Le consegne dei pacchi più lente? Sarebbero un vantaggio per tutti

Le conseguenze delle consegne rapide a tutti i costi? Furgoni che pesano varie tonnellate escono per consegnare 40 pacchetti che pesano in media meno di due chili. C’è una spinta verso l’illegalità nelle ore di guida. E un notevole e inutile impatto sull’ambiente

Consegne Natale Linkiesta

SCOTT OLSON / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

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27 Dicembre Dic 2017 1200 27 dicembre 2017 27 Dicembre 2017 - 12:00
Tendenze Online

Vorrei parlare dei tempi di consegna che in logistica si chiamano leadtime, ovvero il periodo che intercorre tra l’ordine e la consegna della merce. Vorrei farlo coprendo tutti i casi, dal pacchetto ordinato con lo smartphone, al camion completo diretto verso un supermercato o un altro committente.

Negli ultimi anni, il leadtime si è gradualmente accorciato. Nella grande distribuzione la tendenza a ridurre gli inventari ha portato la committenza a pretendere consegne nell’ordine di poche ore, perfino in caso di offerte promozionali. Anche l’Industria ha investito nella capacità produttiva per ridurre gli inventari e riuscire nello stesso giorno a produrre e consegnare la merce. Nell’e-commerce le consegne in 24/48 ore sono lo standard e chi si occupa del fresco già lavora a consegne entro le 12 ore.

La logistica doveva migliorare. Era troppo legata a ritmi antiquati, a punti fermi come i tragitti intra-regionali con schemi non più attuali. Ed è cambiata anche molto rapidamente. Le piattaforme di scambio, grazie alla lettura automatizzata delle etichette con uso intensivo di scanners e stock locators, operano trasferimenti in tempo reale dalle porte d’ingresso a quelle di uscita. I grandi impianti automatizzati per il sorting dei pacchi sono capaci di gestire migliaia di colli in poche ore.

Ma si è esagerato.

Chi ha bisogno di un libro in poche ore? Chi deve assolutamente ricevere entro domani un paio di scarpe? Certamente ci sono alcuni bisogni reali e urgenti in determinate situazioni: ricevere una testina per stampante in poche ore o una scheda per computer, un cavo di interfaccia. Ma se fate voi stessi un’analisi di quanto avete ordinato negli ultimi sei mesi via smartphone, scoprirete che forse uno tra i molti ordini, uno soltanto, era piuttosto urgente. E ora che tutto arriva rapidamente, anche i supermercati si aspettano consegne impossibili. Per un rincalzo di una promozione si mandano camion in parcheggio in prossimità del CeDi destinatario prima di ricevere l’ordine. Le consegne “oggi per domani” che attraverso l’Italia sono fatte spesso con il doppio autista sul camion. Dimentichiamo però di analizzare tutti i fattori: in particolare l’ottimizzazione dei carichi e la scelta di mezzi adatti al tipo di trasporto.

Chi ha bisogno di un libro in poche ore? Chi deve assolutamente ricevere entro domani un paio di scarpe? Certamente ci sono alcuni bisogni reali e urgenti in determinate situazion. Ma se fate voi stessi un’analisi di quanto avete ordinato negli ultimi sei mesi via smartphone, scoprirete che forse uno tra i molti ordini, uno soltanto, era piuttosto urgente

Così furgoni che pesano varie tonnellate escono per consegnare in un giro una quarantina di pacchetti che pesano in media meno di due kilogrammi. Oppure si sposta un semiarticolato capace di trasportare 33 pallet o 27 tonnellate di carico netto per consegne che non pesano neanche la metà, comprimendo i costi, spingendo di fatto verso l’illegalità nelle ore di guida, limitate dalla legge per motivi di sicurezza e di equo compenso. Il risultato di tutto ciò è un notevole e inutile impatto sull’ambiente con un’impronta ecologica pesante e una produzione di CO2 per kilogrammo consegnato incredibilmente alta.

Ci siamo dimenticati dell’ambiente. Non occorre tornare all’età della pietra per recuperare. Tra il bianco e il nero c’è una vasta gamma di tonalità di grigio. Nessuno vuole eliminare i trasporti e limitare il mercato. Dobbiamo soltanto pretendere che, oltre alla quadratura dei costi apparenti, si studino i costi a 360° comprendendo tassativamente l’impatto ambientale.

In fondo si tratta di ritardare le consegne a camion completo di poche ore: allungare il tempo di un trasporto da Milano a Roma di 4/6 ore, permette di utilizzare l’intermodalità ferroviaria riducendo del 75% la produzione di CO2. Andare a ritirare il pacco in un punto di consegna oppure presso un locker riduce l’emissione di CO2 almeno del 20%. Allungare una resa marittima tra Genova e Palermo di mezza giornata può far ridurre i consumi della nave di un buon 40%.

* Presidente del Freight Leaders Council

Le conseguenze delle consegne rapide a tutti i costi? Furgoni che pesano varie tonnellate escono per consegnare in un giro una quarantina di pacchetti che pesano in media meno di due kilogrammi. C’è anche una spinta verso l’illegalità nelle ore di guida, limitate dalla legge per motivi di sicurezza e di equo compenso. Il risultato di tutto ciò è un notevole e inutile impatto sull’ambiente

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