Blog Notes di MartaChiude il Crt, Centro di Ricerca per il Teatro di Milano

È girato lunedì 30 aprile un comunicato stampa dal sapore luttuoso. “Il Crt non riesce a portare a termine la stagione 2011-2012”. Seguono specificazioni (a saltare sono i due spettacoli di Motus, ...

È girato lunedì 30 aprile un comunicato stampa dal sapore luttuoso. “Il Crt non riesce a portare a termine la stagione 2011-2012”. Seguono specificazioni (a saltare sono i due spettacoli di Motus, “Let the sunshine in” e “Too late”, previsti al Crt Salone il 7 e l’8 maggio, e il progetto “Fare teatro in Lombardia oggi”, dedicato allo stato del nuovo teatro dopo l’esperienza delle erstidenze “Etre”,18-27 maggio) e soprattutto spiegazioni: “nel passaggio più fragile e potenzialmente innovativo della sua storia, dopo la scomparsa del suo fondatore (Sisto Dalla Palma, mancato nel 2011, n.d.r.), il Crt ha realizzato una stagione teatrale ambiziosa, con produzioni e ospitalità di alto livello (…). In un momento così delicato, avere subito il taglio di più del 50% del contributo 2011 da parte dell’Amministrazione Comunale, è stato un colpo veramente pesante”. Tradotto in cifre: 150mila euro in meno dal Comune. 120mila euro perduti mediamente in un anno per la mancata commercializzazione del teatro. 50/60 mila euro il mancato incasso annuo per l’indisponibilità per l’intera stagione di un teatro di almeno 200 posti. 17mila euro per l’affitto di un magazzino (necessario, visto tutto il materiale di archivio e scenografico che il Crt possiede dopo tutti questi anni di attività e che nel luogo attuale non ha minimamente spazio). Fanno oltre 300mila euro in meno. Se si considera poi che il palcoscenico occupa lo spazio che era di una ex mensa scolastica (non c’è sipario, non c’è pedana rialzata, non c’è un impianto luci e audio minimamente adeguato…), che lo stabile è lontanissimo dal centro, che questo grande palazzo ora ospita (a parte il Crt) soprattutto diversi istituti scolastici e la zona è a dir poco desolata per quanto riguarda altri teatri (ad eccezione del vicino Pim Off, via Selvanesco 75), ma anche bar o ristoranti, ecco il quadro desolante davanti a cui ci si trova: la stagione si ferma ai primi di maggio.

I toni del Crt non sono poi troppo polemici, il famoso comunicato stampa girato lunedì contiene affermazioni come “Prendiamo atto dello sforzo costruttivo e dei segnali pervenutici (dal Comune per sostenere il difficile cambio di sede dal Teatro dell’Arte a via Dini n.d.r), anche se giustamente non manca di far notare che, oltretutto, la “riduzione” dei contributi è stata annunciata molto tardi, ovvero giusto alla vigilia della conferenza stampa di presentazione della stagione (già chiusa ovviamente), e inizialmente definita un “semplice orientamento”.
Aldilà delle polemiche, gratuite, per cui per fare arte sarebbe sempre necessario o meno l’intervento dello Stato, io credo che la chiusura anticipata del Crt costituisca un brutto avvertimento per Milano: che non s’interessa minimamente della sorte di un teatro un tempo importante e ora ridotto all’aspetto di un teatrino da oratorio. Ma il problema vero non è il finanziamento statale, è la sede: il Comune aveva infatti deciso di aumentare il suo aiuto per il Crt proprio come “parziale risarcimento per i gravi danni economici causati dall’uscita forzata dal Teatro dell’Arte”. La questione non si risolve dicendo di voler elargire più contributi ad un teatro che comunque è chiuso in uno spazio angusto e inaccessibile, visto che poi, tra l’altro, questi contributi non si riesce neanche a darli. L’unico punto su cui tutti dovrebbero concentrarsi sarebbe quello di cambiare finalmente sede al Centro di Ricerca per il Teatro di Milano.

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