KahlunniaLa Rai dia a Bersani, Giannino, Grillo e Monti gli stessi spazi di Berlusconi

Non tira dal punto di vista dell'audience. Non tira dal punto di vista del confronto. Certo: fa notizia, ma non tira quanto tirava una volta. E i dati, si sa, non sono "comunisti". Eppure Silvio Be...

Non tira dal punto di vista dell’audience. Non tira dal punto di vista del confronto. Certo: fa notizia, ma non tira quanto tirava una volta. E i dati, si sa, non sono “comunisti”. Eppure Silvio Berlusconi riesce ad avere una sovraesposizione che tutti gli altri se la sognano. Lui dice di dover recuperare il tempo in cui è stato fuori dai giochi. Scordandosi, però, di dire che mentre lui era fuori dai giochi c’era chi era preposto a fare le veci del Pdl. Un inganno sottile, ma pur sempre un inganno. Come se la politica e il dibattito pubblico dovessero essere Berlusconcentrici. Come se fossero i partiti a decidere gli spazi televisivi (sic!).

Non ho niente contro la presenza di Berlusconi in tv. Anzi: è giusto che chi ha una proposta politica possa esprimermela in maniera chiara e visibile. Ciò che fa incazzare è l’assenza, nelle stesse forme (faccia a faccia), e negli stessi tempi (un’ora di intervista), degli altri. La par condicio non è ancora in vigore, ma non capire quanto questa questione sia cruciale è da fessi. Bersani – che di televisione non è un grandissimo esperto – sottovaluta l’importanza della presenza televisiva in fase pre-elettorale. Oscar Giannino (candidato premier di Fare per Fermare il Declino), secondo alcune indiscrezioni pubblicate su Ilportaborse.com, avrebbe subito una sorta di epurazione da Bruno Vespa e dalla Rai: da quando si è candidato a Premier non lo invita più nessuno. Grillo in tv non ci vuole andare (scelta legittima). Monti in tv avrà il modo di andarci quando vuole.

Per farvi capire quanto sia importante la comunicazione politica “appena prima delle elezioni”, vi riporto un’informazione. Negli Stati Uniti i partiti possono acquistare spazi televisivi su cui trasmettere i propri messaggi elettorali. Lo staff di Barack Obama – mica un cenacolo di fessi – ha investito massicciamente in spazi televisivi nel mese di agosto (appena prima delle elezioni), di durata relativamente lunga. Berlusconi queste cose le sa. Gli altri – inclusi molti giornalisti – ahinoi, no.

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