Laboratorio SiciliaArs, il Movimento Cinque Stelle ottiene la vicepresidenza con il sostegno di Lombardo

Dopo l'elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana (Ars), poltrona finita all'udiccino Giovanni Ardizzone, l'accordo di massima fra il Pd, l'Udc e le forze d'opposizione (Pdl e Pid) ...

Dopo l’elezione del Presidente dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), poltrona finita all’udiccino Giovanni Ardizzone, l’accordo di massima fra il Pd, l’Udc e le forze d’opposizione (Pdl e Pid) prevedeva che i due posti di vicepresidente dell’Ars sarebbero finiti uno al Pd e l’altro al Pdl.

Ma oggi a Sala d’Ercole i patti non sono stati rispettati. E la candidata in pectore del Pd, l’ex segretaria regionale della Cgil Mariella Maggio, promessa vicepresidente in virtù di un accordo, è arrivata soltanto terza nella lotta a tre per la vicepresidenza dell’Ars. A far saltare il tavolo sarebbero stati alcuni deputati del Pd, vicini ad Antonello Cracolici, e i parlamentari eletti nella Lista Crocetta, che all’Ars fanno gruppo a sè.

I franco tiratori avrebbero optato per Antonio Venturino del M5S (33 voti), che in tal modo sarebbe arrivato primo nella corsa alla vice presidenza, ottenendo anche il consenso dei parlamentari del movimento politico di Raffaele Lombardo (Pds, ex Mpa).

Questo scenario ha scatenato il puteferio nei corridoi del palazzo siciliano. Rosario Crocetta si è subito dissociato, prendendo le distanze: «Non sono titolare di alcun accordo. Si tratta di intese istituzionali, ma in ogni caso spero che questa fase si concluda presto. C’è da mettersi a lavorare». E nel Pd sarebbe subito la caccia alla streghe. «Tutto ciò è il risultato di uno scontro interno al Pd – spiega un dirigente del Pd a Linkiesta – che ormai si porta avanti dalla nascita della giunta regionale. Gli equilibri correntizi non sono stati rispettati e qualcuno la vuole buttare in caciara, facendo asse con Lombardo».

Eppure si è anche aperto un caso “Movimento Cinque Stelle”. Perché Antonio Venturino è stato eletto anche con i voti del partito dell’ex governatore regionale Raffaele Lombardo, uno degli obiettivi preferiti nel tour siciliano da Beppe Grillo. Perciò «uno scandalo per chi si definisce casto e puro», sottolinea a Linkiesta un parlamentare che preferisce restare anonimo. E Salvino Caputo, parlamentare regionale del Pdl, non ci sta: «I Grillini iniziano la rivoluzione e si alleano con i lombardiani, saranno sicuramente inesperti ma hanno imparato subito la politica degli inciuci e delle lottizzazioni».

@GiuseppeFalci

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