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Format: 2013-06-20
Format: 2013-06-20
News

Deiulemar, il colosso delle navi che rischia di affondare

Debiti, obbligazioni false e parallele, un popolo di risparmiatori sul piede di guerra, una nave requisita e le preoccupazioni di Bankitalia. Questo è il crack di Deiulemar, il colosso dei mari di Torre del Greco, con una flotta di 60 navi rischia di affondare per i debiti, trascinando con sé i sottoscrittori delle obbligazioni, cittadini dei paesi vicini attratti dalla solidità della compagnia e dagli alti rendimenti.

Elogio dello shopping/shipping on line

"Signora..."
"Sì?"
"C'è un pacco per lei!"
"uuuuuu graziiiieee!"

BlogCambio sempre
Violante Venturini
News

Ultime su Deiulemar (prima che cominci Piazza Pulita)

Il caso non è ancora finito, ma Deiulemar pensa già a come affrontare il futuro. La novità è che, dovendo mutare le obbligazioni in azioni, cercherà di farlo anche in modo simbolico: cambierà il nome di una nuova nave in cantiere, in omaggio agli abitanti di Torre del Greco. Piacerà? E soprattutto: riusciranno a pagarla?

Andrea Moizo
News

I bond Deiulemar diventano un problema per Bankitalia

Cresce la tensione intorno al caso Deiulemar. Secondo l’amministratore della società Roberto Maviglia i debiti effettivi sarebbero oltre 800 milioni di euro, mentre gli obbligazionisti chiedono un nuovo piano di ristrutturazione che comprenda anche la Deiulemar Shipping, proprietaria della flotta di 15 navi dell’armatore napoletano. Una delle quali, la Michele Iuliano, è ancora bloccata a Marsiglia da un non meglio precisato creditore. Intanto sembra che anche Bankitalia, dopo Consob e la Procura di Napoli, voglia fare luce sui bond fasulli della società. 

Andrea Moizo
Inchiesta

Deiulemar non teme i creditori e va avanti con il concordato

Deiulemar ha definitivamente assegnato l’incarico per la ristrutturazione aziendale. Se i creditori rifiutassero il concordato e si arrivasse al fallimento, Deiulemar Shipping proseguirebbe sulla sua strada, nella convinzione che l’eventuale procedura fallimentare non avrebbe elementi per attaccare la società e i suoi beni.

Andrea Moizo
Analisi

L’altra faccia della crisi globale: il trasporto marittimo

Non ci sono solo le banche in crisi. Anche lo shipping marittimo patisce i vari focolai di contrazione economica. Dalla paura per il collasso dell’euro, passando per il rallentamento dei Brics, i colossi del settore tagliano rotte commerciali e noleggiano le navi ai minimi storici.

Fabrizio Goria
News

Deiulemar: “Pronti a pagare gli obbligazionisti”. I soldi bastano?

Deiulemar, la società re dello shipping, che ha emesso titoli per centinaia di milioni di euro fuori da qualsiasi controllo, mentre in parallelo faceva certificare i bilanci da Kpmg e emetteva obbligazioni regolari, è alla ricerca di una soluzione con obbligazionisti della società, circa 13mila. Soluzione che sembra ora arrivare con la prima generazione di proprietari della società che si dice pronta a mettere mano al portafoglio chiedendo una mano anche ai figli che partecipano alla gestione del gruppo. I legali degli obbligazionisti apprezzano il gesto ma hanno delle perplessità perché non sono convinti che le risorse messe in campo siano sufficienti. 

 

Andrea Moizo
Analisi

L’acquisto di Tirrenia rischia di incagliarsi a Bruxelles

Il rischio che Bruxelles dica no all’operazione di acquisizione di Tirrenia da parte di Cin sembra concreto. Le perplessità della Commissione sono molte. Teme che si crei una concentrazione sul mercato (anche se Cin, di fronte a questa obiezione, avrebbe la soluzione già pronta). Ma soprattutto, non avendo Cin seguito la procedura richiesta dalla Commissione, potrebbe dover risarcire allo Stato i 400 milioni di euro a suo tempo dati a Tirrenia. E questo sarebbe un problema.

Andrea Moizo
Inchiesta

Il crack dei re delle navi che spaventa 13mila risparmiatori

La Deiulemar è un impero dello shipping, che gestisce oltre 60 navi e fatturati da centinaia di milioni di euro. Ma emerge che la società ha emesso titoli per centinaia di milioni di euro fuori da qualsiasi controllo, mentre in parallelo faceva certificare i bilanci da Kpmg e emetteva obbligazioni regolari. Ora si cerca un equilibrio fra esigenze dei risparmiatori e il mantenimento dell’attività imprenditoriale e intanto la compagnia ha chiuso i propri uffici per l’assedio degli obbligazionisti.

Andrea Moizo
News

Le vittime del crack Deiulemar accusano Consob e Bankitalia

Si è disunito il fronte dei 13mila obbligazionisti creditori della Deiulemar. Arrivano le prime istanze di fallimento. Secondo i legali «potremmo costituirci parte civile non solo contro queste società, ma contro tutti gli organi di controllo che non hanno adempiuto i rispettivi doveri: Consob, Banca d’Italia, la società di revisione Kpmg e il collegio sindacale».

