6 Luglio Lug 2018 1320 06 luglio 2018

ToDays arriva alla sua quarta edizione: tutte le iniziative del festival che chiude l'estate torinese

Dai My Bloody Valentine agli Editors, dagli Echo & the Bunnymen ai War On Drugs passando per Cosmo e Colapesce, anche quest'anno si celebra a Torino la fine dell'estate indie

Spazio1

Sono ormai quattro anni che l’estate concertistica torinese - invero sempre più povera, venendo a mancare a ogni stagione sempre più punti per attività ricreative e aggregative - si chiude con il ToDays Festival. Rassegna principalmente musicale (ma al cui interno trovano spazio presentazioni di libri, happening artistici, mostre, talk e dibattiti) che si svolge il 24-25-26 Agosto in diverse sedi del periferico quartiere Barriera di Milano proponendosi quindi di coinvolgere attivamente il territorio, il ToDays prosegue nella missione di portare a Torino alcuni dei nomi più importanti dell’attuale scena indie nazionale e internazionale.

Dopo l’edizione dell’anno scorso, fortemente condizionata dalla presenza di una fuoriclasse assoluta come PJ Harvey, la proposta 2018 è trainata da alcuni nomi fortissimi sia per successo di pubblico (su tutti, gli Editors), sia per successo e importanza critica (i War on Drugs), e due gruppi che hanno fatto la storia della musica come Echo & the Bunnymen e My Bloody Valentine. Fanno da contrappunto gruppi più underground come King Gizzard and the Lizard Wizard (recentemente finiti in copertina sul Mucchio Selvaggio, storica rivista che purtroppo ha interrotto le pubblicazioni proprio questo mese), Ariel Pink, e un palinsesto elettronico che include i Mouse On Mars e Mount Kimbie. Ma ci sono anche gli italiani, con Cosmo - autore di uno dei dischi più belli dell’anno, Cosmotronic - a farla da padrone, i Coma Cose, Colapesce, Bud Spencer Blues Explosion e Maria Antonietta. Oltre alla chiacchieratissima M¥SS KETA e altre band da scoprire consultando qui il programma completo.

Durante la conferenza stampa di presentazione il direttore artistico Gianluca Gozzi ha confermato di voler costruire un festival il più possibile laboratoriale, dove passato e futuro si incontrano e dialogano diventando una vera e propria esperienza per tutto il pubblico, chiamato a essere non solo pagante passivo, ma utente attivo che si muove negli spazi (dallo Spazio211 agli Arca Studios; dal Parco Peccei all’ex Fabbrica Incet; da Plartwo alla galleria Gagliardi e Domke), vivere luoghi che ancora non conosceva e incontrasi diventando, almeno per qualche giorno, una comunità.

Wishful thinking? Il successo di pubblico e critica sembra dire di no. Ogni anno sempre più gente raggiunge Torino per celebrare la fine dell’estate con il ToDays, sempre più un’eccellenza per la città (che infatti lo organizza attraverso la sua Fondazione per la Cultura con il contributo delle due fondazioni bancarie locali: Compagnia di Sanpaolo e Fondazioni CRT). Una buona politica dovrebbe partire da queste esperienze per costruire sistemi culturali capaci di vivere tutto l’anno e ravvivare un contesto un po’ lasciato a se stesso.

(Per tutte le informazioni su biglietti, logistica e iniziative collaterali, consultate il sito internet)

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