Pop cornL’Europa, il ruolo dell’Italia, lo stile Amendola

Non urla, non sgomita, conosce la politica e la pratica della mediazione, crede fortemente nell'Europa che da sempre è il suo spazio di azione e di vita perché una comunità di intenti e di destini,...

Non urla, non sgomita, conosce la politica e la pratica della mediazione, crede fortemente nell’Europa che da sempre è il suo spazio di azione e di vita perché una comunità di intenti e di destini, sguardo rivolto al Mediterraneo. Enzo Amendola, Ministro per gli Affari europei, si sta ricavando un importante ruolo in questo governo “calabrone”, così come lo ha definito un comunicatore di razza, Francesco Nicodemo.

Amendola è competente e concreto, ha uno stile differente, sobrio e gentile; racconta ogni giorno il suo lavoro senza alzare toni e senza urlare contro nessuno. Un politico di questa fattura è la miglore opzione che il nostro paese possa presentare per ricostruire il dialogo con le cancellerie europee, messo in discussione dalle esagerazioni linguistiche e dalle esasperazioni comunicative dei populisti in perenne campagna elettorale.

Si occupa di futuro, cosa che un politico vero dovrebbe fare, per questo non sorprendono le sue dichiarazioni sull’Eu Green Deal. Scrive in un post: “Con il Piano di investimenti per una Europa sostenibile e il Meccanismo per una transizione equa inizia la vera svolta del Green Deal europeo. È una nuova storia, una nuova speranza, una nuova Europa. L’Italia è pronta ad accettare la sfida, abbiamo le carte in regola per essere protagonisti. Il nostro continente da oggi si candida ad essere leader mondiale della transizione economica e industriale orientata alla neutralità climatica entro il 2050. Dobbiamo impegnarci per un progetto in grado di supportare la trasformazione verde di tutto il sistema di produzione e accompagnare allo stesso tempo la transizione sociale. In questo contesto, è anche molto positivo il lancio delle consultazioni sul salario minimo europeo da parte della Commissione europea. È un grande impegno per il nostro governo e la coalizione. L’Italia si è messa già al lavoro per assicurare che gli strumenti finanziari europei siano efficaci, senza lasciare nessuno indietro: faremo in modo che i benefici del Green Deal europeo siano equamente distribuiti, bilanciando gli effetti negativi che la rivoluzione verde potrebbe avere su alcuni settori con adeguate misure di supporto per cittadini e imprese. Continueremo a lavorare con i partner europei anche in vista dei prossimi appuntamenti europei: la proposta di legge Ue per la neutralità climatica 2050; la strategia sulla biodiversità; il piano di azione per la nuova economia circolare”.

Sembra incredibile, eppure fino a qualche mese fa si parlava di Europa con le parole dure e caustiche dei Salvini e Meloni, il cui interesse non va oltre il prossimo sondaggio elettorale, ed oggi lanciate nel mare dei socialnetwork e date in pasto alla rabbia sociale. L’autorevolezza dell’Italia, paese in cui l’Europa affonda le sue radici, ha bisogno di uomini come Amendola, di storie politiche come la sua e di guardare al proprio futuro con lo sguardo dell’ex ragazzo della Sinistra giovanile, oggi rappresentante di una nuova e buona classe dirigente nata al Sud e finalmente in grado di farsi valere nel mondo.

 https://twitter.com/amendolaenzo/status/1217409871731142656?ref_src=twsrc%5Etfw 

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Linkiesta Paper Estate 2020