Amore senza confiniLe “maestrine saccenti” dell’Islam

Il mio ragazzo mi aveva avvertito: “Se vuoi avvicinarti all’Islam, evita di farlo attraverso i social network o i siti internet. Piuttosto, leggi libri, chiedi a me o alle tue amiche musulmane. E, ...

Il mio ragazzo mi aveva avvertito: “Se vuoi avvicinarti all’Islam, evita di farlo attraverso i social network o i siti internet. Piuttosto, leggi libri, chiedi a me o alle tue amiche musulmane. E, innanzitutto, comincia prima a conoscere meglio la tua, di religione”.

Parole che possono sembrare strane, visto che molti sono ancora convinti che gli uomini musulmani – pregiudizio trito e ritrito – obblighino le loro consorti a convertirsi (pardon: il termine corretto è “ritornare all’Islam”) e a velarsi da capo a piedi, a rinchiudersi in casa e badare solo a casa e figli (ad essere sinceri: mi è capitato di sentire un ragazzo italianissimo e cattolicissimo dire alla mia amica che dopo la laurea l’avrebbe rinchiusa in una casa in cima alla montagna per evitare qualsiasi contatto con un essere maschile e con la sottoscritta, rea di frequentare gente “pericolosa” perché straniera).

Ma io, testarda come sono, ho fatto di testa mia: smanettando sui social network, mi sono imbattuta in diversi gruppi di donne ritornate all’Islam, pensando che avrei potuto apprendere qualcosa in modo molto più semplice, contenta di potermi confrontare con donne con la mia stessa storia: nate e cresciute in Italia e avvicinatesi all’Islam in seguito al matrimonio con il proprio partner musulmano.

Premetto: l’intenzione mia non era quella di ritornare all’Islam, ma di avere informazioni su questa religione e modo di vita da chi poteva avere perlomeno un percorso vicino al mio, e quindi speravo di poter essere capita di più, speravo che le domande e le contraddizioni che spesso mi frullano per la testa, fossero le stesse di queste donne.

Invece mi sono dovuta presto ricredere. Sia chiaro: con questo post non voglio generalizzare, ma solamente sottolineare una tendenza che non ho notato solo io, ma anche donne ritornate all’Islam. Ossia: l’arroganza e la saccenza da “maestrina – so – tutto – io” di alcune (e sottolineo: alcune) ritornate all’Islam. Una saccenza e un modo di fare che, invece di incuriosire le persone, le allontana sempre più. Perché, se solo si prova a dire qualcosa, si è subito additate come “kufr”, “miscredenti” (a proposito: si pesino bene le parole. Il termine suddetto viene spesso usato in modo fin troppo dispregiativo).

E purtroppo, mi è capitato più volte di scontrarmi. La prima volta, ho commentato una foto di una donna col il niqab, in cui la suddetta donna elogiava l’Arabia Saudita. Ho scritto che l’Arabia Saudita, a mio parere, non è per niente l’esempio dell’Islam puro, ma è piena di contraddizioni di non poco conto – un esempio recente: il negozio di Paris Hilton in un centro commerciale a La Mecca; la ricchezza ostentata, quando non si muove un dito per aiutare i fratelli in difficoltà -. Per tutta risposta, mi sono sentita dire che non dovevo permettermi di dire cose negative su questo Paese, e che fosse inutile discutere con una kufr europea… e, saputo che ero fidanzata, che orrore!! Stava addirittura parlando con una peccatrice, perché il fidanzamento è haram haram haram!! Per fortuna, alla fine altre donne, musulmane, si sono schierate a mio favore, dicendo che si stava esagerando, che non era giusto rivolgersi a me in questo modo e che facendo così si dà anche un messaggio negativo dell’Islam. Ma nisba, nessuna scusa né altro. Già, una ritornata all’Islam non può abbassarsi al livello di chiedere scusa a una kufr.

Un’arroganza inaudita. Come se, non essendo nate musulmane, alcune dovessero dimostrare al mondo intero di essere molto più in gamba di chi musulmano è nato e cresciuto. Come se pensassero che il paradiso fosse una loro esclusiva, dato che si sono convertite, portano il velo e fanno le brave mogliettine… come se da un giorno all’altro fossero diventate sapienti da permettersi di giudicare gli altri, e non guardare mai a se stesse…. quanta apparenza e ipocrisia…

L’ultimo scontro riguarda il fatto di augurare buone feste ai cristiani. Ho scritto “ci si dimentica della Costituzione di Medina di Maometto. Fare gli auguri non significare credere a quelle feste, ma essere rispettosi”. Apriti cielo! Questa la risposta ricevuta, a caratteri cubitali: “A PROPOSITO DI RISPETTO, COMINCIA A SCRIVERE IL NOME IN MODO CORRETTO!!!” (dovrei scrivere Muhammad: ma è cosa normale per noi scrivere Maometto, e non è un’offesa nei confronti del profeta, come invece,m a quanto pare, è stato interpretato).

E questi sono solo due esempi… vi risparmio il resto.

Per fortuna, accanto a queste maestrine esaltate, con cui discutere è impossibile, ci sono ritornate all’Islam che invece cercano di spiegare con calma e umiltà i concetti, senza mai perdere la pazienza. Peccato che vengano spesso messe da parte dalle prime…

Concludo con il commento di una mia cara amica, ritornata all’Islam:

“Qui non si tratta di islamofobia, almeno per me, si tratta di rifiutare il fanatismo e lo scarso rispetto per il prossimo che non la pensa come “alcune di voi”. Troppe maestrine saccenti e boriose… troppa arroganza. Io sono ripartita da zero con una guida e mi sto ri-avvicinando all’Islam.. Dopo averlo “perso” e urlato a me stessa “non voglio diventare come loro” … nemmeno da morta…..Forse per qualcuna contano solo i grandi numeri e quindi cinque o sei persone che si allontanano non fanno néégruppo ne statistica… Io invece fossi al loro posto darei importanza a questi allontanamenti e dall’immensità della loro saccenza mi porrei una semplice piccola innocua domanda “Forse sbaglio il metodo???”…. ma mi rendo conto che questo non avverrà MAI”.

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