Dopo SkuolaCovid a scuola, il problema è fuori dalle aule: vedi alla voce trasporti

I viaggi sui mezzi pubblici e l'ingresso/uscita da scuola sono i momenti in cui sembra impossibile mantenere il distanziamento: lo dice la stragrande maggioranza degli studenti. All’interno delle classi e negli spazi comuni, invece, grande attenzione alle norme anti-contagio

Il pericolo c’è ma, semmai, viene da fuori. È la lezione che è possibile ricavare dalle risposte date da circa 3800 studenti – di scuole medie e superiori – a un sondaggio di Skuola.net incentrato sul rispetto da parte degli istituti delle norme anti-Covid, dopo un mese dal ritorno sui banchi del grosso dei ragazzi. Perché, dopo un comprensibile periodo di rodaggio, nella maggior parte delle scuole il sistema sembra essere entrato a pieno regime; tra nuovi divieti e predisposizione degli accorgimenti su distanze e protezione individuale. Lo stesso, invece, non si può dire per quanto avviene all’esterno. Più di 8 ragazzi su 10, infatti, raccontano di assembramenti all’ingresso e all’uscita (nonostante per una quota di poco inferiore – il 70% – la scuola abbia introdotto orari scaglionati per la prima e l’ultima campanella).

Il pericolo viaggia su bus, tram e metropolitane

per chi prende i mezzi pubblici la sensazione di essere a rischio è ancora più palpabile: per 9 su 10 è difficile se non impossibile mantenere le distanze di sicurezza su autobus, metropolitane, tram e treni (il 43% dice di dover viaggiare letteralmente attaccato agli altri passeggeri, il 47% che un minimo di distanza si riesce a rispettarla ma che gli spazi sono comunque limitati). Per non parlare di quanti – circa 4 su 10 – sono costretti ad arrivare in largo anticipo a scuola perché le ‘corse’ dei mezzi sono limitate e non coincidono con i vari orari d’ingresso.

Gel igienizzanti e mascherine: ci pensa la scuola

Dentro gli edifici, invece, tutto (o quasi) sembra girare nel verso giusto. Ormai più di 7 studenti su 10 possono contare sulla mascherina fornita dalla propria scuola; è vero che il 27% dice che ancora deve portarsela da casa, ma se pensiamo che un sondaggio simile effettuato a fine settembre raccontava che a doversi arrangiare da solo era più di 1 su 2 è evidente quanti passi avanti siano stati fatti in poche settimane. Copertura pressoché totale (ma era già così sin dall’inizio) anche per i gel igienizzanti: l’83% degli intervistati lo ha a disposizione anche in classe, il 14% solo nelle aree comuni dell’istituto. Ciò vuol dire che sono rarissimi i casi in cui gli alunni devono disinfettarsi le mani esclusivamente con prodotti personali. A 1 su 3 viene persino misurata la temperatura all’ingresso di scuola.

Banchi monoposto per (quasi) tutti

Qualcosa in più, onestamente, andrebbe fatto sul capitolo banchi e distanziamento. Ad oggi, circa 1 ragazzo su 10 si lamenta che nel suo istituto ci si deve arrangiare con delle semplici sedie (persino senza un appoggio per scrivere e prendere appunti). Mentre in 1 caso su 4 – ma al Sud si arriva al 40% – la scuola ha rimediato all’assenza dei banchi singoli ridisegnando il posizionamento dei banchi doppi che già avevano in dotazione (a volte alternandoli con qualche banco singolo). Una missione, quella del distanziamento, spesso però fallita visto che il 28% è costretto a indossare la mascherina per tutto il giorno, anche se è seduto in classe. I tanto discussi banchi ‘a rotelle’? Restano una rarità (3%). Per la maggior parte degli alunni (67%, qualcosa meno nel Mezzogiorno) gli istituti hanno puntato soprattutto sui tradizionali banchi monoposto in legno.

Per sconfiggere il virus ci si deve sacrificare un po’

Ovviamente si confermano, senza grosse variazioni, le tante le limitazioni di contorno già registrate all’inizio. A quasi tutti gli studenti (92%) è stato vietato di passarsi libri e materiale scolastico (quaderni, penne, matite, gomme, temperini, ecc.); l’84% non può lasciare in classe nulla di personale alla fine della giornata; al 22% è stato addirittura indicato dove e come posizionare lo zaino. Per 8 su 10 regole stringenti anche sull’utilizzo del bagno: la soluzione più gettonata è far entrare uno per volta, a cui spesso si aggiunge un numero massimo giornaliero di volte in cui si può andare. La ricreazione fuori dalla classe? È un ‘lusso’ che può permettersi meno di 1 alunno su 3. Mentre i distributori automatici interni alla scuola, laddove presenti, per la metà dei ragazzi sono inaccessibili. Infine l’ora di educazione fisica: quasi un quarto degli studenti (23%) ancora non può farla.

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