Dopo SkuolaLe ripetizioni cambiano volto: oggi si corre ai ripari alle prime insufficienze

Un tempo erano viste quasi come una costrizione, oggi sono entrate a pieno titolo nel corredo scolastico base. Di cosa stiamo parlando? Delle ripetizioni private. Un aspetto della vita degli studen...

Un tempo erano viste quasi come una costrizione, oggi sono entrate a pieno titolo nel corredo scolastico base. Di cosa stiamo parlando? Delle ripetizioni private. Un aspetto della vita degli studenti che, complici anche le nuove tecnologie, negli ultimi anni sta registrando numeri in costante crescita. Tanto è vero che, se in passato ci si rivolgeva alle lezioni a casa solo di fronte a una brutta media scolastica o a pagelle zoppicanti, ora sin dai primi segnali di crisi si corre ai ripari. A mostrarlo con alcuni numeri è l’Osservatorio sulle lezioni private allestito dal portale Skuola.net in collaborazione con Skuola.net|Ripetizioni, una delle principali piattaforme online per la ricerca di docenti e tutor per la formazione complementare.

L’Osservatorio sulle Ripetizioni

Perché i genitori che decidono di sottoporre i propri figli a massicce sessioni di recupero in largo anticipo rispetto alla fine del quadrimestre sono davvero tanti. A dirlo gli oltre 12mila ragazzi delle scuole secondarie intervistati dal portale per studenti. Il 20% di loro, infatti, sta già prendendo ripetizioni da settimane (tra i liceali si arriva al 24%). A cui va aggiunto un 3% che le ha iniziate subito dopo il ricevimento dei professori e un 7% che attende i colloqui ma è convinto che le farà. In totale, dunque, il mercato delle ripetizioni assorbe quasi un terzo degli studenti delle scuole medie e superiori. È, dunque, proprio in questa fase della vita dello studente che le famiglie iniziano a investire seriamente: se alle elementari perdere l’anno per scarso rendimento è un evento da prima pagina, alle medie inizia a diventare un fatto raro ma possibile per poi concretizzarsi nell’ecatombe del primo anno delle superiori, dove 1 su 10 mediamente non ce la fa a superare la tagliola.

La metà degli studenti ha almeno un’insufficienza grave

E il fenomeno potrebbe essere addirittura più ampio, visto che è oltre il 40% dei ragazzi a confessare di essere in difficoltà: il 36% ha una media sotto il 6 in una o più materie, il 5% in quasi tutte. Inoltre, a insediare il settore sono le scuole stesse che, a differenza del passato, sembrano volersi adoperare di più per aiutare i propri alunni: circa 2 studenti 3 potranno infatti sfruttare i corsi di recupero organizzati dagli istituti (nel 34% dei casi si stanno già svolgendo, il 31% dovrà attendere il nuovo anno) e un altro 21% è in attesa di sapere. Alla fine solo il 14% è sicuro che se vorrà rialzare la media dovrà pensarci da solo.

Matematica e scienze: un ostacolo quasi insuperabile

Le discipline che mandano più in crisi gli studenti? Non ci sarebbe neanche bisogno di domandarlo: sono quelle tecnico-scientifiche, tallone d’Achille di generazioni di alunni. I trend delle ripetizioni lo confermano. Il 35% degli intervistati, dovendo indicare le materie in cui sta prendendo lezioni private, inserisce nell’elenco la Matematica; il 15% aggiunge anche le altre scienze (fisica, chimica, biologia, ecc.). A conti fatti, la metà dei ragazzi, ha bisogno di recuperare in quest’area didattica. Problematico anche il rapporto con il Latino e il Greco (qui il discorso riguarda i liceali), menzionati dal 14%. Senza dimenticare un 12% che dice di dover migliorare nelle Lingue straniere e un 10% che cerca aiuto per l’Italiano.

Annunci online: la prima alternativa al passaparola

Proprio la difficoltà delle materie più gettonate potrebbe essere alla base del profilo dei docenti con cui si svolgono ripetizioni più spesso. Il 48% dei ragazzi si sta rivolgendo a professori di scuola, il 22% a neolaureati. Solo il 13% si fida di amici e parenti, appena il 10% di altri studenti. Come si trovano gli insegnanti più adatti? Immortale il passaparola, canale privilegiato da sempre: è la fonte primaria nel 60% dei casi. Ma subito dietro (seppur a distanza) si piazza la grande novità degli ultimi anni: gli annunci online, meglio se pubblicati su siti specializzati, che convincono ormai 1 famiglia su 10 che vuole far prendere ripetizioni ai figli.

Le piattaforme per le ripetizioni convincono sempre di più

Servizi online dedicati alle ripetizioni che meritano un focus a parte. La digital transformation sta arrivando anche in questo settore. Gli italiani si stanno abituando a trovare e prenotare una ripetizione privata con la stessa facilità con cui si ordina un articolo su un e-commerce o una pizza a domicilio sull’app. Chiedendo sia agli studenti (compresi gli universitari) che ai genitori, circa 4 su 10 conoscono i portali di ripetizioni. E, quasi un terzo di loro (30%), li ha sostituiti ai canali tradizionali. Con una quota simile che, qualora dovesse avere necessità di lezioni private, li prenderà sicuramente in considerazione. Gli aspetti che convincono di più? Il fatto di poter svolgere gli incontri col docente anche online (23%), tramite un pc (usando i normali software per le video-conferenze); seguito dall’ampia rosa di tutor presenti in ‘catalogo’ (22%), dall’assistenza in caso di problemi (14%) e dalla formula ‘soddisfatti o rimborsati’ che molti siti offrono (11%).

Come potrebbe cambiare il mercato delle lezioni private

E con la digitalizzazione, arriva anche la tracciabilità dei pagamenti. Alcune di queste piattaforme, infatti, gestiscono il processo dall’inizio alla fine, pagamento incluso. Una piccola rivoluzione in un settore spesso tacciato di essere poco trasparente e dominato dal ‘mercato nero’. Uno strumento capace di far emergere una buona fetta di lezioni – secondo le stime circa il 90% del giro d’affari rimane sommerso – che ovviamente piace allo Stato; il quale, dopo aver introdotto nel 2019 una sorta di flat-tax al 15% per i docenti impegnati nelle ripetizioni, per il 2020 sembra voler dare ulteriori incentivi a questo mondo attraverso l’inserimento delle lezioni di recupero nell’elenco delle spese detraibili dalle famiglie. Almeno questa è una delle proposte in ballo in questo periodo di definizione del Decreto fiscale.

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