La salute del serpentePronto soccorso di quartiere: un progetto della Toscana

Vi sarà sicuramente capitato di aver necessità di un medico nel cuore della notte e di dovervi recare al pronto soccorso con estenuanti attese perché per fortuna non siete un codice rosso. Oppure v...

Vi sarà sicuramente capitato di aver necessità di un medico nel cuore della notte e di dovervi recare al pronto soccorso con estenuanti attese perché per fortuna non siete un codice rosso.

Oppure vi sarete imbattuti, come è capitato a me, nei ‘ponti della paura‘, quelli cioè nei quali il medico non c’è dal pomeriggio prima del giorno festivo con file di numeri davanti a voi nel pronto soccorso da farvi desistere e telefonare all’amico dell’amico per avere uno straccio di parere clinico per un vostro familiare.

Oppure, ancora, di attendere ore per un esame diagnostico, nonostante la prenotazione.

Insomma, un ‘deserto dei tartari‘ per i cittadini i giorni festivi e la notte e un caos diurno nei pronti soccorsi, ma forse qualcosa si sta muovendo per cambiare questo inefficiente sistema di assistenza che ha traslato i codici bianchi dei medici di base al pronto soccorso dell’ospedale.

E la Toscana, attiva e creativa nel campo sanitario, si è data un disegno di riforma che sia più vicino ai cittadini tutti e sette i giorni della settimana, anche per radiografie, ecografie o analisi del sangue.

Già, perché ci si ammala senza essere moribondi, anche di sabato o domenica o di notte o nelle festività, per l’appunto!

Si chiameranno AFT, ‘Associazioni Funzionali Territoriali’, nelle quali si incroceranno medici di famiglia, infermieri, guardia medica, specialisti in un team coordinato dalle 8 alle 24.

Le AFT dovrebbero abbracciare un bacino di utenza di 25-30 mila abitanti per i quali saranno in servizio 20-25 medici.

Dove si troveranno le sedi?

Potranno essere messe a disposizione del servizio sanitario, oppure da enti locali, o anche essere strutture fornite dai medici stessi.

Così, spiega l’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni, che i cittadini potranno rivolgersi a questi ambulatori integrati e risolvere la maggior parte dei problemi che oggi vengono accollati al Pronto Soccorso.

Si potranno fare esami del sangue o magari radiografie, ma anche ecografie, medicazioni e anche prestazioni domiciliari a pazienti cronici. Ci sarà inoltre un coordinatore che sarà incaricato di tenere i rapporti con gli ospedali, in modo che il gruppo si possa far carico del paziente quando sarà dimesso dopo un ricovero, oppure inviarlo all’ospedale nel caso in cui non si possa risolvere il suo problema all’interno del presidio territoriale.

Dalle 24 alle 8, in caso di necessità, si farà ricorso al 118.

In questi nuovi ambulatori i medici di famiglia lavoreranno in squadra e nomineranno un coordinatore, che avrà il compito di fare da intermediario con le altre strutture sanitarie, in primo luogo l’ospedale.

L’accordo verrà concluso a settembre per poi essere collaudato nel giro di alcuni mesi.

Il segretario della Fimmg regionale Vittorio Boscherini si aspetta un risparmio che vada nel verso della spending rewiew constatando che un ricovero costa in media oltre 3500 euro, un paziente curato dal medico di base costa in media 382 euro all’anno. I medici di base in Toscana sono in totale 2850.

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