Gli italiani e la scienza

Viaggio tra le cure alternative contro il cancro

Dall’aloe al bicarbonato, dai ceci alla dieta vegana, le cure alternative alla chemioterapia hanno gruppi di folti sostenitori online. Ma basta consultare i siti degli enti scientifici per scoprire la validità e i rischi dei diversi metodi proposti

Cancro

(Getty Images/Justin Sullivan)

6 Settembre Set 2016 1421 06 settembre 2016 6 Settembre 2016 - 14:21

Morte di cancro dopo aver rifiutato la chemioterapia. È successo a pochi giorni di distanza a Eleonora Bottaro, 18 anni, malata di leucemia, e ad Alessandra Tosi, 34enne, colpita da un tumore al seno. Entrambe avevano detto no alle terapie tradizionali, affidandosi al metodo elbaorato da Ryke Geerd Hamer, medico tedesco radiato dall’albo, convinto che i tumori abbiano un’origine psichica. La sua è una delle cure alternative contro il cancro più diffuse ed elogiate in forum, blog e gruppi Facebook. La Rete pullula di soluzioni pseudoscientifiche contro i tumori: in questi microcosmi online si trovano le più svariate teorie per combattere le cellule tumorali, dai poteri curativi del bicarbonato di sodio all’aloe, dal metodo Hamer alla terapia Gerson.

Ryke Geerd Hamer, medico internista tedesco, ha elaborato la sua teoria dopo essersi ammalato di tumore al testicolo. L’anno prima il figlio Dirk era morto dopo esser stato colpito per errore da una pallottola sparata da Vittorio Emauele di Savoia in Corsica. Hamer attribuì la comparsa del cancro allo shock dovuto alla morte del figlio. Da qui è nata la sua Nuova medicina germanica, alternativa alla medicina ufficiale, che Hamer vedeva come parte di una cospirazione ebraica per decimare i non ebrei. Nel 1986 venne prima radiato dall’ordine dei medici tedeschi, e poi più volte condannato per esercizio abusivo della professione e frode.

La sua teoria si basa sull’idea secondo la quale ogni malattia è causata da un conflitto di tipo psichico, per cui la guarigione passa attraverso la risoluzione di quel conflitto. In Italia il gruppo Facebook Nuova Medicina Germanica di Ryke Geerd Hamer ha quasi 19mila membri (ma esistono anche numerosi gruppi satelliti con migliaia di fan). «La loro paura è che la gente inizi ad aprire gli occhi e addio guadagno», scrivono a proposito delle terapie ufficiali. «Perché non scrivono quanti muoiono di chemio e radio», aggiunge qualcun altro. Ma, come spiegano dall’Associazione italiana di ricerca sul cancro (Airc), il metodo non ha alcun fondamento scientifico, «e anzi contraddice molto di ciò che si sa essere dimostrato sul funzionamento del corpo umano e sullo sviluppo delle patologie tumorali». Inoltre, negando l’uso dei farmaci, provocherebbe nei pazienti che lo seguono «gravi ritardi nelle terapie trasformando così tumori curabili in forme incurabili».

La Rete pullula di soluzioni pseudoscientifiche contro i tumori: in questi microcosmi online si trovano le più svariate teorie per combattere le cellule tumorali, dai poteri curativi del bicarbonato di sodio all’aloe, dal metodo Hamer alla terapia Gerson

Un altro nome noto tra i medici che hanno partorito cure alternative è quello di Tullio Simoncini, ex medico italiano, anche lui radiato dall’ordine, condannato per frode e omicidio colposo. La sua teoria è che il cancro sia causato da una reazione a un fungo, la Candida Albicans. E che, poiché il tumore crea intorno a sé un ambiente acido, per curare le infezioni bisogna usare soluzioni di bicarbonato di sodio. In Rete si trovano diversi gruppi e pagine a sostegno del metodo e articoli che ne spiegano l’efficacia. Mentre nella realtà non virtuale ci sono medici che propinano la teoria ai pazienti, anche nella variante “limone e bicarbonato”. Ma anche in questo caso l’Airc fa sapere che «nessuna ricerca scientifica ha dimostrato che il bicarbonato di sodio sia una cura efficace dei tumori umani». Anzi, «l’iniezione di bicarbonato per via endovenosa è estremamente pericolosa per gli organi sani».

C’è anche, poi, chi sostiene il metodo Gerson, dal nome del medico Max Gerson, secondo il quale il cancro è il risultato di uno squilibrio metabolico provocato da un accumulo di sostanze tossiche. La cura proposta è la dieta vegana, con l’aggiunta di integratori vitaminici e clisteri di caffè per depurarsi. Nonostante la teoria si basi su presupposti non scientifici che potrebbero persino essere pericolosi per il paziente, in Italia ci sono medici che propongono ancora questa terapia e si organizzano persino seminari sul metodo. Mentre in Rete si trovano numerose pagine informazione alternativa che sostengono la dieta vegana per la cura del cancro, e anche i tutorial per realizzare i clisteri al caffè prescritti da Gerson.

Tra i rimedi naturali proposti, ci sono anche l’aloe, la graviola (una pianta tropicale) e l’artemisia. Fino a quella che viene definita come “chemioterapia naturale”, che punta a un controllo dei livelli di vitamina D, e al metodo dell’armeno George Ashkar, che consiste nel porre un cece in una ferita autoprovocata, di modo che il legume assorba gli agenti cancerogeni. Si chiama metodo dell’assorbimento dell’infezione neutrale, che su Facebook ha un gruppo con oltre 1.800 adepti.

Senza dimenticare la cura Di Bella, che fece scalpore in Italia alla fine degli anni Novanta. Il fisiologo siciliano, scomparso nel 2003, affermò di aver messo a punto un metodo di cura dei tumori alternativo alla chemioterapia, tramite la combinazione di diverse molecole. Ma, nonostante le numerose rivendicazioni di diverse guarigioni da parte di Di Bella e dei suoi eredi, l’Airc ricorda che anche per questa cura al momento non ci sono documentazioni scientifiche che dimostrano l’efficacia della terapia come cura contro il cancro. Ma, oltre a una fondazione che propone e diffonde il metodo, esistono sui social diversi gruppi sui quali chi segue le terapie o vorrebbe seguirle scambia informazioni e consigli.

Un paziente, già provato da una diagnosi di cancro, come può districarsi in questo mondo di informazioni scientifiche e pseudoscientifiche? L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha pubblicato un compendio di 20 pagine in cui descrive i rischi delle terapie cosidette “alternative”. Che altro non è che la traduzione italiana di I’ve got nothing to lose by trying it, curata nel 2013 da Sense about Science, associazione inglese impegnata nella corretta informazione scientifica. Nell’opuscolo sono riportate anche diverse testimonianze di pazienti e le conseguenze vissute dopo aver provato una delle cure miracolose. Uno dei comandamenti è: “Diffidate di ogni trattamento propagandato come cura miracolosa: se sembra troppo bello per essere vero... probabilmente è perché non è vero”.

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