valtellina metterà in campo la sua esperienza con le piste di Bormio e Livigno per le gare di sci alpino maschile, freestyle e snowboard, mentre la Val di Fiemme, forte della sua lunga tradizione negli sport nordici, ospiterà sci di fondo, combinata nordica e salto con gli sci. Ad Anterselva, infine, andrà in scena il biathlon, in uno dei templi mondiali della disciplina. Il viaggio Olimpico culminerà con la Cerimonia di Chiusura all’Arena di Verona, un monumento carico di storia e di suggestione che offrirà un arrivederci spettacolare agli atleti e agli spettatori di tutto il mondo. Ma non sarà un vero epilogo: nella stessa Arena, pochi giorni dopo, si apriranno infatti i Giochi Paralimpici Invernali, creando un filo continuo tra i due momenti e dando forma concreta a una visione comune di inclusione e uguaglianza. La staffetta simbolica tra Olimpiadi e Paralimpiadi, celebrata nello stesso luogo, rappresenterà la continuità di valori che unisce tutte le atlete e gli atleti, testimoniando come lo sport superi ogni barriera per raccontare un’unica, grande storia umana.

Accanto a questa visione territoriale si sviluppa la dimensione organizzativa e operativa, guidata da un principio chiaro: trasformare la complessità del modello diffuso in un’opportunità di sostenibilità e responsabilità condivisa. La vera sfida di Milano Cortina 2026 non è soltanto coordinare territori diversi, ma farlo in modo sostenibile, valorizzando ciò che l’Italia possiede già: competenze, impianti, infrastrutture e un patrimonio sportivo consolidato. Tutto ciò avverrà perseguendo un obiettivo costante di eccellenza organizzativa e sportiva. I territori selezionati non sono stati scelti soltanto per la loro bellezza o iconicità, ma perché rappresentano centri di competenza consolidata nella gestione di grandi competizioni invernali. Le località coinvolte incarnano l’essenza della cultura sportiva invernale italiana e garantiscono standard di livello mondiale.

In questo senso, Milano Cortina 2026 non sarà ricordata per le opere mastodontiche, ma per la capacità di riutilizzare infrastrutture esistenti, riducendo al minimo l’impatto ambientale ed economico. La maggior parte delle competizioni si svolgerà in impianti che già oggi funzionano e che continueranno ad accogliere eventi, atleti e comunità locali anche dopo il 2026. Inoltre, le poche opere nuove sono state progettate fin dall’inizio con il chiaro obiettivo di realizzare strutture destinate a durare nel tempo.

Il Villaggio Olimpico di Milano e l’Arena di Santa Giulia rappresentano due casi emblematici di infrastrutture accelerate grazie ai Giochi Invernali ma che già erano nei piani di lungo termine della città (lo sviluppo dello scalo ferroviario di Porta Romana e la creazione di un’arena polifunzionale nell’area di Santa Giulia), e pensate per continuare a vivere nel tempo. Il Villaggio sarà riconvertito in residenza studentesca, con 1.700 posti letto e 10.000 mq di servizi permanenti destinati al quartiere di Scalo Romana, mentre l’Arena di Santa Giulia, inizialmente prevista nel piano di sviluppo urbano, è stata ripensata e potenziata grazie ai Giochi Invernali per diventare una delle arene più moderne d’Europa, destinata, dopo le competizioni, a ospitare eventi sportivi, concerti e spettacoli.

A Cortina, in vista dei Giochi Invernali, sono stati realizzati due interventi simbolo dell’eredità Olimpica. Il nuovo Sliding Centre ospiterà bob, slittino e skeleton: una struttura all’avanguardia da 1,7 km e sedici curve, destinata a diventare centro federale permanente e polo di formazione internazionale. Parallelamente, il Palazzetto del Ghiaccio, sede del curling Olimpico e Paralimpico, è stato ristrutturato integralmente con nuovi impianti e tribune, garantendo efficienza energetica, accessibilità e uso multifunzionale. Insieme rappresentano un investimento per rilanciare l’offerta sportiva e turistica delle Dolomiti, con benefici duraturi per la comunità locale.

A proposito di impianti temporanei, i padiglioni del polo fieristico di Fiera Milano Rho sono stati trasformati in una venue sportiva temporanea all’avanguardia, Milano Speed Skating Stadium, dove si svolgeranno le gare di pattinaggio di velocità. Dopo i Giochi i padiglioni diverranno un luogo per concerti ed eventi sportivi di livello mondiale, una nuova venue polifunzionale che la città di Milano non ha mai avuto.  Il futuro viene quindi costruito sulla base del presente: impianti che continueranno a vivere dopo i Giochi Invernali e nuove strutture integrate nella vita quotidiana delle comunità locali. È un modo nuovo di intendere l’eredità Olimpica: non monumenti al passato, ma strumenti per il futuro del Paese.

I numeri raccontano la portata di questo evento. Si attendono oltre 3.500 atlete e atleti provenienti da 93 Paesi, sotto lo sguardo di miliardi di spettatori collegati da ogni parte del mondo. Le stime parlano di circa un milione di spettatori dal vivo, con un impatto turistico senza precedenti per le località alpine e per la stessa Milano, che diventerà ancora di più un hub globale. L’effetto mediatico sarà enorme: milioni di ore di trasmissione televisiva, contenuti digitali condivisi in tempo reale e un racconto globale che porterà le montagne italiane sugli schermi di ogni continente. Sulla scia di Parigi 2024, Milano Cortina 2026 sarà anche l’edizione invernale più equilibrata di sempre in termini di genere: il 47% degli atleti in gara saranno donne, segnando un passo decisivo verso la parità nei Giochi Invernali. Un traguardo che non ha soltanto un valore statistico, ma culturale e simbolico, perché racconta l’evoluzione dello sport come terreno di inclusione e pari opportunità.

