Il 14 e 15 marzo 2026 la Franciacorta ospita la terza edizione del Festival di Primavera, un fine settimana che prova a raccontare il territorio nella sua interezza, come paesaggio produttivo e come spazio culturale. Non una semplice rassegna di degustazioni, ma un invito a leggere il vino come espressione collettiva, frutto di relazioni, storia e visione condivisa.
Tre i filoni dell’edizione 2026, cibo cultura vino. Sul fronte gastronomico sedici chef del territorio firmano piatti pensati in esclusiva per il Festival, mettendo in dialogo la tradizione locale con un’ospite che arriva dall’Atlantico francese, l’Ostrica Marennes Oléron Igp. È un mollusco allevato tra le isole di Oléron e la costa della Charente Maritime, affinato nelle claires, bacini naturali argillosi che ne definiscono consistenza e profilo aromatico. La scelta non è ornamentale. L’ostrica diventa chiave di lettura per interrogare l’identità franciacortina attraverso l’abbinamento con il suo vino simbolo.
L’incontro tra ostrica e Franciacorta funziona per tensione e misura. La sapidità e la dolcezza marina trovano equilibrio nell’acidità e nella finezza delle bollicine ottenute con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Nei ristoranti aderenti si compone così un itinerario diffuso che mette alla prova tecnica e sensibilità, chiedendo agli chef di confrontarsi con una materia prima precisa, senza nascondersi dietro l’effetto speciale.
Il vino resta il baricentro del programma. Cinquanta cantine aprono le porte con visite e degustazioni dedicate alle diverse espressioni stilistiche del Franciacorta. Presso la sede del Consorzio Franciacorta si tengono tasting sensoriali guidati da Artur Vaso, secondo Miglior Sommelier d’Italia 2025, dedicati proprio al rapporto tra bollicine e ostriche. Un esercizio di consapevolezza che invita a riconoscere differenze di dosaggio, permanenza sui lieviti, struttura.
La dimensione culturale amplia lo sguardo. Grazie alla collaborazione con il Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano Sebino, e Franciacorta, vengono proposti itinerari inediti tra il centro storico di Erbusco, il Castello Convento e Palazzo Pelizzari a Capriolo, Palazzo Monti della Corte a Nigoline. Luoghi che restituiscono stratificazioni architettoniche e memorie produttive, ricordando che un vino nasce sempre dentro una comunità.
L’inaugurazione si tiene il 12 marzo al Teatro Grande di Brescia con un dialogo pubblico dal titolo Il Futuro dei Luoghi. Identità visione e responsabilità culturale, moderato da Dario Maltese. Il tema è chiaro. I territori non sono scenografie, ma organismi vivi che generano senso quando sanno tenere insieme radici e progetto.
Fondata nel 1990 e riconosciuta Docg dal 1995, la Franciacorta continua così a proporsi come laboratorio paesaggistico e produttivo. Il Festival di Primavera ne diventa la lente. Non celebra soltanto un vino, ma prova a misurare la maturità di un sistema che sceglie di raccontarsi attraverso cultura, cucina e responsabilità condivisa.
