Dopo SkuolaL’alfabeto del ritorno a scuola: tutte le novità dalla A alla Z

Tante le nuove regole che faranno il proprio debutto all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021. Ecco le principali, sintetizzate nel tradizionale alfabeto del back to school di Skuola.net

Il countdown per il primo giorno di scuola è ormai partito. Il 14 settembre è la data indicata dal MI per la riapertura, anche se non pochi tra regioni, comuni e singole scuole probabilmente posticiperanno l’avvio delle lezioni. Questo sarà un anno sicuramente diverso da tutti quelli che ricordiamo, inevitabilmente segnato dall’emergenza sanitaria ancora in corso e alle indispensabili regole contro la diffusione del contagio. Skuola.net ha raccolto le novità principali formando un vero e proprio “alfabeto” che riassume e spiega, dalla A alla Z, come si presenterà all’appello la scuola italiana.

A – Azzolina

Questo, strano ma vero, sarà il primo back to school della ministra Azzolina. Con tutte le cose che sono successe negli ultimi mesi, sembra passato chissà quanto da quando ha sostituito Lorenzo Fioramonti alla guida del MI, ma era solo il 10 gennaio 2020. Dopo poco sarebbe esplosa la pandemia, con tutte le conseguenze che sappiamo sul mondo della scuola.

B – Banchi

Quelli ‘a rotelle’ sono stati i protagonisti dell’estate. Ma, polemiche a parte, praticamente tutti gli studenti quest’anno avranno un banco singolo. A meno che la scuola non riesca ad adattare quelli biposto ridisegnando le classi. Attualmente, sono circa 2,4 milioni i nuovi banchi monoposto che verranno sistemati nelle classi: 2 milioni tradizionali, 400mila di ultima generazione.

C – Calendario

Per la prima volta il calendario scolastico subirà degli aggiustamenti fino all’ultimo secondo. A parte l’Alto Adige (che ha ripreso le lezioni il 7 settembre), il grosso delle regioni aveva fissato il primo giorno di scuola al 14 settembre (data consigliata dal MI). Mentre altre, sin da subito, hanno posticipato al 24 settembre, soprattutto per via delle elezioni del 20-21 settembre. Molti istituti, però, si sono accorti di non riuscire ad attrezzarsi in tempo con le norme anti-Covid. Così, si stanno moltiplicando i casi di spostamenti last minute da parte di comuni o singoli istituti.

D – Distanza

E’ il perno attorno a cui ruotano tutte le misure di prevenzione. Quando sono seduti in classe, gli studenti dovranno restare come minimo a 1 metro di distanza l’uno dall’altro (calcolato da bocca a bocca). Gli insegnanti, invece, dovranno sempre mantenersi ad almeno 2 metri dagli alunni.

E – Educazione Fisica

In linea generale, l’ora di educazione fisica ‘pratica’ è salva. Gli istituti che dispongono di uno spazio all’aperto, è preferibile che lo sfruttino il più possibile; altrimenti anche le palestre vanno bene. L’importante è che gli studenti restino distanti almeno 2 metri tra loro. Attività fisica che, ovviamente, seguendo queste regole si potrà fare senza mascherina.

F – Febbre

Tutti gli studenti, prima di andare a scuola, dovranno misurare la febbre. Con una temperatura superiore o uguale a 37.5° si resta a casa. Se la sintomatologia febbrile dovesse emergere durante le lezioni, scatterà il protocollo anti-Covid: isolamento dello studente in un’area dedicata e avviso ai genitori per andarlo a prendere. Dopodiché si avvia il protocollo previsto dalle Linee Guida, con l’eventuale somministrazione del tampone e – se necessario – sanificazione, tracciamento dei contatti e quarantena (decisa dalla Asl).

G – Gel igienizzanti

Le scuole, quest’anno, avranno degli ‘ospiti’ in più. Sono i dispenser con i gel igienizzanti che dovranno essere presenti praticamente ad ogni angolo dell’istituto. Per permettere una continua igienizzazione delle mani, fondamentale per evitare la trasmissione del virus.

