Mompracem – Il mondo è tutto ciò che accadeIl New York Times si ribella: basta far vedere i virgolettati agli intervistati

La notizia la leggo sul Guardian che da sempre è uno dei giornali più attenti a questi temi: il New York Times non farà più vedere agli interessati i virgolettati delle interviste. Jill Abramson, l...

La notizia la leggo sul Guardian che da sempre è uno dei giornali più attenti a questi temi: il New York Times non farà più vedere agli interessati i virgolettati delle interviste. Jill Abramson, la Executive editor del giornale, ha detto in un memo che l’approvazione a posteriori dei virgolettati «mette troppo controllo sul contenuto del giornale nelle mani sbagliate». Quindi «a partire da ora vogliamo disegnare una linea chiara su questo tema. I giornalisti devono citare le policy del New York Times dicendo di no alle richieste di quelle fonti che, come condizione per concedere un’intervista, indicano quella che i virgolettati siano sottomessi all’approvazione della fonte o del suo ufficio stampa per essere rivisti, approvati o modificati».   

E la regola, chiarisce l’articolo, vale anche e soprattutto per Obama e Romney. La pratica di fare vedere i virgolettati ha infatti iniziato a diffondersi nella seconda era Clinton secondo alcuni e con Bush junior secondo altri, ma è diventata insopportabile. A prima vista la regola che si autoimpone il Nyt sembra più stringente di quella di organizzazioni come Reuters o Politico che scoraggiano fortemente questa pratica, ma non la impediscono del tutto. Quando lavoravo per testate americane si seguiva infatti la regola Reuters, considerata regola aurea, e noi stessi a Linkiesta finora abbiamo seguito questo atteggiamento, scoraggiando qualsiasi revisione dei virgolettati. A ben guardare però si vede che  il Nyt impone un divieto che vuole essere totale anche se il memo si conclude dicendo che «qualsiasi potenziale eccezione a questo approccio deve essere discussa con un capo redattore o con un capo servizio». Il messaggio è chiaro: lo si può fare solo in circostanze eccezionali, non può e non deve essere la norma. Ed è giusto: l’unica direzione per salvare la stampa e, per chiedere ai lettori di pagare per i contenuti, è avere il massimo della credibilità. Che faccia vedere i virgolettati chi campa di soldi pubblici e/o di marchette. 

Ecco il memo della Abramson allo staff:

GUIDELINES ON ‘QUOTE APPROVAL’
Despite our reporters’ best efforts, we fear that demands for after-the-fact “quote approval” by sources and their press aides have gone too far. The practice risks giving readers a mistaken impression that we are ceding too much control over a story to our sources. In its most extreme forms, it invites meddling by press aides and others that goes far beyond the traditional negotiations between reporter and source over the terms of an interview.
So starting now, we want to draw a clear line on this. Citing Times policy, reporters should say no if a source demands, as a condition of an interview, that quotes be submitted afterward to the source or a press aide to review, approve or edit.
We understand that talking to sources on background — not for attribution — is often valuable to reporting, and unavoidable. Negotiation over the terms of using quotations, whenever feasible, should be done as part of the same interview — with an “on the record” coda, or with an agreement at the end of the conversation to put some parts on the record. In some cases, a reporter or editor may decide later, after a background interview has taken place, that we want to push for additional on-the-record quotes. In that situation, where the initiative is ours, this is acceptable. Again, quotes should not be submitted to press aides for approval or edited after the fact.
We realize that at times this approach will make our push for on-the-record quotes even more of a challenge. But in the long run, we think resetting the bar, and making clear that we will not agree to put after-the-fact quote-approval in the hands of press aides, will help in that effort.
We know our reporters face ever-growing obstacles in Washington, on Wall Street and elsewhere. We want to strengthen their hand in pushing back against the quote-approval process, which all of us dislike. Being able to cite a clear Times policy should aid their efforts and insulate them from some of the pressure they face.
Any potential exceptions to this approach should be discussed with a department head or a masthead editor.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta