«Spero davvero che il paese che è sempre stato il principale garante dell’Occidente non abbia ora un presidente che ambisce a diventare lui il rottamatore dell’Occidente stesso, demolendo così tutto quello che l’America è stata negli ultimi ottant’anni». Così Marina Berlusconi ha commentato le prime settimane del secondo mandato di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. In una lunga intervista al Foglio, la presidente di Fininvest e Mondadori è uscita dal tradizionale riserbo per dire la sua su diversi temi dell’agenda politica ed economica. «Molti dei primi interventi di Trump hanno sì portato qualche vantaggio immediato agli Stati Uniti, ma alla lunga la sua strategia di mettere gli altri paesi continuamente sotto pressione si trasformerà in una forza centrifuga sempre più violenta, capace di separare e dividere la comunità occidentale».
Marina Berlusconi ha commentato anche il negoziato tra Stati Uniti e Russia per porre fine alla guerra in Ucraina che va avanti da quasi tre anni. «Per porre fine a questo terribile conflitto, sarà inevitabile un compromesso, ma sono assolutamente convinta che la fine della guerra non debba coincidere con la resa di Kyjiv e la vittoria di Mosca. Se fosse una pace fatta sulla pelle di Kyjiv e dell’Europa non credo si potrebbe considerare un bene». E ha aggiunto un ammonimento all’Unione Europea, esortandola a non rimanere spettatrice passiva delle trattative: «Se l’Europa verrà tagliata fuori dalla soluzione che sembra si stia profilando, dovrà anche fare una seria autocritica».
Pur essendo una delle finanziatrici di Forza Italia, il partito fondato dal padre Silvio nel 1994 e perno del governo Meloni, nell’intervista al Foglio Marina Berlusconi ha espresso una visione più aperta e progressista rispetto alla morale tradizionale del centrodestra. «Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbtq, mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere». Una dichiarazione che riempirà ore e ore dei talk show, ma che allo stesso tempo conferma la sua posizione indipendente e pragmatica, già ribadita in ottobre alla presentazione di un bookstore Mondadori a Roma, quando aveva dichiarato di non voler entrare in politica ma di sentirsi “di sinistra” per quanto riguarda i diritti individuali.
Infine, Marina Berlusconi ha criticato la concentrazione economica e il crescente potere delle Big Tech. Secondo la presidente di Mondadori il dominio delle grandi piattaforme digitali sta alterando le dinamiche economiche e sociali in modo preoccupante, creando una disparità di trattamento rispetto agli attori tradizionali del mercato. «C’è un problema di concorrenza sleale grande come una casa. Sono riusciti a imporre nella nostra vita di tutti i giorni la dittatura dell’algoritmo», una realtà che, secondo Berlusconi, limita la libertà degli utenti e condiziona pesantemente il mercato dell’informazione e dell’intrattenimento, compreso il polo televisivo di famiglia: Mediaset.