La salute del serpenteCibi funzionali, un comparto promettente sempre più in crescita

Superato l'anno dei due superMario (Draghi e Monti), il prefisso superlativo va ora in cerca di nuovi compagni con i quali creare una coppia superlativa. La ricerca di 'super' in ogni campo che sci...

Superato l’anno dei due superMario (Draghi e Monti), il prefisso superlativo va ora in cerca di nuovi compagni con i quali creare una coppia superlativa.

La ricerca di ‘super‘ in ogni campo che scivola sotto la sua particella è spasmodica, ma poco la convince ad unirsi ad altre parole.

Poi alla fine si ferma, pensa, riflette e decide che, sì, le piace essere il tetto di copertura di un settore che fino a poco tempo fa le era completamente estraneo, quello alimentare.

Così sceglie un super pomodoro, una super arancia, un super ananas, un super peperone, una super fragola e una super anguria.

Infatti la Spagna già si adopera in un progetto di agricoltura sostenibile, la Piattaforma Tecnologica per l’Agricoltura Sostenibile (PTAS) che ha progettato un’anguria che aiuta a ridurre il dolore muscolare dopo 24 ore di intensa attività fisica: grazie alla concetrazione alta di L-citrullina, un amminoacido capace di rilassare il muscolo in caso di affaticamento e il cui assorbimento a livello intestinale è maggiore rispetto all’assunzione del singolo amminoacido di sintesi.

Nell’ambito dello stesso progetto, si è anche scoperta una varietà di fragola ricca di antiossidanti, fornendo il 27% di tali sostanze necessarie per una dieta corretta e ben il 60% del fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina C. A questo si deve anche aggiungere il basso contenuto in carboidrati e sodio e l’elevato contenuto in potassio, rendendo il rosso frutto un importante alimento funzionale, il cui consumo è consigliato per controllare i problemi di ipertensione.

E il peperone non sarà da meno propononendosi con elevati livelli di vitamine A e C e di molecole antiossidanti naturali.

Foto Cultura e alimentazione nei paesi del Mediterraneo

Ma questi non sono che alcuni esempi di quelli che sono raggruppati sotto il nome di ‘alimenti funzionali‘, ai quali i cittadini sono sempre più interessati.

La ricerca di un alimentazione corretta e di cibi salutari che contribuiscano alla prevenzione di molte malattie è ormai un dictat per noi consumatori.

E nei cantieri alimentari si lavora alacremente in questa direzione perchè il comparto è in crescita costante: per esempio, il settore del cibo funzionale crescerà del 20% l’anno, mentre quello dei prodotti farmaceutici solo dell’1-2%.

I cibi funzionali fanno parte della grande famiglia dei nutraceutici, un termine chimera tra nutrizione e farmaceutica che, ricorda la Sinut (società Italiana di Nutrizione umana), comprende i cosiddetti cibi funzionali (alimenti che forniscono calorie utili, ad esempio l’olio extravergine di oliva, le proteine vegetali della soia e del lupino, il cioccolato amaro); gli integratori alimentari (come gli omega-3, acidi grassi polinsaturi estratti dal pesce); i probiotici (colture di batteri buoni che colonizzano l’intestino migliorandone la funzionalità), e i prebiotici (sostanze organiche non digeribili in grado di favorire la crescita di batteri probiotici).

Ma in questa orchestra così armonizzata la nota stonata è che ancora non esiste una definizione legale di alimento funzionale né a livello europeo né a livello nazionale.

Secondo la Commissione sulla scienza degli alimenti funzionali in Europa che ha lavorato al progetto Fufose (Functional Food Science in Europe) una definizione di alimento funzionale potrebbe essere: ‘un alimento che ha un effetto benefico su una o più funzioni nell’organismo, al di là degli effetti nutritivi, in modo rilevante per il miglioramento dello stato di salute e benessere e/o per ridurre il rischio di malattia, consumato come parte di un regime alimentare normale. Non è una pillola, una capsula o qualsiasi forma di integratore alimentare‘. (EUROPEAN COMMISSION – European Research Area -Food, Agriculture & Fisheries & Biotechnology Food)

Sempre per una carenza normativa, la dicitura “alimento funzionale” in Europa non compare sul packaging degli alimenti in commercio, rispetto, per esempio, al Giappone, patria degli alimenti funzionali, dove esiste addirittura un logo che identifica i Foshu (Foods for Specified Health Use), riconosciuti legalmente anche come Tokutei Hokenyo Shokuhin che vengono approvati dal Ministero della Salute e del Welfare giapponese.

Dunque i cittadini sono sempre più attenti a prevenire le malattie con cibi funzionali e non con farmaci e i mercati e supermercati diventeranno anche essi ‘case della salute‘, accanto alle case della perdizione degli ‘junk food‘.

Una lotta tra titani, non c’è che da aspettare ed osservare.

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