Blog Notes di MartaPiccolo Teatro,la nuova stagione-più chiarezza politica

Un cartellone denso e che non vuole lasciare dubbi sulla volontà d’impegno. Così pare la stagione 2013-14 del Piccolo Teatro di Milano, presentata martedì 14 maggio al Piccolo Teatro Studio: tre nu...

Un cartellone denso e che non vuole lasciare dubbi sulla volontà d’impegno. Così pare la stagione 2013-14 del Piccolo Teatro di Milano, presentata martedì 14 maggio al Piccolo Teatro Studio: tre nuove produzioni per la regia di Luca Ronconi (“Celestina”, tratto dal lavoro teatrale del canadese Michel Garneau, che ha riscritto un’opera cardine del 1500 della letteratura spagnola di Fernando de Rojas, “Pornografia” –“non aspettatevi troppo da un titolo come ‘Pornografia’, dice Ronconi, perché neppure quest’anno verrò meno alla mia consueta morigeratezza..”, e il “Laboratorio Pasolini con gli allievi della scuola del Piccolo). Ma non solo: “Visita al padre” di Carmelo Rifici e Laura Curino in “Shakespeare, streghe, ribelli e altre passioni” , sono altre due nuove produzioni, oltre alle riprese di “Natale in casa Cupiello” e dell’”Arlecchino servitore di due padroni”, sempre con Soleri, e altri spettacoli che il Piccolo vuole mettere in evidenza. Più i progetti con e i ritorni di compagnie internazionali, tra cui spiccano evidentemente i festeggiamenti per ricordare il rapporto tra il Piccolo teatro e il Theatre du Soleil di Parigi, con cui il Piccolo è legato da un antico rapporto nato alla fine degli anni Sessanta (e infatti lo stabile milanese ha scelto di proporre “La ronde de nuit”, creazione nata da un’idea di Ariane Mnouchkine, fondatrice del Theatre du Soleil, e realizzata da Theatre Aftaab di Kabul, nuova realtà che Ariane ha contribuito a creare), e l’Omaggio a Jan Fabre, l’artista coreografo belga, di cui andranno in scena, il prossimo maggio, due spettacoli (“The Power of Theatrical Madness” e “This is Theatre like it was to be expected and forseen”). Questi e molti altri ospiti, internazionali e nazionali, giovani e meno giovani, oltre a progetti con le università milanesi e specificatamente per il pubblico, per una stagione che molto sembra voler dare, ma allo stesso tempo anche chiedere, e non certo al pubblico (che già dà il suo appoggio partecipando attivamente alla vita del Piccolo): “vorrei più chiarezza da parte della politica verso il teatro –dice Sergio Escobar, direttore del Teatro Strehler-. Siamo ancora l’unico paese in Europa che non ha una legge sullo spettacolo dal vivo. Basta illusioni: è arrivato il momento che si abbia una consapevolezza maggiore dell’importanza della cultura nello Stato e del suo peso anche sull’economia di un Paese. Non stiamo mostrando i muscoli, ma semplicemente spiegando come stanno le cose: non c’è una grande o piccola compagnia di teatro che non conosca il nostro palcoscenico. Un organismo stabile come questo Teatro è un’azienda, esattamente come diceva Paolo Grassi, e lavora per il pubblico. Mettiamo al centro i cittadini: in nome di ciò, ovvero di questa autonomia e allo stesso tempo di questo servizio che svolgiamo, sempre vicino alla gente e all’attualità, chiediamo anche alla politica di capire le scelte da compiere, ovvero di riconoscere la valenza intellettuale , culturale e sociale che il teatro ha”.

www.piccoloteatro.org

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