InversamenteLa vera emergenza del Coronavirus non è quella sanitaria

Durante i primi giorni di isolamento domestico a causa del Covid19, mi sono sentita inutile.Non sono un operatore sanitario, non sono un volontario, non provvedo al rifornimento dei generi di pri...

Durante i primi giorni di isolamento domestico a causa del Covid19, mi sono sentita inutile.

Non sono un operatore sanitario, non sono un volontario, non provvedo al rifornimento dei generi di prima necessità.

Poi ho capito che non sono inutile.

Anche se non coloro l’arcobaleno con i miei figli, corredandolo della scritta “Tutto andrà bene”. Perché voglio dire ai miei figli che tutto sta già andando bene. Infatti, se noi ci impegniamo oggi a fare quello che ci viene chiesto, siamo utili. Stiamo contribuendo adesso a far andare tutto bene.

Stiamo a casa dunque, svolgendo al meglio il nostro ruolo primario. Nel mio caso: la mamma.

In questo periodo di paradossi e incertezze; ritardi decisionali e comunicazioni spesso incomplete e al limite della deontologia; mercatismo ideologico ed autorefenzialità dei singoli che ignorano #IoRestoaCasa e dei Paesi che si sentono immuni, non tanto dal contagio, quanto dalla solidarietà… L’unica certezza è che ‘dopo’ non potrà più essere come ‘prima’.

Stiamo vivendo un periodo di cambiamento. Oltre la retorica de: “La crisi può diventare una opportunità”, siamo noi, ognuno di noi, singolarmente, ad essere utili. Semplicemente perché ce ne stiamo a casa. Noi che fino a ieri abbiamo pensato di fare quello che volevamo. Noi che ci comportiamo come i padroni della nostra vita. Alla fine di questo cigno nero della globalizzazione e della presunzione, avremo due radicali possibilità.

Il tragico aut-aut del: tutto come prima (la banalità del male che vince, insomma) o il cambiamento. Anzitutto individuale, quindi comunitario. Un contagio positivo frutto di un cambiamneto fatto di: buon senso, comunicazione di qualità, solidarietà reale… Banalità? In teoria sì, in pratica abbiamo bisogno che lo Stato ci dica di lavarci le mani e di starnutire nel fazzoletto! L’apocalisse si può debellare con il vaccino di un reale umanesimo. Alla fine dovremo chiederci: Stiamo cambiando? Come? Siamo davvero umani?

Il Covid19 ha di fatto slatentizzato un’emergenza umana. Una degenerazione antropologica su vasta scala. Una crisi respiratoria della ragione.

Abbiamo dimenticato cosa vuole dire “conosci te stesso” e “nessuno si salva da solo”. Siamo egocentrici senza radici e identità, ma quando questa epidemia finirà avremo una seconda possibilità.