Blog Notes di MartaI Dervisci all’Auditorium di Milano: il pubblico non li accoglie

Dervisci Rotanti  Se qualcuno avesse dei dubbi, i Dervisci sono degli asceti che compiono un percorso mistico e di elevazione spirituale. In particolare si tratta di sacerdoti islamici che,...

Dervisci Rotanti

Se qualcuno avesse dei dubbi, i Dervisci sono degli asceti che compiono un percorso mistico e di elevazione spirituale. In particolare si tratta di sacerdoti islamici che, attraverso la loro speciale danza roteante, raggiungono uno stato di trance che li permette di entrare in comunione con Dio. Per toccare tale condizione indossano anche delle speciali tuniche e lunghi turbanti che stanno a simboleggiare la propria devozione, e le loro danze sono accompagnate da musiche particolari suonate direttamente a contatto con gli asceti. Non è stato necessario, il 22 settembre, andare in Turchia, dove principalmente risiedono, per assistere ad un rituale di ascesi dei Dervisci. Coreis (Comunità Religiosa Islamica Italiana), infatti, aveva organizzato una serata all’Auditorium di Milano in Largo Mahler con i Dervisci rotanti di Konye, sempre in Turchia. Serata resa possibile anche grazie alla collaborazione del Ministero della Cultura della Repubblica della Turchia, dell’Ambasciata della Turchia presso la Santa Sede, e della International Mevlana Foundation, cui si deve il merito di tramandare il sapere Mevlevi riconosciuto dall’UNESCO come “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’Umanità”.

Un gruppo di venti artisti tra musicisti e danzatori erano attesi in teatro a partire dalle 19.30. Trattandosi di una celebrazione anzitutto religiosa e assolutamente non di folklore, Coreis ha pensato di far antecedere l’arrivo dei Dervisci da alcuni interventi di stampo spirituale. Sul palco hanno cercato di confrontarsi, scambiando parole di vicinanza, ascolto, comunione e scambio, esponenti della comunità islamica, ebraica e cristiana: le tre religioni monoteiste condividevano uno spazio per testimoniare una congruenza ed una somiglianza di pensieri che sarebbe motivo di gioia in tempi come quelli attuali.

Purtroppo, prima dell’inizio della danza dei Dervisci, una nutrita e maleducata parte del pubblico si stancò di ascoltare le diverse testimonianze, e cominciò ad imprecare contro i presenti, che stavano offrendo il loro tempo e servizio. Come a dire: vogliamo vedere in Dervisci, non siamo venuti per ascoltare tutte queste teorie. L’ignoranza non ha mai fine, e quando un gruppo si fa forza nelle proprie convinzioni sbagliate trascina presto tutto verso il basso: con imprecazioni e grida dalla platea, viene interrotta la seppur lunga introduzione ai Dervisci e, quando questi salgono sul palco, la tensione creata aveva tolto ogni possibile misticismo alla serata. Chiamati a gran voce i Dervisci cominciano a celebrare il loro rito di purificazione e di ascesi, e le persone in sala, dopo averli visti roteare qualche minuto, non si pongono problemi ed escono numerose prima della fine. Come se quei sacerdoti, con il loro sforzo e la propria fede, fossero delle semplici trottole e stessero eseguendo un esercizio di ginnastica. L’ignoranza, la supponenza e la volgarità sono spesso sinonimi, e in questo caso un pubblico più che mediocre non ha saputo capire una serata di comunione e apertura tra diversi credo religiosi, permessa grazie alla presenza dei Dervisci. Speriamo che a Roma (il 23 al Teatro Argentina, il 24 in Vaticano, e il 25 settembre all’Università la Sapienza) vada meglio e che il pubblico sia più in grado di capire.

SCHEDA TECNICA:

Invito all’Amato, Dialoghi e danze dei Dervisci di Konya

Lunedì 22 settembre 2014, ore 19.30

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Mahler, Milano

www.laverdi.org, T. 02-83389.329

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