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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Inchiesta

La metalmeccanica italiana è già pronta al dopo-Fiat

Quando si dice “industria metalmeccanica” si pensa subito alle automobili, ma si tratta di un segmento che vale solo il 5% del valore aggiunto totale del settore. Dall’industria navale e aerea a quella degli utensili, dell’elettronica e degli impianti, conta circa 60 mila imprese. Dopo la crisi del biennio 2008-2009, il comparto è tornato a crescere, specie con l’export, il motore della metalmeccanica italiana. Continua il nostro viaggio nella manifattura italiana.

Leggi tutte le altre inchieste sul mondo della manifattura in Italia.

Alberto Crepaldi
Inchiesta

Settore per settore, la manifattura italiana

L’Italia senza manifattura non ha un futuro. Lo aveva detto Romano Prodi commentando un post nel blog di Alessando Ovi, direttore di Technology Review Italia. Mentre la politica si avvita su se stessa e la finanza è spaventata dai mercati, in che stato si trovano i distretti industriali italiani? Dal tessile alla chimica, dai mobili all’acciaio, leggi la nostra serie di inchieste sul mondo della manifattura in Italia.

Piccole aziende italiane: l’effetto Europa

“Scopro i vantaggi dell’Ue quando vendo in Giappone”

“Dire che l’euro scoraggia le esportazioni è semplificare. Ci avvantaggia perché è stabile”

Silvia Favasuli

Cosa significa l’Europa per i giovani e le aziende del nostro Paese

Giovane Europa, quando Bruxelles migliora la vita

L’Ue sembra lontana, ma spesso si può toccare con mano nelle esperienze di lavoro e di impresa

Lidia Baratta e Silvia Favasuli
Analisi

Sull’alimentare la battaglia di Tremonti è già persa

Prosegue il lavoro per la cordata tricolore che dovrebbe riprendersi Parmalat, ma il tempo stringe, scrive Gaetano La Pira. Se ne sono accorti anche il ministro Giulio Tremonti e le banche italiane coinvolte: la partita dell’alimentare in Italia è alle ultime battute e le speranze per rientrare in gioco in zona Cesarini sono ridotte perché la nazionale dei difensori dell’italianità del latte e dello yogurt è entrata in campo in ritardo. Con una quota del 12% il settore si posiziona al secondo posto dei nostri comparti industriali, dopo la metalmeccanica.  Ma quasi tutti i nostri grandi marchi, da Motta a Perugina passando per Galbani e Invernizzi, sono già finiti all'estero.

Gaetano La Pira

L'austerity imposta al Club Med europeo e il minor peso del mercato comunitario

Export, la Germania preferisce la Cina all’Italia

Berlino non compra più il made in Italy, tengono soltanto la metalmeccanica e l’elettrotecnica. 

Antonio Vanuzzo Infografica a cura di Carlo Manzo
Analisi

Fiat fa peggio del mercato, concessionari sempre più a rischio

Prosegue in Italia l’emorragia nella vendita di auto nuove. Il mese scorso si è chiuso con quasi il 19% di immatricolazioni in meno rispetto a un febbraio 2011, che già aveva lasciato i concessionari a bocca asciutta. E Marchionne ha dovuto arrendersi di fronte alle immatricolazioni del suo gruppo che hanno registrato una flessione ancora più marcata del mercato (-20,13%). Trasferito nel mondo della distribuzione, il ragionamento indica che non si può tenere aperto un numero di concessionari che potrebbe vendere 2 o 2,5 milioni di vetture se il mercato può assorbirne a malapena soltanto 1,5 milioni. In realtà, in Italia i concessionari stanno già chiudendo, ma forse non velocemente quanto il crollo del mercato.

Riccardo Celi
Racconto

C’era una volta il mito della Lancia: un simbolo più che un’auto

Daniele Chieffi, giornalista e blogger de Linkiesta, ricorda il valore che negli anni Sessanta e Settanta avevano le automobili con il marchio Lancia. Interni curati, motori ruggenti. Poi quelle auto si sono cominciate a gonfiare, hanno perso quell’aria un po’ snob. L'epilogo, alla fine, lo ha recitato Marchionne.

Daniele Chieffi

Laboratori Techne a Forlì

Sono stati appena rinnovati i protocolli per due laboratori, uno metalmeccanico, l’altro di cartiera.
Dal gennaio 2011, Manolibera produce carta artigianale realizzata secondo una tecnica di lavorazione arabo-cinese basata sullo ...

BlogProdottinlibertà, la creatività nasce in carcere
Cristina Coglitore
News

Niente panettoni Galup per Natale, l’azienda di Pinerolo spegne i forni

Lunedì i forni della Galup, la piccola fabbrica di Pinerolo (Torino) che 90 anni fa inventò il panettone “basso” ricoperto di glassa alle nocciole, si spegneranno forse per sempre. L'azienda ha firmato l’accordo con i sindacati che prevede la messa in mobilità dei 12 dipendenti e lo stop alla produzione dal 1 ottobre.

