Quello che non c’èQuello che non c’è: la Vargas

Quello che non c'è nella mia biblioteca è un romanzo di Fred Vargas: non ce n'è uno, nonostante la sua fama, nonostante sia uno dei grandi nomi del noir. E io scriverei noir, se fossi capace di rec...

Quello che non c’è nella mia biblioteca è un romanzo di Fred Vargas: non ce n’è uno, nonostante la sua fama, nonostante sia uno dei grandi nomi del noir. E io scriverei noir, se fossi capace di recintarmi in un genere.

Nemmeno un romanzo, per un motivo all’apparenza sciocco. Fred Vargas ha aiutato Cesare Battisti, mai nome fu più inappropriato (ricordate il patriota della Prima Guerra?), prima a fuggire in Francia, poi a pubblicare i suoi romanzucoli, quindi a fuggire ancora. Per questo, per un motivo inadeguato forse quale il giudizio sulla persona, io non leggo la scrittrice.

Per chi abita a Milano, soprattutto, Battisti rappresenta non gli anni in cui la lotta politica si contaminava col piombo, non un delinquente da rapina cruenta, ma la viltà totale, la suprema mancanza di dignità di un uomo che si nega, e nega quello che ha fatto e perchè. Battisti ha insanguinato Milano, ha seminato lacrime, e sorride sotto i baffi, impunito grazie a chissà quale porcheria lo renda interessante a pseudointellettuali francofoni, al presidente che considera feccia gli oppressi delle banlieu, al Ponzio Pilato brasiliano.

Non si può tollerare, tutto questo. E soprattutto il Sindaco di Milano dovrebbe mostrare di non tollerare questo. Soprattutto questo sindaco che ha partecipato al processo per la morte di Genova 2001.

Quello che non c’è stato, in passato, è un commento del primo cittadino. Acqua, appunto, passata, e pazienza.

Quello che non c’è, è rispetto per le vittime, da parte di Battisti, ma soprattutto di chi lo ha aiutato, giustificato, appoggiato.

Io non lo tollero, e non leggo Fred Vargas.

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