L'onda perfettaSentirsi principesse a Parigi

Ogni volta che il mio sguardo si posa sul piccolo quadretto dentro il quale è incorniciata quella foto, ritorno con la mente a Parigi. Lo scatto mi raffigura sorridente seduta su un cavallo smaltat...

Ogni volta che il mio sguardo si posa sul piccolo quadretto dentro il quale è incorniciata quella foto, ritorno con la mente a Parigi. Lo scatto mi raffigura sorridente seduta su un cavallo smaltato di nero della giostra di Place Saint – Pierre a Montmartre. Parigi è la città dell’amore per antonomasia, però sa insegnarti a sentirti principessa anche senza un principe ad accompagnarti fra le rues di questa capitale così ricca di fascino agli occhi di chi, come me, ne subisce da sempre un’attrazione particolare.

Sono stata a Parigi e, fra i volti femminili delle principesse incontrate sulla metropolitana, ho provato a cogliere alcuni aspetti delle loro vite. Ho cercato di vedere la città con gli occhi diversi con cui potrebbero guardarla anche loro, donne contemporanee che abitano una delle capitali europee più all’avanguardia. Ho immaginato la loro giornata ed ho tracciato alcuni dei luoghi, a mio parere, più significativi di Parigi.

Scendendo alla fermata Abbesses della metropolitana, nel quartiere Montmartre, potrai rivivere inevitabilmente alcune scene del film Il favoloso mondo di Amélie: ad esempio raggiungere Rue Lepic per il famoso Cafè des deux Moulins, dal cui bancone ti sembrerà di veder sbucare gli occhi grandi e curiosi del personaggio di Amélie Poulain. Ci si sente come lei sensibile al fascino discreto delle piccole cose della vita mentre decidi di salire sul cavallo di una giostra, per poi salire i gradini che portano alla Basilica del Sacro Cuore, seguire il profumo di crêpe e permettere alla scia di accompagnarti fino a Place du Tertre, dove declinerai gentilmente l’invito dei numerosi caricaturisti, protagonisti della piazzetta, a sederti di fronte al loro cavalletto.

Per l’ora di pranzo potrai scegliere, invece, il quartiere Le Marais: accomodarti da Chez Marianne per un assaggio di cucina ebraica sentendosi in un diverso altrove e poi camminare fino a Place des Voges, uno dei miei posti preferiti. Qui osservare l’impiego del tempo libero di chi ha scelto quel luogo per trascorrere alcune ore del pomeriggio; per lo più giovani genitori insieme ad un cospicuo numero di bambini e così assistere ai loro nascondini, rincorse, cadute, giochi d’acqua mentre fai merenda con un éclair comprato nella vicina Boulangerie 28, un’ottima sosta dove trovare dolcissime delizie francesi.

E come non intravedere, dalla cattedrale di Notre Dame, la storica libreria Shakespeare and Company e come, soprattutto, non innamorarsi di questo luogo dove i post-it scritti dai visitatori di ogni parte del mondo, che troverai appesi in una bacheca dedicata al suo interno, faranno senza dubbio provare anche a te quella sana curiosità nel tentare di ricostruire le vite di chi è passato da lì. E poi percorrere gli ormai troppo commerciali Champs-Élysées, dove la globalizzazione ha reso anonimi ed identici i negozi che vi si affacciano, fino a sostare sotto l’Arco di Trionfo per osservare con il naso all’insù i dettagli storici di questo monumento. Ed ancora terminare la visita al Museo Louvre verso l’ora del tramonto ed incamminarsi verso il giardino delle Tuileries per ammirarne l’eleganza e la compostezza.

E dopo aver mostrato le sue meraviglie alla luce del giorno, Parigi sarà in grado di stupire ancora quando, prendendo posto al Trocadéro, punterai lo sguardo verso la Tour Eiffel per assistere alla sua stupefacente accensione e ti sorprenderai di come i giochi di luce che si creano in quel groviglio di ferro e bulloni possano farti provare così forti emozioni.

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