L’impegno per la sostenibilità si traduce in un percorso concreto che punta alla neutralità climatica e alla riduzione delle emissioni. Il principio guida è semplice ma rivoluzionario: reuse and recycle, cioè riutilizzare dove possibile, riciclare dove necessario, innovare solo quando inevitabile. Il piano di sostenibilità non riguarda soltanto i Giochi Invernali, ma soprattutto il loro impegno a lasciare un’eredità concreta. Tra gli obiettivi chiave ci sono l’economia circolare, la valorizzazione della biodiversità alpina e la costruzione di un modello di governance capace di unire istituzioni, imprese e comunità locali. Le Olimpiadi diventeranno così un’occasione per formare nuove generazioni di professionisti della sostenibilità e per sensibilizzare cittadini e turisti su stili di vita più responsabili.

Accanto all’ambiente, c’è un grande investimento sul fronte culturale ed educativo. Grazie a diversi progetti i giovani e le comunità locali saranno coinvolti in percorsi che uniscono sport, innovazione e cittadinanza attiva, diffondendo i valori Olimpici e Paralimpici attraverso iniziative educative e territoriali. Italia dei Giochi, uno dei programmi di engagement di Fondazione Milano Cortina 2026, coinvolge istituzioni e realtà sportive locali nella promozione della pratica sportiva, dell’inclusione sociale e della sostenibilità tramite lo sport, oltre che dei valori Olimpici e Paralimpici in tutto il Paese. Fan26 riunisce in una community digitale i tifosi di Milano Cortina 2026, trasformandoli in ambasciatori e promotori del progetto. Il programma GEN26, adottato da più di cento istituti, è invece dedicato alle scuole, con attività formative che diffondono i valori Olimpici.. La Cultural Olympiad trasformerà l’attesa dei Giochi Invernali in un programma multidisciplinare, plurale e diffuso per promuovere i valori Olimpici e Paralimpici attraverso la cultura, l’arte e lo sport; è un progetto aperto e partecipato, per valorizzare le eccellenze culturali e artistiche italiane nel segno delle Olimpiadi e Paralimpiadi. Alcuni esempi: la mostra I Giochi OlimpiciTM realizzata dalla Fondazione Luigi Rovati, l’installazione Triennale x Milano Cortina 2026, e l’Iconic Poster Olimpico e Paralimpico, oltre alle tante iniziative svolte nei territori dei Giochi.. Poi c’è Team26, il programma dei volontari: oltre 130.000 candidature raccolte, un numero che testimonia un entusiasmo collettivo senza precedenti. Tra questi, saranno selezionati 18.000 volontari, la vera spina dorsale operativa dell’evento, pronti a supportare atleti, spettatori e organizzazione in tutte le sedi.

Un altro aspetto che rende Milano Cortina 2026 speciale è la pluralità dei Villaggi Olimpici. Non ci sarà un unico centro nevralgico, ma sei diversi villaggi per ospitare atleti e tecnici, ciascuno con una funzione specifica durante le manifestazioni e un destino preciso nel dopo-Giochi Invernali. A Milano il Villaggio diventerà un campus universitario, con residenze, spazi verdi e servizi per studenti. Il Villaggio Olimpico di Predazzo e Tesero in Val di Fiemme è invece frutto della ristrutturazione di quattro aree esistenti della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, con la costruzione di un solo padiglione nuovo; le trecento camere doppie, realizzate secondo criteri di alta efficienza energetica e sostenibilità, dopo i Giochi Invernali rappresenteranno uno spazio in più per l’addestramento e le attività sportive degli allievi della Guardia di Finanza ma potranno ospitare anche raduni, ritiri sportivi e iniziative per giovani atleti e studenti esterni. A Cortina, dove la pressione turistica è già elevata, le strutture sono concepite come temporanee (377 moduli prefabbricati, 1400 posti letto), non comportano consumo di suolo e sono candidate a essere riconvertite in progetti legati alla ricettività e ai servizi sociali. A Livigno, Bormio e Anterselva la funzione di Villaggio Olimpico verrà assolta da strutture alberghiere ristrutturate, che poi resteranno al territorio, rafforzando l’offerta turistica o accogliendo servizi per la montagna, legati allo sport e alla ricerca scientifica in alta quota. Questa logica di pluralità e differenziazione risponde a due obiettivi chiave: da un lato, ridurre i costi e l’impatto ambientale, dall’altro, garantire che ogni investimento generi un beneficio duraturo per il territorio circostante.

Non semplici Villaggi Olimpici, dunque, ma veri strumenti di sviluppo locale, pensati per restare e per trasformarsi in un patrimonio vivo delle comunità. In questo senso, Milano Cortina 2026 propone un modello di eredità che mette al centro le persone prima ancora delle infrastrutture, dimostrando che i Giochi possono essere un acceleratore di cambiamento positivo e non solo un evento di due settimane.

Tratto da “Colori olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo”, di Dino Ruta, ed. Egea, pp. 11, 13,90€

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