La salute del serpenteDavide De Marinis: quando la musica diventa un’efficace antistress

Anche la musica e le canzoni passano sotto la lente del microscopio scientifico.   Analizzate, sezionate, comparate, alcune di queste sono state promosse ad antidepressivo da una ricerca del 2010 ...

Anche la musica e le canzoni passano sotto la lente del microscopio scientifico.

Analizzate, sezionate, comparate, alcune di queste sono state promosse ad antidepressivo da una ricerca del 2010 della Glasgow Caledonian University, in Gran Bretagna.

Tra di esse Wonderful life, I will survive, What a wonderful world.

Certo è che la musica e le canzoni sono, anche senza conferma scientifica, una carezza per il nostro umore, un fazzoletto per i nostri pianti, un sorriso dopo un litigio.

E’ così che mio figlio si rilassa dallo studio ‘matto e disperatissimo’ con la sua chitarra e con l’insegnamento del suo maestro Davide De Marinis.

Milanese, classe ‘71, ama l’arte nelle sue varie espressioni, essendosi diplomato al conservatorio e all’Accademia di Brera.

Cantautore  e pittore, Davide ha una bella qualità: la capacità di traferire ai ragazzi la passione per le note ed infondere quell’attrazione per la musica rompendo il classico schema maestro-allievo.

Così ho pensato di conoscerlo un po’ meglio con un po’ di domande su di lui e sulla musica in generale.

“Ascolta sempre e solo musica vera e cerca sempre se puoi di capire” ( Arcobaleno di Celentano, dedicata a Lucio Battisti). Che cos’è per te la musica vera e cosa bisogna capire?

Per me la musica vera è sempre quella che parla direttamente al cuore della persona, è personale ed intima, in poche parole quella che emoziona.

Come e quando è nata questa passione?

Ho iniziato a scrivere canzoni intorno ai 13-14 anni ed è stata una cosa naturale. Come alcuni ragazzi e ragazze annotano quotidianamente un diario, io ho iniziato a ritrovarmi ogni sera nella camera da letto dei miei genitori a scrivere canzoni, mentre loro guardavano in soggiorno Dallas alla tv.

Leonard Bernstein, direttore d’orchestra, ha scritto che ‘la musica classica sarebbe la musica esatta’, cioè scritta esattamente come deve essere eseguita. Sei d’accordo con questa affermazione?

Mah…! Chi lo sa! Penso che la musica sia sempre un’espressione dell’anima e deve comunicare ad altre anime; e le anime sono di diverso tipo, e non solo classiche.

Parliamo di musicoterapia: è spesso confusa con l’istruzione musicale. Invece si tratta di …

E’ una tecnica terapeutica che viene utilizzata attraverso la musica. La musicoterapia aiuta ad armonizzare e sciogliere l’animo della persona.

La stampa ha in questo periodo scoperto l’autismo: se ne parla spesso e in diversi programmi, grazie anche a giornalisti che vivono questa esperienza in prima persona. Quanto possono le note aiutare ad esprimere e rendere intelligibili le emozioni?

Per quello che so le persone affette da autismo hanno difficoltà ad empatizzare con gli altri. La musica potrebbe aiutare a far scoprire al bambino affetto da autismo delle emozioni nuove.

Il dottor Robert Zatorre, neurofisiologo canadese che ha prodotto studi sulla percezione della musica e sugli effetti fisico-chimici derivanti, ritiene che essa sia costituita da una serie di suoni che, di per sé, non hanno alcun valore intrinseco. Però, quando sono disposti insieme in un certo modo, possono agire come un qualcosa che genera un senso di ricompensa. Per te è maggiore il piacere di suonare la tua musica, il piacere di suscitare emozioni in chi ti ascolta o solo ascoltarla?

Io preferisco suonare la mia musica e suscitare delle emozioni in chi mi ascolta. Credo sia il risultato a cui ogni artista ambisce.

“Nell’amor le parole non contano, conta la musica”, canta Benigni. Che senso hanno le parole nella musica?  

Questa intanto è una frase che sottolinea l’importanza della musica, quindi direi che le parole contano e come.

