Un pugno di moscheSahel (continua)

"Questa e' già una durissima crisi", spiega il direttore operazioni dell'Ufficio ONU per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha), John Ging, riferendosi al Sahel. "E le cose andranno sempre p...

“Questa e’ già una durissima crisi”, spiega il direttore operazioni dell’Ufficio ONU per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha), John Ging, riferendosi al Sahel. “E le cose andranno sempre peggio se i programmi di risposta non saranno finanziati adeguatamente”.

“E’ una questione di vita o di morte, e’ una lotta contro il tempo”, prosegue. “Sono milioni le vite a rischio, e gia’ un milione di bambini e’ in crisi da malnutrizione cronica”. Come la siccità non bastasse, bisogna pure fare i conti con i postumi di recenti guerre civili (Libia, Tunisia), i golpe (Mali), gli scontri etnici mascherati da guerre di religione (Nigeria).

Ma la risposta e’ lenta e inadeguata: “L’anno scorso la crisi in Corno d’Africa è andata totalmente fuori controllo perché si è atteso troppo tempo per intervenire”, ricorda Mamadou Biteye, direttore di Oxfam per l’Africa occidentale. “Possiamo evitare il peggio e salvare migliaia di vite se agiamo ora, è molto semplice”.

Il bilancio di previsione 2012 della crisi alimentare in Sahel contempla 300mila morti infantili a causa di fame e malnutrizione. Tutto bene? E’ un eufemismo

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