Amore senza confiniQuella (finta) ricchezza da ostentare ad ogni costo

Parola d’ordine: apparenza. Quando si deve rientrare al Paese d’origine, anche solo per una breve vacanza, per stare un po’ (giustamente) con la propria famiglia che non si vede da mesi, non si pos...

Parola d’ordine: apparenza. Quando si deve rientrare al Paese d’origine, anche solo per una breve vacanza, per stare un po’ (giustamente) con la propria famiglia che non si vede da mesi, non si possono tralasciare alcuni dettagli: i regali per parentado e amici. Vietato scendere a mani vuote: la valigia o il portabagagli devono essere riempiti all’inverosimile. Così come il portafogli.

Chi ha lasciato, anzi “abbandonato” (sì, perché spesso che emigra è malvisto in quanto reo di non essersi impegnato abbastanza per migliorare le sorti della sua Heimat) il proprio Paese, deve dimostrare di averlo fatto per una giusta causa. Il che significa, che deve averlo fatto per poter vivere in condizioni migliori di quelle di prima. Tradotto in soldoni, appunto: arricchirsi. Ma soprattutto, mostrare, o meglio, ostentare a chi invece è rimasto giù, questa (finta) ricchezza.

Poco importa che l’Italia sia ben distante dal paese dei balocchi, che la povertà stia toccando livelli mai conosciuti prima, che si faccia fatica ad arrivare a fine mese. Sei emigrato? E allora “paghi pegno”.

Non fa niente se per pagarti il biglietto per poter riabbracciare i tuoi hai dovuto mettere via mese per mese i tuoi risparmi, non fa niente se da tempo sei senza lavoro e ti sbattono la porta in faccia solo perché sei straniero; non è nulla se arrivi a fine mese con l’acqua alla gola, tra affitto, bollette, benzina e cibarie; se devi chiedere prestiti agli amici, che si trovano nella tua stessa barca; se non ti concedi neanche una pizza fuori per festeggiare l’anniversario con la tua consorte; se per risparmiare mangi tutto l’anno pane e harissa….

No, hai il tuo orgoglio e la tua famiglia non può vederti tornare a mani vuote. E soprattutto, non può far vedere ai vicini che il loro figlio li ha abbandonati senza aver avuto un tornaconto economico di rilievo. Ecco il figliol prodigo, vedete che non ci ha dimenticati, è tornato, guardate che ci ha portato…

Bisogna ostentare a ogni costo una ricchezza che non c’è, riempire i conoscenti di regali, sorrisi a destra e a manca, fingere che vada tutto bene, offrire a tutti ogni volta che si esce. Si paga la distanza in questo modo.

Quando finirà questa ipocrisia? Quando, sia i figli che le famiglie, riusciranno a guardare in faccia la realtà? Quando basterà la sola presenza umana a far felici le persone?