Pure le vacche sono 4.0

Grazie al digitale migliora la qualità di latte e formaggi. Con un risparmio di oltre 100 milioni di euro l’anno. Lo rivela l'Osservatorio Smart AgriFood

Vacche Robot

Un robot per l’allevamento in una fattoria di Erbree, nell’ovest della Francia

JEAN-FRANCOIS MONIER / AFP

31 Ottobre Ott 2017 1445 31 ottobre 2017 31 Ottobre 2017 - 14:45
Tendenze Online

La prima edizione della ricerca dedicata all’innovazione digitale nel settore lattiero-caseario realizzata dall’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e dall’Università degli Studi di Brescia (Laboratorio RISE) dimostra come, attraverso soluzioni digitali, si possano ottenere minori costi, più qualità, sicurezza alimentare, rispetto delle norme.

«L’innovazione digitale – afferma Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio Smart Agrifood – può fare ottenere benefici a tutta la filiera lattiero-casearia migliorandone la competitività. Benefici che, con le tre soluzioni individuate dal tavolo di lavoro lattirero-caseario 4.0 (la ricetta veterinaria elettronica, la tracciabilità dell’alimentazione animale, il monitoraggio della qualità dei prodotti durante il trasporto), possono essere stimati nell’ordine dei 100 milioni di euro all’anno per l’intero comparto. Con investimenti semplici e ragionevoli».

La ricetta veterinaria elettronica

A partire dal 2018 diventerà obbligatoria l’adozione della ricetta veterinaria elettronica tutta Italia, che consentirà di snellire il processo di prescrizione, eliminando i flussi cartacei e i costi collegati, consentendo la trasmissione tempestiva delle informazioni. L’Osservatorio Smart Agrifood ha analizzato l’impatto sul sistema lattiero-caseario italiano rilevando una serie di benefici per i diversi attori della filiera (veterinari, allevatori, latterie) che vano dalla riduzione del tempo dedicato alla compilazione delle ricette e dei registri, ai controlli, ai minori costi di archiviazione, a un utilizzo dei farmaci più moderato e controllato, a garanzia di una maggiore sicurezza alimentare.

«Sparisce il flusso cartaceo, ma l’informazione si libera – sottolinea Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics e ricercatore dell'Osservatorio Smart Agrifood – e diventa utile a tutti gli operatori della filiera. Oggi però spesso gli attori a monte della filiera si trovano a realizzare soluzioni non integrate: è dall'integrazione, insieme alla valorizzazione dei dati raccolti, che in futuro si potranno cogliere vantaggi ancora superiori». In particolare il controllo dell’utilizzo dei farmaci consente alle aziende di monitorare i propri trattamenti e prendere conseguenti decisioni anche a livello strategico. «La nostra è una produzione di qualità – commenta Enrico Locatelli, veterinario e allevatore – e quindi ben vengano le soluzioni che portano a innalzare il livello della filiera. La ricetta elettronica è una di queste e permette anche di misurare i progressi delle nostre attività e mettere a punto correttivi».

Con la ricetta veterinaria elettronica, la tracciabilità dell’alimentazione animale, il monitoraggio della qualità dei prodotti durante il trasporto, i benefici per l’intero comparto possono essere stimati nell’ordine dei 100 milioni di euro all’anno

L’Osservatorio Smart AgriFood stima che un programma avanzato di utilizzo della ricetta elettronica applicato al campione dell'ecosistema di allevamento della regione Lombardia (5.818 allevamenti di bovini da latte con una media di 190 capi l’uno) possa produrre un risparmio di 18,3 milioni di euro l’anno distribuiti tra tutti gli attori della filiera, con benefici ulteriori in termini di valorizzazione del prodotto verso i consumatori in chiave di sicurezza alimentare, sostenibilità e trasparenza del sistema. A beneficiarne sono tutti gli attori della filiera in percentuali diverse: 50% gli allevatori, 29% i veterinari, 17% i grossisti farmaceutici e 4% le Asl.

Fig. 1 – La riduzione dei costi generata dalla ricetta veterinaria elettronica

Fonte: lattiero-caseario 4.0 - Osservatorio Smart Agrifood, Politecnico di Milano

Questi benefici inoltre possono subire variazioni a seconda del numero di ricette emesse o del tempo di compilazione dei registri cartacei, stimate tra i 12,2 e i 26,4 milioni di euro l’anno. Ma l’adozione anche solo parziale del sistema comporta un beneficio di 11,6 milioni di euro l’anno.

La tracciabilità dell’alimentazione animale

L'Osservatorio ha elaborato una soluzione per il monitoraggio in tempo reale dell’alimentazione delle bovine basata su un portale web che abilita la comunicazione tra i diversi attori, eliminando la necessità di ricorrere alla carta, con flussi in tempo reale di informazioni digitali strutturate. Con la sua adozione si calcola un risparmio nell’ordine di circa 64.000 euro l’anno per l’intero ecosistema di un singolo caseificio a cui fanno capo un centinaio di allevamenti, che a loro volta ricevono circa 5.000 consegne annue da parte di fornitori di mangimi.

Fig. 2 Benefici della dematerializzazione del cartellino mangimi

Fonte: lattiero-caseario 4.0 - Osservatorio Smart Agrifood, Politecnico di Milano

«I vantaggi – spiega Giovanni Guarneri, consigliere delegato Latteria Plac – sono molteplici, ma soprattutto si crea una nuova relazione tra allevamento e caseificio: grazie al monitoraggio in tempo reale sulla quantità e sulla qualità del latte prodotto, per esempio il titolo di grasso e su altri parametri che oggi si conoscono solo trimestralmente, si può dar seguito ad attività di programmazione a beneficio dell’intera filiera». E dal punto di vista dei mangimifici le informazioni tempestivi consentono di far fronte agli alert che provengono dalle organizzazioni sovranazionali e di predisporre alimenti personalizzati.

Il tema appare particolarmente importante per le produzioni dei prodotti Dop. L’Osservatorio ha esteso l’analisi al Consorzio di tutela del Grana Padano, con i suoi 4.142 conferitori e 128 caseifici di trasformazione a cui si aggiungono oltre 50 fornitori di mangimi e vari altri attori, in cui i benefici potrebbero raggiungere 3 milioni di euro l’anno. Anche realtà più contenute però potrebbero cogliere i vantaggi della tracciabilità e semplificazione burocratica nell’alimentazione animale.

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