H – Help Desk

Vista la possibile confusione generata da tutte le novità di quest’anno, per aiutare gli istituti a dissolvere ogni dubbio sulle norme anti-Covid e sull’organizzazione della vita scolastica il MI ha attivato un numero verde (800.90.30.80) per dare assistenza e consigli ai dirigenti, fornendo anche supporto amministrativo e raccogliendo segnalazioni su eventuali disguidi.

I – Ingressi scaglionati

Per evitare assembramenti fuori le scuole, gli istituti potranno stabilire orari d’ingresso differenti per le varie classi. In ogni caso, l’accesso alle strutture avverrà in maniera ordinata. Stessa cosa per l’uscita: si dovrà fare per gruppi e non tutti assieme. Smentita l’ipotesi che vorrebbe alcuni istituti aprire i portoni sin dalle 7 di mattina.

L – Lezioni online

Molto probabilmente proseguiranno anche quest’anno. In particolar modo per gli studenti delle scuole superiori. A tal scopo il ministero dell’Istruzione ha pubblicato delle Linee Guida che permetteranno agli istituti di ideare formule di didattica digitale integrata (un mix di lezioni frontali e a distanza). Per gli alunni più piccoli, invece, la tendenza è di avviare tali percorsi solo in caso di necessità (quarantena di singoli alunni o di intere classi e chiusure d’istituto).

M – Mascherine

Una delle ‘brutte sorprese’ che troveranno gli studenti, tranne i più piccoli (sotto i 6 anni), al ritorno a scuola. Tutti dovranno indossare la mascherina (preferibilmente chirurgica) quando sono in movimento: in ingresso, in uscita, se camminano nei corridoi. Unica deroga (oltre a quella per l’ora di educazione fisica): quando sono seduti al banco, se viene rispettata la distanza minima di 1 metro, gli studenti potranno toglierla.

N – Numero di studenti

Per garantire il distanziamento sociale tra gli studenti in classe, la capienza delle aule è stata notevolmente ridotta. Il Ministero, negli scorsi mesi, ha addirittura fornito alle scuole un software per calcolare il numero di alunni che è possibile far entrare nelle singole aule. Si è visto che, in media, il 15% dei ragazzi sarebbe rimasto fuori. Per rimediare a questo problema le scuole si sono attrezzate in vario modo: alcune hanno avviato lavori di ‘edilizia leggera’ per allargare le dimensioni delle aule (ad es. abbattendo muri) altre – specie le superiori – procederanno ad una rotazione tra studenti (chi rimane fuori segue da casa).

O – Organico

La questione docenti è spigolosa. Il possibile ‘sdoppiamento’ di alcune classi renderà ancora più complesso il completamento degli organici. I concorsi banditi dal MI – sia quello ordinario che quello straordinario – si concluderanno ad anno abbondantemente iniziato. Si tratta di quasi 78 mila posti tra concorsi ordinari (infanzia-primaria e secondaria) e straordinario. Lo stesso ministero, però, spera di garantire la copertura di tutte le cattedre grazie alla ‘chiamata veloce’ (legata alle graduatorie a esaurimento o di concorso ancora aperte), con le supplenze, con i contratti a tempo. E poi c’è il tema dei docenti ‘fragili’: per evitare che in tanti non si presentassero a scuola è stato eliminato il criterio anagrafico (dei 55 anni) come causa sufficiente per essere considerato lavoratore a rischio. Ora, per essere esonerato dall’insegnamento in aula, servirà una patologia grave certificata.

P – Piani di apprendimento

Il lungo lockdown della scuola, che ha coperto l’intero secondo quadrimestre dello scorso anno, ha visto la cancellazione di debiti e bocciature. Ma le lacune accumulate andranno recuperate. In teoria, le scuole avrebbero dovuto avviare dei corsi di recupero dall’1 settembre. Ma per portare a termine i cosiddetti Piani di apprendimento individualizzato è stato dato tempo fino a dicembre.

