Nuovo paganesimoLe streghe sono tornate

La stregoneria ha guadagnato popolarità sui social media, nella spiritualità, ma anche nell’attivismo. Una rinascita culturale che trae spunto dai movimenti femministi, dall’estetica promossa dai social media e dalle rappresentazioni dell’industria dell’intrattenimento

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La figura della befana affonda le sue radici in riti propiziatori pagani. Nelle credenze popolari, le misteriose figure femminili sorvolavano i campi per favorire la fertilità dei raccolti: spiriti legati alla dea Diana, protettrice della caccia e della vegetazione. Da questo immaginario prende forma anche il mito della strega, una figura che negli ultimi decenni è stata oggetto di un vero e proprio rebranding, tornando a occupare uno spazio centrale nella cultura contemporanea. 

Secondo Helen Berger, ricercatrice presso la Women’s Studies Research Center University di Brandeis (Usa), il numero di americani che si definiscono “Wiccan” o appartenenti ad altre religioni pagane è cresciuto in modo considerevole. Nel 2001 erano circa 134mila, mentre oggi si contano quasi due milioni di persone. Berger colloca l’inizio di questa espansione negli Stati Uniti, a inizio anni Sessanta, e sottolinea come la recente crescita interessi soprattutto le giovani donne. Dei dati più prudenti emergono da una ricerca condotta dal Pew Research Center, che stimava che nel 2014 gli americani affiliati alla Wicca o ad altre forme di paganesimo si aggirassero intorno ai  734mila. 

La Wicca è oggi una delle religioni neopagane più diffuse al mondo, e si basa sulla venerazione della natura e dei suoi cicli. Non esistono però fonti storiche che ne documentino l’origine antica. Ronald Hutton, storico dell’Università di Bristol, ha spiegato al New York Times che i primi iniziati pensavano di aderire a una tradizione millenaria, mentre le ricerche mostrano che si tratta di una religione piuttosto recente, resa popolare dall’autore britannico Gerald Gardner negli anni Cinquanta e Sessanta. I praticanti la considerano una rielaborazione moderna che incorpora elementi antichi e medievali. Negli stessi anni la Wicca arrivò negli Stati Uniti, dove trovò terreno fertile soprattutto tra le giovani donne. L’autore e storico americano Chas S. Clifton, esperto di paganesimo, ha attribuito al ruolo di internet e delle serie tv una parte significativa della sua diffusione, per la capacità di produrre nuove icone, in sintonia con le rivendicazioni femministe contemporanee, e quindi più apprezzabili anche dalle giovani generazioni. La strega, così, è stata ripensata: da figura associata al demonio a simbolo di conoscenza intuitiva. 

Manny Tejeda-Moreno, editor del blog online The Wild Hunt, un’agenzia di stampa indipendente focalizzata su comunità pagane, stregoneria e politeismi, ha spiegato a Usa Today News che negli ultimi cinque anni le iscrizioni al sito sono aumentate del venticinque per cento, raggiungendo quota ottantamila. Secondo Manny, l’immaginario legato alla stregoneria e alle streghe è diventato più comune, e nonostante non esista ancora una statistica documentata sull’aumento delle streghe in America, afferma che alcuni segnali di questa nuova tendenza siano da ricercare online e nella cultura pop.

Serie televisive come Le terrificanti avventure di Sabrina e American Horror Story: coven hanno dipinto le streghe come personaggi caratterizzati da fierezza e apertura, avvicinandole a un pubblico più giovane. Anche il musical Wicked si inserisce nello stesso filone, così come ha fatto anche l’universo Marvel, con il personaggio di Wiccan, figlio di Scarlet Witch e Visione, legato profondamente alla stregoneria. 

Anche i social svolgono un ruolo fondamentale nel revival delle streghe e dell’immaginario legato alla stregoneria. L’hashtag #witchtok conta oggi oltre nove milioni di post su TikTok, con video dedicati a rituali al chiaro di luna piena, incantesimi, pozioni di erbe selvatiche, ma anche astrologia, numerologia, cristalli indossati come talismani e tarocchi, pratiche di cura personale, spesso intrecciate a messaggi di attivismo.

Secondo Devin Hunter, autore bestseller della serie Witch Power che gestisce il sito Modern Witch, l’attrazione per la stregoneria è legata all’accettazione e alla celebrazione delle identità personali, all’autonomia corporea, all’amore per il pianeta e, in molti casi, al bisogno di guarire da traumi religiosi. «Molti di noi sono donne, appartenenti alla comunità LGBTQIA+ e appartenenti ad altre comunità svantaggiate – spiega in una mail –. Come noi, le persone condannate e processate per stregoneria erano spesso persone vulnerabili che vivevano ai margini della società». 

Gabriela Herstik, praticante e autrice intervistata dalla rivista Sabat, descrive la stregoneria come una pratica femminista,«intrinsecamente politica», legata alla figura della donna che rifiuta i ruoli imposti dalla chiesa e dalla società patriarcale. Storicamente, i poteri riproduttivi hanno fatto delle donne le presunte depositarie dei segreti della natura,, tanto che nel Rinascimento la natura veniva rappresentata come una figura femminile. Nel saggio La morte della natura: donne, ecologia e rivoluzione scientifica: una rivalutazione femminista della rivoluzione scientifica, la filosofa americana Carolyn Merchant, spiega come la donna-strega sia il simbolo del “lato oscuro” della natura, e cioè di tutto ciò che in lei è violento, imprevisto, incontrollabile, e quindi selvaggio. L’autrice interpreta la caccia alle streghe come uno strumento di controllo sociale, volto a reprimere l’insubordinazione, e a ridefinire il ruolo femminile nella famiglia e nella società.

In questo contesto, la strega è la donna immorale, promiscua, adultera o prostituta, colpevole di esercitare la propria sessualità al di fuori del matrimonio e della procreazione In Il grande Calibano, storia del corpo sociale ribelle nella prima fase del capitale, Silvia Federici e Leopoldina Fortunati spiegano come i roghi servissero anche a imporre modelli di comportamento, ricordando che l’adulterio femminile era spesso associato al sospetto di stregoneria e che la cattiva reputazione ricorre come prova in numerosi processi.

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