Quello che non c’èQuello che non c’è: le parole.

Quello che non c'è è la parola data: non si può gestire una campagna elettorale idolatrando una persona sino a farla diventare il messia di una nuova piccola sorridente arancione religione, e poi d...

Quello che non c’è è la parola data: non si può gestire una campagna elettorale idolatrando una persona sino a farla diventare il messia di una nuova piccola sorridente arancione religione, e poi dire che per diminuire il traffico, per indurre i cittadini a non usare l’automobile bisogna aumentare il costo dei mezzi pubblici esattamente soltanto per i fruitori sporadici e occasionali. E quella signora radical chic che alle precedenti elezioni presentava l’idea dei mezzi pubblici gratuiti, ha appoggiato tale provvedimento? Davvero per smaltire il traffico automobilistico meneghino serve aumentare il biglietto del tram? Non so. A parte la delusione e l’esborso miei personali, quello che non c’è in tale provvedimento mi pare un senso logico.

E non si dica che era un provvedimento ormai deciso dalla giunta precedente: l’eletto messianico che fece spuntare l’arcobaleno in piazza del Duomo farebbe miracoli meteorologici ma non può intervenire di mano nell’ambito in cui presta servizio? Pare non avere nemmeno il dono dell’ubiquità: al gay pride invia rappresentanze, ma è presente alle feste delle divise.

Quello che non c’è, oltre alla soddisfazione, è l’invidia, da parte mia: non lo invidio proprio, poveretto. Pensatelo come Cook, che inizialmente scambiato per un dio e poi riconosciuto per la sua autentica natura umana, venne prima venerato e poi divorato e digerito dagli indigeni hawaiani…

D’altronde, è ciò che è capitato all’altro grande Eletto di questo nostro bislacco nuovo secolo, il Presidente degli United States: premio Nobel alle intenzioni opposto alla guerra preventiva che comunque ha perpetrato durante il suo mandato. Va’ a finire come 1978 anni fa, quando un altro famoso Eletto scoprì che nei piani ne era già prevista la crocifissione sacrificale.

Amen.

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