Colpo di taccoGay Pride a Roma mentre a Milano l’Asl finanzia chi cura il “problema dell’omosessualità”

Sorrisi, strette di mano, abbracci. Gente che sfila serena, festosa, qualcuno ha in braccio i suoi figli... questo è il gay pride di Roma, decine di migliaia di persone hanno deciso di sfilare, co...

Sorrisi, strette di mano, abbracci. Gente che sfila serena, festosa, qualcuno ha in braccio i suoi figli… questo è il gay pride di Roma, decine di migliaia di persone hanno deciso di sfilare, con la colonna sonora dei Queen, “I want it all”, unendosi allo slogan “Vogliamo tutto”…

Un grido declinato nella vita reale, quella che coinvolge tutti fuori dal pride, quella fatta di privazioni continue, e che ha spinto gli organizzatori a scrivere un documento nel quale si legge:

«Vogliamo tutto per la realizzazione del nostro progetto di vita e d’amore; vogliamo tutto per noi, i nostri affetti, le nostre famiglie e i nostri figli: dal matrimonio civile per le coppie formate da persone dello stesso sesso, su un piano di piena uguaglianza formale e sostanziale con quello delle coppie eterosessuali, al riconoscimento delle differenti forme di affettività e relazioni che ciascuna e ciascuno di noi possa scegliere liberamente».

Parole che rimbalzano contro il muro della realtà, perchè come sostiene Paola Concia, parlamentare del PD presente al gay pride: «In vent’anni in Italia non si è fatto niente ed ora ci si deve adeguare, tutto di un botto, alla civiltà». A tal proposito fa riflettere quanto avvenuto a Milano, quando solo pochi giorni fa l’ASL ha deciso di finanziare un progetto dal nome “Amico segreto”. Ben 2600 euro destinati all’Associazione AGAPO. Ma Francesco Zanardi, attivista per i diritti degli omosessuali, non ci sta e presenta un esposto al Tribunale di Milano, nel quale chiede «che siano chiariti i criteri attraverso i quali simili iniziative sono state destinatarie di soldi pubblici – e continua – sia fatta piena luce su questa vicenda che offende, indigna e preoccupa per la potente carica distruttiva e violenta che si ripercuote sulla società in termini di cultura omofoba».

Senza esprimere alcun giudizio di merito, mi limito a proporvi il primo valore al quale si ispira l’Associazione AGAPO, ossia quello dell’Amore: «nulla può incrinare l’amore per il nostro figlio, fratello o amico interessato dal problema dell’attrazione verso lo stesso sesso ( SSA-same sex attraction ). Anzi, è questo il momento in cui ci sentiamo più vicini al nostro caro. Curiamo con delicatezza e con ascolto la relazione con lui per aiutarlo a chiudere con pazienza e fiducia la lacerazione interiore emersa»

E vi lascio con parte della preghiera dei genitori dall’AGAPO, che i cultori della materia possono trovare sul sito ufficiale:

«Oh Signore, Dio nostro, a te ci rivolgiamo in sofferenza,
per nostro/a figlio/a così ferito/a nel profondo del suo essere uomo/donna.
Invia il tuo Spirito Santo su di lui per aiutarlo/la
(…)
Aiutaci a vivere con serenità la nostra relazione con lui
perché solo dall’amore può venire la guarigione.
Oh Signore, Dio nostro, dà serenità e forza al nostro matrimonio
Perché noi stessi riusciamo a essere uomo e donna come a te piace
E perché la nostra famiglia continui a essere
Attraverso la sua testimonianza una guida per il/la nostro/a figlio/a»

PS. Suppongo che si abbini male alla colonna sonora dei Queen, ma anche questo è questione di gusti…

@A_Munciguerra