L'onda perfettaLa lezione della vite in una giornata d’autunno

Non importa quanto lungo è il viaggio, importa quali e quante sensazioni ti lascia. Ed allora non ci si meraviglia più di tanto se la gita di una giornata è stata capace di suscitare così tante rif...

Non importa quanto lungo è il viaggio, importa quali e quante sensazioni ti lascia. Ed allora non ci si meraviglia più di tanto se la gita di una giornata è stata capace di suscitare così tante riflessioni.
Mentre dalla macchina con cui stai raggiungendo le Langhe, terra di grandi vini, ti specchi nel paesaggio autunnale che prepotente si manifesta in tutto il suo splendore, pensi che anche l’autunno, quella stagione che hai sempre demonizzato, sa donare allegria, per quanto possa sembrare un ossimoro.
Se ci si trattiene dal concentrarsi sulle giornate che si accorciano, sulla poca luce, sulle temperature che si abbassano, sulle assenze e sulle mancanze, è allora che si fa pace con una stagione capace di darti conforto e protezione. E le forme attraverso cui te li darà saranno rappresentate, ad esempio, da un plaid di lana riposto sul divano, da una tazza fumante di tè oppure da un maglione caldo.
E poi i colori. Quel foliage che presenta tonalità che vanno dal verde, al giallo, all’arancione, al rosso melograno. Sono quelle foglie così diverse una dall’altra a ricordarmi il valore della varietà: è il loro insieme a creare la bellezza, è il loro insieme a creare ricchezza. E poi distese di vigneti, così immense e perfette che elogi, ancora una volta, l’unione del lavoro dell’uomo con quello della natura.
Sarà osservando la vite che pensi quanta forza rappresenti questo arbusto gracile solo all’apparenza. Una tenacia che le permette di resistere ad annate non favorevoli, a condizioni climatiche avverse, a parassiti ed infestazioni. Ed è osservando la vite che si decide di ergerla ad esempio per tutto ciò che in natura resiste, nonostante tutto. Alla costanza che rappresenta, ma soprattutto alla sapiente pazienza di attendere un altro anno, un altro ciclo, prima di rinascere e dare nuovamente frutti. È la speranza che tutto possa cambiare, evolvere, migliorare. È credere in qualcosa a cui nessuno farà caso prima che i risultati si concretizzeranno.
Sarà alzando in alto un calice di Barolo d’annata, accogliendo la bellezza di questa stagione, che si brinderà alla resilienza ed alla forza che ci accomunano alla vite.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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