Step by StepMilano Città Metropolitana. A chi giova distruggerla?

Berlino. Vista dalla Germania la vicenda italiana delle città metropolitane che rischiano il commissariamento per mancanza di fondi, diventa imbarazzante perché difficile da spiegare in un Paese ne...

Berlino. Vista dalla Germania la vicenda italiana delle città metropolitane che rischiano il commissariamento per mancanza di fondi, diventa imbarazzante perché difficile da spiegare in un Paese nel quale l’imperativo è trattare la città in modo pragmatico, tenendo conto delle sue specificità, fino a costruire un modello di città stato su misura, Amburgo, Brema e Berlino, ognuna con le sue caratteristiche distintive. E tutto funziona.

Sicché da queste parti risulta incomprensibile che il sindaco della Grande Milano Beppe Sala sia costretto ad ammettere che, «la città metropolitana così come è non funziona, perché non siamo in grado di rispondere ai bisogni. Senza un passo in avanti dal punto di vista amministrativo, non andremo da nessuna parte.».

E’ dalla funzionalità della Città Metropolitana che dipende buona parte del miglioramento della vita dei cittadini

Eppure, delle quattordici città metropolitane previste in Italia dalla cosidetta «legge Delrio», poco se ne è parlato, anzi per essere nel vero sono pochi i cittadini che ne conoscono l’esistenza. Eppure, le città metropolitane sono enti titolari di rilevanti funzioni che riguardano la pianificazione territoriale, la gestione dei servizi pubblici, il sostegno delle attività economiche e di ricerca innovative, il miglioramento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione, la soluzione di problemi di importanza esistenziale come lo sono la mobilità e la viabilità. Pertanto è dalla funzionalità della Città Metropolitana che dipende buona parte del miglioramento della vita dei cittadini.

Spiega Arianna Censi, vicesindaca metropolitana: «La suddivisione dell’area metropolitana in zone omogenee era un passaggio fondamentale per poter iniziare a lav:orare sullo sviluppo strategico del territorio, sulla riorganizzazione più ampia delle relazioni con i soggetti del territorio, sulla gestione integrata di servizi e risorse per i cittadini. Compiti, questi, che ci sono stati affidati dalla “Legge Delrio”, ma che la stessa legge, al suo stato attuale, non ci permette di svolgere appieno, Con l’approvazione del Piano Strategico e con i servizi che continuiamo a garantire ai cittadini, noi stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per far diventare la Città metropolitana un reale motore di sviluppo dell’area vasta. Ma senza i finanziamenti necessari e per di più senza una revisione della Legge che preveda un meccanismo di elezione diretta del Sindaco .e del Consiglio metropolitano, le potenzialità politiche di questo ente non potranno mai esprimersi in modo concreto.».

La Commissione europea sostiene che sarà lo sviluppo delle città metropolitane a determinare il futuro dell’Europa

Si tenga a mente che l’area metropolitana del capoluogo lombardo è la terza dopo Londra e Parigi, tra quelle più popolate dell’Unione europea e ha tutti i requisiti per assumere un ruolo primario nella dimensione comunitaria, contribuendo così al rafforzamento della competitività del nostro sistema Paese. E’ la stessa Commissione europea a sostenere che sarà lo sviluppo delle città metropolitane a determinare il futuro dell’Europa. Almeno su questo non si sono levate obiezioni, finora.

«Chiediamo e puntiamo a cose concrete; su quelle non facciamo un passo indietro. Le nostre politiche, le nostre azioni, sono fatte di difesa del lavoro, creazione di posti di lavoro», spiega Arianna Censi. E aggiunge: «la mobilità è un tema centrale della città metropolitana, dobbiamo riadeguare la viabilità alle esigenze dei cittadini, dobbiamo essere in grado di soddisfare le loro richieste, valutandone i costi e le modalità per finanziarle. Noi abbiamo le idee chiare e puntiamo a realizzarle. Che ci diano i mezzi per andare avanti. Ora siamo in mezzo al guado, e rimanerci non ha senso alcuno».

In Italia c’è la maggioranza della gente ancora non sa che cos’è la città metropolitana perché alcuno si è preso la briga di spiegargliela

Lo sviluppo di questa area, che conta 288 mila imprese attive e 1.175 addetti per chilometro quadrato, è fondamentale per la ripresa dell’Italia intera. In questi due anni Milano e la Città Metropolitana di Milano sono stati, come spesso accade, precorritrici in questo campo: la Città Metropolitana con il suo Piano strategico, Milano con la riforma delle municipalità, assicura il sindaco Sala.

A completamento del quadro va ricordato che la Città Metropolitana è una realtà ineludibile in Francia, in Inghilterra, in Spagna. In Italia non decolla perché da una parte c’è chi non la vuole fare decollare, dall’altra parte c’è chi non è interessato al se decolla oppure no, e infine c’è una maggioranza che ancora non sa che cos’è la città metropolitana perché alcuno si è preso la briga di spiegargliela. E’ questo che i tedeschi faticano a capire, loro che hanno attuato una trasformazione fulminea delle amministrazioni di tre città – capitale inclusa – che ha prodotto grandi benefici per tutta la Germania. E che in Italia sembra ancora un’utopia.

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