Andrea Moizo
News

Deiulemar è fallita, gli obbligazionisti tremano

Nuovo capitolo della saga Deiulemar: mentre la società è nei guai, muore uno dei fondatori, Michele Iuliano, all’età di 88 anni. Sua la scelta del nome della prima nave: Gina Iuliano. Intanto, nei giorni scorsi Il Tribunale di Torre Annunziata ha accolto la richiesta di fallimento per la Deiulemar, bocciando il piano della compagnia. Le famiglie di armatori si scambiano accuse, gli obbligazionisti rimangono in attesa della procedura fallimentare, che potrebbe però favorire i vecchi proprietari. 

Andrea Moizo

Chi ha paura dei blogger?

Pare che nel 2012 ci sia ancora chi è convinto che la crisi del giornalismo sia dovuta a un manipolo di blogger che tiene in scacco le grandi testate coi loro siti da strapazzo. Ho letto un articolo uscito qualche tempo fa su LSDI, ...

BlogIl Bureau
Il Bureau
News

Risparmio tradito, si apre uno spiraglio nel crac Deiulemar

Per gli oltre 10mila obbligazionisti coinvolti nel crack da più di 700 milioni di euro di Deiulemar si è aperto un piccolo squarcio di luce. Il Tribunale di Torre Annunziata ha emesso provvedimenti di sequestro dei beni mobili per una somma di 1,25 miliardi di euro. Una vittoria per chi ha perso i suoi risparmi.

Andrea Moizo
Inchiesta

Su quella nave il pirata è l’impresario

Otto marinai formano l’equipaggio della Dila S, una nave cargo ferma dall’11 febbraio nella rada del porto di Augusta, in Sicilia. Il loro datore di lavoro turco li ha piantati in asso, senza stipendio da quattro mesi, con una scorta minima di provviste, pochissimo carburante e 1.500 tonnellate di nitrato di ammonio nella stiva. Ma loro non hanno mai lasciato il posto di lavoro. Se scendono devono tornare a casa a mani vuote e oltretutto non si può abbandonare un carico simile. È una storia che si ripete continuamente in tutti i porti del mondo. Per riscattare la Dila S occorrono oltre centomila euro. Una cifra abbordabile per un’impresa navale efficiente. Proibitiva per il sottobosco di piccoli armatori che vivono alla giornata, risparmiano in sicurezza e stipendi e cercano di sopravvivere nel mercato dello shipping offrendo servizi a prezzi stracciati. Una strategia che paga: al primo intoppo basta dilazionare i tempi, promettere, poi scomparire. Al massimo si perde la nave, nulla più. Infatti perseguire questi pirati del commercio marittimo è quasi impossibile. E in Italia, come spiega la nostra scheda, l’assistenza ai marittimi abbandonati è lasciata all’intraprendenza dei comitati di Welfare marittimo. 

Federico Formica

La privatizzazione della compagnia di navigazione

Le verità di Bruxelles sul “pasticciaccio” Tirrenia

La Commissione Ue pubblica un report durissimo sulla vicenda, ma il governo non risponde

Andrea Moizo
News

Tirrenia, a un passo dal fallimento la privatizzazione

Lo stop sembra arrivato proprio sul traguardo. Cin avrebbe fatto un passo indietro, ritirandosi dalla trattativa per Tirrenia. La ragione sarebbe legata all’indagine aperta dalla Commissione Europea sulle misure di sostegno riconosciute dall’Italia alle società dell'ex gruppo Tirrenia, oltre 500 milioni di euro di aiuti di Stato versati fra gli anni ’90 ed oggi, di cui la Commissione avrebbe imposto il recupero al Governo italiano. 

Andrea Moizo
News

Deiulemar finisce in Procura, 13mila risparmiatori col fiato sospeso

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’indagine sul crac Deiulemar. Contro ignoti, per ora, e tra mille cautele. La storia è quella di una grande compagnia dello shipping, assediata da 13 mila risparmiatori che hanno scoperto che i titoli di cui erano in possesso erano stati emessi in modo non regolare e senza copertura. L’esito della vicenda è molto incerto. A rischiare di più, in caso di fallimento o di un procedimento penale troppo lungo, sono i risparmiatori gabbati. 

Andrea Moizo
News

Bruxelles decisa a «combattere» l’inquinamento delle navi

Il 3% delle emissioni mondiali è dovuto alle spedizioni marittime. Ora la Ue vorrebbe regolare l’impatto ambientale riducendo fino al 90% le emissioni di anidride solforosa e fino all'80% di quelle di particolato dei combustibili per le imbarcazioni. Grazie ad un fondo di 25 miliardi di dollari all’anno entro il 2020.

Michele Sasso

Fincantieri e la miopia del sindacato


Lunedì scorso Fincantieri ha annunciato la chiusura degli impianti di Genova e Napoli, con conseguente tagli di 2.511 dipendenti. Ed è successo il finimondo. Come al solito ci si focalizza sul posto di lavoro e non sulla ...

BlogFaust e il Governatore
Beniamino Andrea Piccone
News

Deiulemar, ipotesi quotazione in Borsa per salvare la società

La quotazione in Borsa. Potrebbe essere questa una possibile via d’uscita del crack Deiulemar, che coinvolge 13mila obbligazionisti. A loro l’attuale Ad Maraviglia propone di di convertire i crediti in azioni, con una perdita netta del 60-70% di quanto investito. Meglio del fallimento, dice la società, ma l'ipotesi non convince molti obbligazionisti.

Andrea Moizo