Step by StepBagnasco, il talebano di rosso porpora vestito

BERLINO - E' tornato all'attacco il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, cazziando il Parlamento italiano, reo di aver approvato la Legge sulle unioni civili. L'augusto prelato si er...

BERLINO E’ tornato all’attacco il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, cazziando il Parlamento italiano, reo di aver approvato la Legge sulle unioni civili. L’augusto prelato si era già espresso sugli emendamenti al ddl Cirinnà intervenendo sui meccanismi che regolano il processo di formazione delle leggi, addirittura additando quello che andava fatto e non andava fatto. La sua ingerenza negli “affari italiani” aveva sollevato non poche critiche anche ufficiali, ma poi come sempre accade nel Belpaese sulla vicenda era calato un velo di rispettoso silenzio, come usa dire.

Evidentemente della cortesia istiuzionale, se non presidenziale, non ne ha tenuto affatto conto il Cardinale che ieri, nella relazione all’assemblea generale della Cei, la conferenza dei vescovi italiani, ha rincarato la dose dei rimbrotti al Parlamento perché ha spiegato il presule: «non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici».

Quello che è incredibile è come costui riesca a ridurre in due parole – schemi ideologici – la complessità della diversità che separa gli umani, senza porre soluzioni se non la condanna dei diversi. Ha dato un bell’esempio di carità cristiana il Porporato proprio nella giornata internazionale – 17 maggio – contro l’omofobia e la transfobia. Durante la quale si è ricordato tra l’altro, come la discriminazione e le molestie nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgbt) sul posto di lavoro sono un problema diffuso nell’Unione europea. Del resto lo conferma il nuovo rapporto di Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

Infatti, l’indagine 2015 di Eurobarometro ha mappato gli atteggiamenti dei cittadini europei nei confronti dei colleghi Lgbt sul posto di lavoro, e quello che emerge sono percentuali più alte di agio nei paesi settentrionali e occidentali dell’Unione e percentuali più alte di disagio soprattutto nei paesi orientali e meridionali dell’Unione, dove i cattolici sono in maggioranza. Sicché così narrando i fatti e le circostanze viene naturale chiedersi: nel tanto declamato scontro di civiltà, i talebani da che parte stanno?

L’altro giorno su questo blogEutanasia, una sconfitta della libertà – ho scritto che, «Dopo quel che accaduto con la legge sulle unioni civili non c’è da stupirsi se resta al palo – con il consenso di quasi tutti i partiti – quella sull’eutanasia…». Perché: «La gran parte dei politici non pensa né all’elettorato, né a confrontarsi su una normativa che pur incidendo di molto sulla sofferenza delle persone, chiama in causa un principio della fede, quello della sacralità della vita». E così concludevo: «Non credo proprio che Matteo Renzi alla vigilia del referendum costituzionale di ottobre e dopo la battaglia sulle unioni civili, abbia voglia di cominciare una nuova guerra di religione.».

Sicuramente no, ora che il talebano di rosso porpora vestito ha ripreso a mordere.

Fonte: La relazione del cardinale Bagnasco

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