Post SilvioMa come si fa a manifestare in difesa del dittatore Assad?

Negli anni ho imparato che il medioriente - soprattutto quando andava molto di moda - è in grado di dividere in tifoserie accesissime, ben oltre il grado di adesione razionale e motivata alla causa...

Negli anni ho imparato che il medioriente – soprattutto quando andava molto di moda – è in grado di dividere in tifoserie accesissime, ben oltre il grado di adesione razionale e motivata alla causa dell’una o dell’altra parte. È come se, per molti, quel che succede là sia lo specchio perfetto di ciò che si pensa della vita, della politica, del bisogno di appartenenza. Anche se, da quelle parti, non ci si è nemmeno mai stati in vacanza. Il discorso è lungo, ma questa comprensione del peso simbolico mi ha aiutato a dare meno peso razionale ad argomenti improponibili che, lungo gli anni, ho sentito portare a sostegno dell’una o dell’altra parte: cioè di Israele e dei suoi avversari, dei palestinesi e del “nemico sionista”, e così via.

Tuttavia, non sono ancora giunto a un grado di serenità sufficiente per non guardare, esterrefatto, a chi, a Roma appena l’altroieri, scende in piazza in difesa di Bashar Assad. Un dittatore piuttosto sanguinario, assolutamente autocrate, e certo non scelto dalla maggioranza della popolazione (anche perchè appartiene a una minoranza). Le immagini della manifestazione le trovate qui sotto. A me resta una domanda: ma per quanto si disprezzi Israele e il “colonialismo americano”, come si fa a sfilare in difesa di uno come Assad?

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