Carla Ruffino

Dossier Taranto, Monti il 17 aprile dia inizio alla rivoluzione

Il 17 aprile il tavolo tecnico-istituzionale sul dossier Taranto. Monti dica cosa vuol farsene l’Italia dell’Ilva nella città dell’acciaio. Lo faccia subito, in piena crisi, senza chiacchiere e giri di parole. Spieghi che ...

BlogLittle Italy
Francesco Clemente

Pd, no future

Io non so come vi sentite voi. Io  non mi sento proprio bene. Ieri facevo da questo stesso blog degli auguri speranzosi a Romano Prodi, auspicando che venisse eletto presidente della Repubblica.Mi sembrava che ce la potesse fare. Oggi ...

BlogResilienze
Francesca Lozito
Analisi

È il mercato, Marchionne: bisogna vendere le auto

Sergio Marchionne punta all'oro nella disciplina del "date la colpa ai tedeschi". Per il manager italo americano i mali del mercato dell'auto europea sono esacerbati dagli sconti che applica Volkswagen e dal fatto che i marchi tedeschi, che a parte Opel stanno reggendo molto meglio alla crisi, non vogliono partecipare ad una riduzione collettiva della capacità produttiva. Niente male per un presunto uomo di mercato. Peccato che i dati non siano esattamente dalla sua parte.  

Jacopo Barigazzi e Riccardo Celi

L'Italia s'è desta?

II risultati dello studio del 2011, ‘L'Italia che verrà - Industria culturale, made in Italy e territori’, realizzato da Unioncameree e Fondazione Symbola, (primo rapporto in Italia a quantificare il peso della cultura ...

BlogCREATIVINDUSTRIE
Adriano Solidoro

Davide Serra, Lucia Annunziata e le Cayman secondo mio padre e mia madre

Ho visto buona parte di In mezz’ora con Lucia Annunziata. Ospite questa settimana Davide Serra, il fondatore di Algebris al centro delle polemiche per la cena di fund raising organizzata a Milano per Matteo Renzi. Trenta minuti in cui il ...

BlogMi consento
Massimiliano Gallo
Reportage

La Torino del dopo Fiat? È ancora tutta da fare

Oggi Fiat ha presentato il nuovo piano industriale: taglia ancora i target di vendita. Da vent’anni Torino prova a immaginare sé stessa senza Fiat. Ci ha provato con l’edilizia, con i grandi eventi, con il turismo. Ma la dipendenza psicologica da una sola grande azienda hanno fiaccato lo spirito di iniziativa.

Paolo Stefanini
Inchiesta

Marchionne vuole l’America ma in Italia fa sempre meno

«Le fabbriche italiane si salvano solo se esporteranno in America», ha detto Sergio Marchionne in uno dei passaggi chiave di una lunga intervista sul Corriere della Sera. E sul futuro degli stabilimenti italiani ha detto: «Abbiamo tutto per riuscire a cogliere l'opportunità di lavorare in modo competitivo anche per gli Stati Uniti, ma se non accadesse dovremmo ritirarci da 2 siti dei 5 in attività». Ma quali sono i volumi di produzione di Fiat in Italia? E negli altri stabilimenti del gruppo? La nostra inchiesta, ultimo capitolo del viaggio nella manifattura italiana.

Alberto Crepaldi e Fabrizio Goria
Racconto

Di Pietro, ovvero vent’anni della nostra storia

Fenomenologia dell’uomo che ha cambiato l’Italia. Vent’anni fa la rivista Elle lo incoronò maschio più sexy del pianeta dopo Harrison Ford. Da pubblico ministero aveva appena raso al suolo un’intera nomenclatura. Oggi, da politico, si ritrova a dar ragione al suo nemico carissimo, Bettino Craxi. In mezzo, giravolte, retromarce, curve a gomito, tra populismi e passioni per i potenti: da De Gennaro a Gheddafi.

Edoardo Petti
News

«Poche proposte», Twitter mette a nudo Confindustria

Si firma «limprenditore» e i suoi messaggi su Twitter stanno scombussolando l'assise di Bergamo di Confindustria dove i giornalisti non sono ammessi. «Chi vogliamo rappresentare? Non possiamo essere Confitutto» si chiede polemico. Alcuni giudizi sono taglienti  («La maggior parte degli interventi confusi e noiosi. Meglio che non ci siano giornalisti a sentire questa roba. Proposte poche» scrive l'anonimo partecipante) come pure alcune battute («Parla Moretti di nota azienda che vive di mercato nel mercato: Fs»).

Analisi

Instagram, ecco perché in Italia non sarebbe mai nata

Instagram, comprata da Facebook per un miliardo, è una bella storia di imprese e idee finanziate da capitali intelligenti e coraggiosi. Per arrivare a valere un miliardo, sono servite decine di milioni di investimenti di venture capital. Una cosa impossibile, in Italia, dove nel 2011 son stati finanziate operazioni per 40 milioni di euro. Peanuts, come si direbbe nell’America di Facebook e Instagram.

Stefano Casertano