La salute del serpentePrima colazione? Raccontala al Breakfast Club Italia

Meno 6%, +75%, +6%, +20%, -25%, +128%. No, non è una sequenza di Fibonacci, ma sono le percentuali che riguardano gli italiani e la prima colazione dal 2004 al 2013, stilata da Repubblica. Sono dim...

Meno 6%, +75%, +6%, +20%, -25%, +128%.

No, non è una sequenza di Fibonacci, ma sono le percentuali che riguardano gli italiani e la prima colazione dal 2004 al 2013, stilata da Repubblica.

Sono diminuiti del 6% quelli che la fanno, aumentati del 75% quelli che la saltano, il 6% in più coloro che tutte le mattine sono davanti alle tazze da colazione, il 20% in più quelli che scelgono un primo pasto casalingo, mentre sono scesi del 25% quelli che prendono un solo caffè e sono incrementati del 128% gli appassionati di frutta al risveglio mattutino.

I dati rivelano che gli italiani sempre più di fretta e poco inclini a credere alla funzione corroborante della prima colazione, anche se una fetta considerevole comincia la giornata con una buona frutta.

Che sia all’italiana o all’anglosassone, alla polacca con 3 portate o alla greca con olive, formaggi e feta, l’etimologia ci arriva da un passato glorioso, nel quale ‘collationes‘ era il titolo di raccolta di interviste sulle regole del primo monachesimo cristiano europeo, condivisa nei refettori dei monasteri, durante il primo incontro mattutino.

Oggi la colazione è il primo impatto con il nuovo giorno che prende forma dalla caffettiera borbottante, dal latte che spumeggia nel bricco, dalle tazze naif, floreali o geometriche che rispecchiano l’indole del loro proprietario.

Il burro, le fette biscottate, i cereali a pioggia cadente e i chicchi di caffè che regalano un aroma diffuso per la cucina, i biscotti come lingottini o cuoricini o anelli o ruote in attesa della corsa nelle mani impazienti degli ospiti della tavola, sono gli ingredienti accessoriati della cucina mattutina.

Tutto è pronto per il primo incontro col nuovo giorno, con il primo assaggio delle ore che si cominciano ad assommare per arrivare a sera, un primo appuntamento gradevole che anticipa gli appuntamenti successivi.

Non sempre, non per tutti è il buon inizio della giornata, non sempre non per tutti è il carburante che dà lo sprint per avviare il lavoro, per consentire di restare in linea senza incrementare la circonferenza dei fianchi.

Non sempre, non per tutti è così: sembra che quello scampolo da ritagliare nelle prime ore mattutine sia una tasca assai difficile da cucire fra le attività della giornata.

Ed allora ecco i propositi del Breakfast Club Italia, una comunità impegnata nell’approfondire il dialogo culturale sulla prima colazione che pubblica ogni anno un documento ad essa dedicato.

Il titolo del documento BCI 2013 sul quale si concentreranno i lavori di quest’anno è “Prima colazione? Non riesco proprio a farla, o a farla bene! Proposte nutrizionali, psico-sociali, comportamentali e pedagogiche su come favorire la pratica di un’adeguata prima colazione”.

La scelta, da parte del Club, di dedicare un report a questo argomento nasce dalla volontà di approfondire e proporre alcune strade per affrontare le criticità emerse nel documento BCI 2012, relative soprattutto agli ostacoli che limitano l’abitudine degli italiani a cominciar bene la giornata.

Il testo sarà reso pubblico in occasione del III Convegno annuale BCI, che si svolgerà ad inizio 2014.

Intanto, proprio per questo scopo, il Breakfast Club chiede di rispondere ad alcune domande semplici per meglio individuare le nostre consuetudini: “Fai la prima colazione? Raccontala al BCI

Buona colazione a tutti, magari sull’erba, con la prospettiva di suscitare l’interesse non scandaloso che a suo tempo suscitò il quadro di Manet (nella foto)!

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