Camillo di Christian RoccaKindle 2 vs. Kindle DX

Avrei dovuto scrivere questo articolo un paio di mesi fa. La mia vita newyorchese è cambiata radicalmente, e in meglio, grazie al Kindle 2, il lettore elettronico di libri e giornali lanciato da Amazon in America, ma non ancora disponibile in Italia (Amazon non dice quando uscirà da noi)

Avrei dovuto scrivere questo articolo un paio di mesi fa. La mia vita newyorchese è cambiata radicalmente, e in meglio, grazie al Kindle 2, il lettore elettronico di libri e giornali lanciato da Amazon in America, ma non ancora disponibile in Italia (Amazon non dice quando uscirà da noi). Senonché si sono inventati un altro aggeggio, il Kindle DX, una versione grande quasi il doppio rispetto a Kindle 2. Kindle DX è poco più piccolo della rivista che state leggendo, Kindle 2 è come un libro tascabile. Dimensioni a parte, i due lettori sono pressoché identici: il DX visualizza più facilmente i file pdf e può contenere fino a 3500 libri, contro i 1500 di Kindle 2.
Senza nemmeno volerlo vedere, ho subito definito il DX con una parola non ammessa dal codice etico di Wired. Ma in redazione a Milano c’è gente seria come Barack Obama. “Trust, but verify”, ti crediamo, ma verifichiamo, ha detto il presidente nel discorso del Cairo citando una vecchia massima russa di Ronald Reagan. “Provare per credere”, del resto, lo dicevano anche San Tommaso e la pubblicità di Aiazzone.
Ho obbedito. E dopo settimane di trattativa con Amazon, ho provato “in anteprima europea” il DX.
Ok. Ora lo posso dire: il Dx è scomodo, pesante e inutile. Non credo che, in natura, esista un essere umano che se lo potrà comprare. Il business del DX, infatti, è quello dei testi scolastici e universitari, e sostanzialmente è un’evoluzione della cinghia di gomma degli anni Settanta e dello zainetto Invicta dell’era successiva.
Fidatevi, la macchina desiderare è il Kindle 2.
La mia vita pre Kindle cominciava ogni mattina con l’acquisto di cinque o sei quotidiani, più le riviste, più un paio di libri a settimana. Da quando ho preso Kindle, i giornali li trovo appena mi sveglio già dentro quest’affare bianco che tengo sul comodino. I libri li compro in meno di un minuto e a prezzo più basso rispetto alle edizioni cartacee (9,99 dollari) da una libreria che ha già raggiunto i 275 mila titoli. Il tutto senza ancora essermi tolto il pigiama.
Ora immaginatevi che cosa vuol dire in viaggio, in vacanza, al parco, al mare e in montagna. Non c’è più bisogno di cercare un’edicola e di caricarsi la valigia di libri.
Kindle li scarica wireless, ma solo in America. Fuori dagli Stati Uniti, per leggere i giornali di giornata e gli eventuali libri nuovi si deve prima passare da un computer collegato a Internet e poi trasferire le novità sul Kindle con un cavo usb.
All’inizio ero scettico. Io amo l’odore della carta stampata la mattina. Mi piace toccare i libri, impilarli sul tavolo e tenerli sott’occhio ogni volta che passo davanti agli scaffali della libreria. Credevo fosse impossibile convincermi a leggere un testo lungo su uno schermo. I Kindle, però, adottano una tecnologia chiamata “e-ink”, inchiostro elettronico, che non stanca la vista. Le parole che appaiono sullo schermo sembrano stampate su carta reale e l’impressione è di leggere una pagina di un vero libro.
Lo sfoglio delle pagine, avanti e indietro, è comodo con i tasti sia alla sinistra sia alla destra dello schermo (ma sul Dx sono soltanto a destra). Leggere un libro da sdraiati non è più faticoso, perché è come se si leggesse solo la copertina di un libro tascabile. Non c’è più la necessità di tenerlo con due mani, né di voltare pagina, né di tenere piegata la metà già letta.
Il Kindle è stato studiato per i libri, non per i giornali (che sono senza foto). Il tasto di navigazione è troppo piccolo e non è riuscito bene. Per leggere un libro si usa poco, quasi mai, ma per sfogliare un quotidiano diventa centrale, perché con i tasti “pagina avanti” e “pagina indietro” si scorre all’interno dello stesso articolo, mentre il tasto di navigazione serve per passare da un pezzo all’altro e per scorrere tra le sezioni del quotidiano o della rivista.
I libri e gli articoli dei giornali si possono sottolineare, elettronicamente. Si possono anche prendere appunti. Se non si conosce il significato di una parola, si punta il cursore all’inizio della parola e in fondo allo schermo compare la risposta tratta da un vocabolario. Il libro si può ascoltare anche in cuffia o con l’altoparlante integrato, grazie a una voce elettronica che lo legge in un inglese metallico, ma non male. La batteria non dà problemi per quasi una settimana. I brani dei libri evidenziati, le note personali e gli articoli archiviati si possono trasferire sul computer con il cavo usb, e sono a disposizione su amazon.com.
Tra i sessantotto giornali in vendita nell’edicola di Kindle, ce n’è uno solo italiano: il Corriere della Sera che, stranamente, arriva senza la rubrica quotidiana di Aldo Grasso e con i po’ scritti con l’accento anziché con l’apostrofo. Ci sarà anche la Repubblica, a breve, magari senza l’Amaca di Michele Serra. I quotidiani costano meno di dieci dollari al mese o 75 centesimi se si vuole comprare soltanto l’edizione del giorno.
Kindle 2 costa 359 dollari (il DX 489). Si può comprare su Amazon.com, ma soltanto con una carta di credito collegata a un conto corrente bancario americano. Quindi, cari lettori di Wired, fin tanto che Amazon perderà tempo con la versione maxi, invece di distribuirne un’edizione nostrana, non potrete averlo. Ma, se ve lo venite a prendere, vi regalo il DX.
Christian Rocca

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