Sempre il dott. Zatorre sostiene che da adulti piace la musica ascoltata nell’infanzia enell’adolescenza. Quale genere ascoltavi da bambino ed adolescente e come ha influito sulle tue future scelte?

Sì, credo sia vero, anche se è importante cercare di stare al passo con i tempi ed ascoltare le nuove proposte musicali. Io, in particolare ho ascoltato molti cantautori italiani, infatti spero di continuare a scrivere belle canzoni e di essere considerato tale.

Perchè la chitarra? Fra tanti strumenti a scelta, cosa ti ha spinto verso di essa. C’è chi dice che sia il suono più adeguato ad accompagnare il timbro di voce umana.

Da bambino intorno ai 3-4 anni, passando con i miei genitori di fronte ad un negozio di strumenti musicali, mi sono bloccato a fissare ed indicare una chitarra in vetrina (così mi hanno raccontato).

Si può dire che la chitarra, rispetto ad altri strumenti, ha anche una funzione sociale, nel senso di aggregazione e di possibilità relazionali?

Si certo, l’esempio più classico è un gruppo di amici intorno al fuoco ed una chitarra.

Come si dovrebbe insegnare musica a scuola per avvicinare gli studenti alle note in modo da farli appassionarli ed interagire con essa?

Penso che esistono diversi metodi. Credo che a seconda dell’età del bambino, adolescente o adulto si debbano utilizzare diverse forse di insegnamento. Con i bambini trovo interessante utilizzare il metodo gioco/studio.

Il web in questi anni ha aiutato la diffusione della cultura musicale?

Direi di si, ma non sono molto attendibile riguardo al mondo del web, anche se faccio una trasmissione in streaming su un Social network insieme a Roberto Ferrari di Radio Deejay in diretta tutti i giorni dalle 15 alle 16 su www.robertoferrari.tv dal Jazz Cafè di Milano, Corso Sempione 8.

Le canzoni possono essere un rimedio per gestire lo stress. “Se un ragazzo ama la musica l’ascolto prima dell’esame sarà sicuramente di aiuto” lo dice Giuliano Avanzini, neurologo dell’Istituto Carlo Besta di Milano. Mi dai una tua personale playlist da ascoltare per vincere lo stress? 

Credo la musica sia un buon ausilio per vincere lo stress prima di un esame. In primis musica classica e brani non aggressivi. La playlist deve essere personale. Io quando studiavo ascoltavo Paolo Conte.

Se il coloregiallo è associato ad una musica allegra e il blu ad un ritmo più lento, quali sono i colori delle tue canzoni e alle tue canzoni quale tipo di pittura associ, dal momento che sei anche pittore?

I colori delle mie canzoni sono direi accesi e vari, mi definirei un arlecchino. Per quel che riguarda i miei quadri sono tutti rigorosamente al caffè e poi vengono abbinati altri colori e tecniche miste, ma il caffè rimane sempre l’elemento dominante.

Se qualcuno dovesse scrivere il titolo di una canzone che parli di te, quale sarebbe?

Ci sono tante canzoni che parlano di me, sia mie che di altri artisti, perché siamo fatti di momenti e per ogni momento c’è una canzone. In questo periodo il titolo che mi rappresenta è MELA GODO, un mio motto di vita oltre che un mio ultimo brano.

“Eravamo 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo”: chi sono i 4 amici e cosa vorresti cambiare con loro?

I miei 4 amici sono Roberto Ferrari (Deejay), Luca Filomeno (Regista), Jessica Checco (Psicologa e Neuropsicologa) e Kiki (Show-girl) e con loro spero di cambiare il mondo del web. Con questo nuovo Social (www.robertoferrari.tv) tutti potranno fare Tv dove e come vogliono attraverso il Beeagle (una mini computer-telecamera).

“Il maestro è nell’anima e nell’anima per sempre resterà”: chi è stato il tuo maestro e cosa ricordi di lui?

Il mio maestro di chitarra classica da bambino. Lui mi ha insegnato a far uscire un suono dallo strumento che amavo.

Che cosa significa ‘arte’ per te, dal momento che sei diplomato al conservatorio e all’Accademia delle Belle Arti di Milano?