Fortezza BastianiLe Wu Minghiate sui marò che piacciono tanto al web

(dal blog Lo Smemorato di Collegno) Il collettivo di scrittori Wu Ming, noto ai più per le traduzioni dei romanzi di Stephen King, non è nuovo ad abbracciare campagne d’opinione estranee all’ambit...

(dal blog Lo Smemorato di Collegno)

Il collettivo di scrittori Wu Ming, noto ai più per le traduzioni dei romanzi di Stephen King, non è nuovo ad abbracciare campagne d’opinione estranee all’ambito letterario, alcune delle quali ai limiti dell’assurdo. Come, ad esempio, quella contro l’enciclopedia satirico-demenziale on-line “Nonciclopedia”, accusata dagli scrittori di antisemitismo e «mentalità fascista». O quella contro il Banco Alimentare, boicottato perché «è di CL». O la delirante ode al terremoto in Emilia, cui viene tributato il merito di aver interrotto nelle terre colpite dal sisma il frenetico tran tran del quotidiano. In questo panorama si inserisce la sedicente inchiesta sul caso dei fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, prigionieri in India dal 15 febbraio 2012, pubblicata sul sito web di “Wu Ming Foundation”, che negli ultimi giorni sta godendo di una particolare fortuna in rete.

Stavolta a scatenare la fantasia dietrologica degli scrittori è una ricostruzione giornalistica del sito “Web China Files”. Un articolo nel quale si tenta di ripercorrere passo dopo passo la vicenda che vede coinvolti i due fucilieri di Marina, evidenziando la superficialità dei media nel raccontare l’accaduto, il diffuso disinteresse della stampa nazionale e gli errori marchiani commessi dalla diplomazia italiana nell’approcciarsi alle autorità indiane. Peccato che lo stesso articolo non resista alla tentazione di mescolare all’analisi dei fatti una serie di considerazioni a sfondo politico, ricostruzioni imprecise e avventate, nonché una vera e propria campagna di discredito delle fonti che riportano ricostruzioni alternative. E così l’intero servizio si trasforma nelle mani del collettivo Wu Ming in un facile grimaldello ideologico per condannare senza appello i due marò e tacciare di partigianeria e faziosità chiunque sollevi qualche dubbio.

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