La salute del serpenteIl peso dell’obesità incide non solo sulla linea!

La sottile linea di confine ...della linea? Ma quale linea? Quella che tormenta le donne del mondo globale, tante, ma non tutte. Non quelle dove la fame è lo spettro quotidiano che forse non le far...

La sottile linea di confine …della linea? Ma quale linea?

Quella che tormenta le donne del mondo globale, tante, ma non tutte. Non quelle dove la fame è lo spettro quotidiano che forse non le farà arrivare al tramonto.

La linea, la silhouette del corpo, questa sì che è una della questioni centrali dell’opulenta civiltà industrializzata, che con l’abbondanza del cibo si carica di una camioniata di problemi legati al rapporto con l’alimentazione.

Che non riguarda solo le adolescenti a tendenza anoressica, ma donne ‘adulte’ over 50 e fino a 75 anni.

L’8% usa lassativi, pillole, diuretici, e farmaci che procurano il vomito ed esagera con la ginnastica per dimagrire; il 3,5% invece è vittima delle abbuffate tipiche della bulimia. Il 79% delle signore ‘anta anta’ pensa che il proprio peso intacchi la percezione di sé e il 62% che abbia un impatto negativo sulla loro vita.

La ricerca è di Cynthia Bulik, eseguita online su un campione di 1.849 donne, di età media 59 anni e i dati sono stati raccolti dall’equipe di specialisti del programma sui disturbi alimentari della North Carolina University e pubblicati sull’International Journal of Eating Disorders.

«Lo studio delinea una situazione preoccupante» conclude Bulik «Il 36% ha ammesso di aver speso gli ultimi cinque anni a fare diete, anche se oltre il 40 % del campione è normopeso, il 41% si pesa ogni giorno e il 40% un paio di volte la settimana. I due terzi delle signore non sono felici della propria immagine corporea e provano di tutto pur di modificarla».

Del resto che il peso sia una problema assai sentito negli USA lo dimostra la recentissima approvazione da parte dell’FDA (Food and Drug Administration) della lorcaserina, una nuova molecola, ma neppure tanto nuova, per combattere l’eccesso di peso, tra dubbi ed incertezze.

Le critiche maggiori derivano dall’associazione Public Citizien che ne rilevano la pericolosità sia a livello cardiaco, sia per rischio di insorgenza di tumori, motivo per il quale la molecola era stata respinta dall’FDA stessa nel 2010.

Ma oggi l’ente assicura che il prinicpio e gli studi dissipano i dubbi. Già nell FDA, ma non nei cittadini!

Perché per la cronaca farmaceutica la lorcaserina è simile alla già nota già ritirata molecola fenfluramina.

Agisce sui recettori serotoninergici 5-HT2C, che si trovano esclusivamente nel cervello, inducendo sazietà con effetto anoressizzante.

Oddio di nuovo in questa molecola c’è ben poco: è simile ad un anfetamina, determina una riduzione del 5% del peso dopo un anno, come una una qualunque dieta appropriata.

Certo Belviq, questo il nome commerciale della lorcaserina, tutto un programma, arriva dopo che l’ultimo dei mohicani delle pillole antiobesità, Alli, e il fratello maggiore Xenical (orlistat) sono diventati anche i ‘desaparecidos’ della terapia in Italia, pressochè introvabili nelle nostre farmacie allorquando all’orizzonte si profila un nuovo concorrente molto competitivo che sarà esaminato il prossimo 17 luglio 2012: il Qnexa.

Il peso dell’obesità incide sugli americani non solo sulla linea!

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