Q – Quarantena

Se un alunno dovesse accusare dei sintomi riconducibili al virus (febbre, tosse persistente, ecc.) scatterà il protocollo anti-Covid. Ma, nel caso fosse accertata la positività del singolo studente, non verrà disposta automaticamente la quarantena per tutti gli studenti della scuola e la chiusura della stessa. Sarà la Asl a valutare, anche in base ai controlli fatti sui compagni, se è il caso di prescrivere la quarantena ai componenti di quella classe. Sempre la Asl, se intravede un possibile focolaio nell’istituto, imporrà l’eventuale chiusura della scuola.

R – Ricreazione

Si farà o non si farà? Molto dipenderà dall’edificio che ospita la scuola. Se possiede un ampio cortile o comunque spazi adeguati ad accogliere tante persone, consentendo di rispettare le distanze di sicurezza, la ricreazione sarà salva. Altrimenti (cosa che, purtroppo, riguarderà la maggior parte delle strutture) si dovrà fare restando in classe.

S – Spazi scolastici

Tutti gli spazi scolastici verranno rivisti. Tra modifiche strutturali, percorsi per gli spostamenti e aree interdette parecchi ragazzi faranno fatica a riconoscere l’edificio che hanno abbandonato a febbraio. E quelli che metteranno piede per la prima volta nella nuova scuola avranno qualche problema di ambientamento in più. Anche palestre e laboratori potrebbero essere sacrificati per altri utilizzi. Così come le scuole potrebbero dotarsi di spazi esterni all’istituto (teatri, oratori, sale comunali) per lo svolgimento di alcune attività.

T – Trasporti

Quello dei trasporti è uno dei nodi più delicati legati a questo back to school. Il primo vero test sulla tenuta del servizio pubblico. Per tentare di evitare assembramenti, la capienza dei mezzi pubblici è stata portata all’80% di quella effettiva; aumentabile se il tragitto è inferiore ai 15 minuti e si possa garantire una buona aerazione. Per quanto riguarda gli scuolabus, agli studenti verrà misurata la febbre prima di salire a bordo. Le mascherine, non c’è bisogno di dirlo, saranno obbligatorie.

U – Ultimo giorno

Le incertezze con cui parte quest’anno di scuola potrebbero incidere non solo sull’inizio ma anche sulla fine. Le Regioni hanno fissato da tempo l’ultimo giorno di scuola, tra il 5 e il 20 giugno 2021. Ma i ripensamenti di alcuni Presidenti – vedi la Campania, dove il back to school è stato spostato dal 14 al 24 settembre all’ultimo momento – renderanno necessario in alcuni casi rimodulare il calendario per garantire almeno 200 giorni di scuola, quota minima per la validità dell’anno. E poi ci sono le singole scuole, che hanno chiesto ulteriore tempo per riaprire. Ci saranno tantissimi ultimi giorni?

V – Vacanze

L’anno scolastico 2020/2021 sarà delicato e diverso dal solito. Ma non mancheranno alcuni appuntamenti fissi amati dagli studenti, come le vacanze. La prima occasione di ponte la darà la festa dell’Immacolata; l’8 dicembre è martedì ed è facile prevedere la chiusura di lunedì 7 dicembre. Le feste di Natale inizieranno tra mercoledì 23 e giovedì 24 dicembre per finire mercoledì 6 gennaio 2021. Pasqua è il 4 aprile (con sosta tra l’1 e il 6 aprile). Il 25 aprile è domenica, il primo maggio è sabato, il 2 giugno cade di mercoledì.

Z – Zoom e le altre

Sono state le protagoniste del lockdown. Ma le piattaforme web che hanno consentito di proseguire con la scuola ‘a distanza’ continueranno ad avere un ruolo strategico anche quest’anno. Specialmente se dovesse scattare qualche misura d’emergenza (ma, come visto, per gli alunni più grandi entreranno in funzione sin dall’inizio dell’anno). Stavolta, però, sarà necessario un po’ più di coordinamento: tutti i docenti dello stesso istituto dovrebbero adottare un’unica piattaforma, per evitare confusione nella didattica.

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