Pop cornCon il progetto GEA ENI porta avanti la rivoluzione tecnologica in difesa dell’ambiente

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Walter Rizzi (Responsabile Distretto Meridionale Eni)

Sotto i colpi di una pioggia dritta e non ancora fredda, ma al riparo e con tutte le precauzioni del caso dell’era Covid -19, è stato inaugurato questa mattina a Viggiano il centro di controllo ambientale GEA – Geomonitoraggi Emissioni Ambientali – una struttura ad alta tecnologia in cui confluiscono i dati provenienti dai punti di rilevamento della rete di monitoraggio ambientale del Centro Olio Val d’Agri (COVA) e delle aree afferenti del Distretto Meridionale di Eni (DIME). Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel percorso di digitalizzazione dei processi e degli impianti che rende il DIME un modello per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie digitali più innovative. I lavori, moderati dalla giornalista Lucia Serino, hanno visto tra i relatori: Francesco Fanelli (Assessore regionale all’Agricoltura e vice presidente della Regione Basilicata, Lorenzo Bochicchio (direttore generale ASP) Aldo Mattia (Direttore Coldiretti Basilicata), Walter Rizzi (Responsabile Distretto Meridionale Eni), il Prof. Claudio Porrini dell’Università di Bologna e Antonio Pessolani presidente Coldiretti Basilicata. In sala c’erano stakeholders territoriali, esponenti di primo livello del sindacato e i sindaci della Val d’Agri tra i quali Antonio Rubino, da poco eletto primo cittadino della sua Moliterno, in provincia di Potenza, e nome sul quale in tanti sono pronti a scommettere su un percorso politico di ampio respiro e ottima luce.

L’inaugurazione di GEA è altamentra strategica e si inserisce nell’ambito delle attività del progetto Energy Valley, essendo ubicato in uno degli immobili coinvolti nel piano di riqualificazione agricola e funzionale delle aree adiacenti al Centro Olio Val d’Agri. Energy Valley diventerà un polo tecnologico e agro-ambientale per tutta la Val d’Agri, che punta su innovazione, tecnologia e sostenibilità per coniugare crescita economica, inclusione sociale e rispetto per l’ambiente. GEA è il primo centro di controllo ambientale di questo genere realizzato da un’azienda, in cui i dati vengono elaborati in un’ottica di digitalizzazione, quale leva fondamentale per la gestione dei processi, la rapidità di analisi e la capacità di creare modelli interpretativi di interazione tra le varie matrici ambientali, grazie all’incrocio tra dati in tempo reale e d’archivio. GEA, infatti, raccoglierà ed elaborerà giornalmente i parametri ambientali, acquisiti in continuo dalle reti di monitoraggio costituite da: 14 punti emissivi del COVA, 8 nasi elettronici, 15 fonometri, dai rilievi in campo eseguiti dai tecnici con strumentazione portatile e inoltre da 4 nuove centraline della qualità dell’aria installate da Eni nell’intorno del COVA, che vanno ad aggiungersi a quella già esistente, e alle 5 gestite da ARPAB. Un sistema di monitoraggio che si estende su un’area di circa 660 Km2. La sala controllo sarà il luogo dove verranno convogliati anche i risultati delle analisi di acque e suoli derivanti da circa 250 piezometri e circa 1000 sondaggi geognostici totali. In GEA saranno impegnati 24 tecnici specializzati addetti al controllo e al monitoraggio di tutte le componenti ambientali della Val d’Agri per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno.

Nel corso dell’evento di inaugurazione, Coldiretti Basilicata ha presentato il progetto di monitoraggio della qualità dei prodotti agroalimentari che ha come obiettivo la conduzione di analisi ambientali sulla qualità dell’aria e biologiche sulla carne e sul latte di bovini che pascolano nelle aree interessate dalle attività di Eni in Val d’Agri. E’ stata realizzata una piattaforma tecnologica composta dai device indossati dai bovini che forniscono i dati specifici dei singoli animali (collare “intelligente”) e dalle centraline di rilevazione della qualità dell’aria. Si è proceduto, poi, alla raccolta dei dati provenienti dall’hardware e all’incrocio con le analisi biologiche di laboratorio periodicamente effettuale su carne e latte dei bovini monitorati al pascolo. Il tutto validato da un ente certificatore che fisicamente attesta i dati di corrispondenza dei campioni animale. Questa prima fase di monitoraggio ambientale, che vede tra gli altri la collaborazione dell’Azienda Sanitaria di Potenza e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, ha consentito già di poter confermare le attese ed evidenziare che riguardo la qualità dell’aria e la qualità del latte sono stati riscontrati valori analitici molto al di sotto di quelli raccomandati da normative specifiche del settore. Si continuerà il ciclo di analisi programmate, con la successiva divulgazione dei dati.

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