Amore senza confiniSi può ancora parlare di verginità?

Sfogliando il dizionario, alla voce verginità troviamo due definizioni:1. condizione di chi non ha avuto rapporti sessuali completi; 2. Purezza, integrità morale.Come a dire: se non sei più ve...

Sfogliando il dizionario, alla voce verginità troviamo due definizioni:

1. condizione di chi non ha avuto rapporti sessuali completi; 2. Purezza, integrità morale.

Come a dire: se non sei più vergine (soprattutto per una donna, agli uomini viene sempre concesso uno status speciale) vuol dire che sei una poco di buono e non vali più nulla.

Peccato che la verginità si perda in due e che dietro ci sia anche una buona dose di ipocrisia da parte di (molti) uomini arabi, finti praticanti, che si concedono il “libertinaggio” prima del matrimonio e poi lasciano la poveretta che hanno sverginato per sposarsi una vera verginella e fare così bella figura con la famiglia (Meglio ancora se la prima è straniera, così hanno anche meno rimorsi, perché “si sa, le europee mica le possiamo sposare… troppi problemi…vanno bene per il sesso e basta”, conversazione sentita con le mie orecchie anni fa).

Perché l’apparenza, purtroppo, conta ancora molto. E le nuove tecniche chirurgiche hanno permesso alle ragazze di trovare una via di mezzo: perdere sì la verginità prima del matrimonio, ma poi basta una piccola operazione et voilà, l’imene è come nuovo per (l’ignaro?) sposo.

Un boom recente si è registrato in Tunisia, dove con 300/500 euro massimo il successo dell’operazione è garantito. Nedra Ben Smail, psicologa, ha scritto un libro sull’argomento: “Vierges? La nouvelle sexualité des tunisiennes” (Vergini? La nuova sessualità delle tunisine), dove emerge che solamente il 20% delle maritate sia una vera e propria vergine; le restanti sono il risultato di un’operazione chirurgica.

Ma cos’è oggi la verginità? Possiamo definire vergine una ragazza che non ha avuto rapporti sessuali completi, ma che ha fatto sesso orale (e magari anche sesso anale, perché se il primo buco non si può usare, si usa quello dietro: molte ragazze, intervistate prima dell’operazione in una clinica di Parigi, l’hanno ammesso) con mezza città? E intanto additiamo come “puttana” quella ragazza che vergine non lo è più, ma che si è resa “colpevole” di essere andata a letto solo con quello che pensava sarebbe stato l’amore della sua vita? Io sinceramente, se fossi un uomo, preferirei sposare la seconda. Almeno so che non mi nasconde il suo passato, che non ha paura dei giudizi della gente e che si mostra così come è. (questa non potremmo definirla purezza di cuore??)

Forse è vero, è difficile per me capire appieno questo concetto, e probabilmente non lo capirò mai. Conta molto il non voler deludere la famiglia d’origine, il senso d’onore che le poverette si portano sulle spalle: la loro verginità altro non diventa che uno status symbol di purezza. Il simbolo che la propria famiglia ha saputo educare la figlia in un modo corretto, tenendola lontana dal peccato. Purezza apparente. Ipocrisia. Magari quella è pure una stronza menefreghista arrivista mangiasoldi, ma fa niente: basta che sia vergine.

Ma ha davvero senso tutto ciò??