Ma quale calcioscommesse. È tutta una montatura
L’Italia scopre che il calcio è truccato e si indigna. Come nel 1992 si accorse del finanziamento
Beppe Signori ai tempi del Bologna
Non è che mi piace il calcio. Sono malato di calcio. Ricordo quasi tutti gli album Panini che collezionavo quand’ero piccolo, i luoghi di nascita dei calciatori, le squadre in cui avevano militato (altrimenti mai avrei saputo dell’esistenza dell’Astimacobi, dove mosse i primi passi calcistici Giancarlo Antognoni). Ricordo com’erano posizionati nelle varie pagine. E ricordo, a dieci anni, le camionette della polizia sulla pista dell’Olimpico di Roma e 90esimo minuto che non mandava in onda nessun gol. Capii poco, ricordo solo che odiai Paolo Valenti . Quella settimana lì, poi, mi tradì persino il Guerin sportivo. In copertina non c'era nessun calciatore in azione, solo una vignetta con la scritta Regina Coeli. Che per me non era il carcere di Trilussa, solo un impostore che mi aveva rubato il sogno.
Col tempo le cose mi sono diventate più chiare. E in fondo, a un certo punto, è stato un po’ come quelle unioni fondate sulla passione che vengono improvvisamente gelate dalla disillusione. Si può reagire in modi diversi, ovviamente. Sbattere la porta e non voltarsi mai indietro. Oppure far spazio a quella parolina che per ogni appassionato è un delitto: compromesso. E miopia. Meglio far finta di non vedere.
Secondo me ogni malato di calcio che si rispetti questo processo interiore lo ha svolto dolorosamente e in silenzio, col travaglio di chi in fondo sa di non riuscire a rinunciare al suo grande amore. E quindi nel corso degli anni ha chiuso gli occhi. Fa finta. Cerca di autoconvincersi che quegli undici signori in pantaloncini intenti a rincorrere una palla siano ancora eroi. È un tacito accordo. È per questo motivo che la notizia del calcioscommesse, o presunto tale, non mi ha minimamente smosso né catturato la mia attenzione. Di che cosa dovrei meravigliarmi? Che forse - perché, ricordiamolo, siamo ancora all’inizio dell’inchiesta - c’è un gruppo di persone, tra cui ex calciatori, che si davano da fare per truccare partite di serie B e serie C (sì, lo so, oggi è Lega Pro, ma per me resta serie C)? E, udite udite, probabilmente nel giro sono coinvolte anche squadre di serie A? Ma davvero? Questa storia mi ricorda un po’ quel che accadde nel 1992, quando improvvisamente l’Italia scoprì il reato di finanziamento illecito ai partiti.
E allora dico che non ci credo. Non posso crederci. L’ho stabilito trent’anni fa, quando avevo dieci anni e vidi in un’aula di tribunale gente e volti che fin lì avevo visto solo con indosso pantaloni corti e maglie colorate: da Paolo Rossi a Bruno Giordano. E no, allora. Per me Blatter è una persona per bene che si batte affinché i malati di calcio come me possano divertirsi il più a lungo possibile. Lo stesso dicasi per Luciano Moggi, che in fondo è l’unico che ha pagato in un sistema che non era stato certo allestito solo da lui. Non è vero che nelle ultime giornate di campionato di serie A le partite sembravano accomodate, ed è solo un caso se indovinavo sempre il risultato finale. Così come non è vero che i calciatori non se ne fregano niente della maglia, ma solo dell’ingaggio. Non è vero. È tutto falso. Loro giocano col cuore, per me e per chi ci crede come me. Io credo alle favole, e allora?
È il compromesso, baby. Ho deciso così. E non posso cambiare idea per un Beppe Signori qualsiasi. Per me il calcioscommesse è un complotto ordito da chi odia questo magnifico sport, da chi vuole sottrarmi il rito della partita domenicale (beh, ormai domenicale non più), la lettura dei quotidiani sportivi per il calciomercato, i cori da stadio, gli sfottò con gli amici. Sinceramente troppo per un Bettarini o un Cristiano Doni. Fosse stato coinvolto Zeman, allora forse ci sarei rimasto male. Ma così, francamente, non vedo dove sia la notizia. A proposito, quando c’è il sorteggio dei calendari?

Comments
INTERVENGO A PIEDI UNITI SUL PEZZO PER ABBRACCIARE IDEALMENTE L'AUTORE.
Ho la stessa età del redattore e il pezzo lo condivido in pieno, soprattutto nella sua limpida presa di posizione. Io, diversamente da M. Gallo il calcio l'ho mollato da un paio d'anni circa. Milanista da sempre (abbonamento, stadio ecc...), ho cominciato ad avere lo stomaco girato nel 2006 con moggiopoli (inkiesta all'italiana o omicidio su commissione....chiamatela come volete) e poco dopo ho definitivamente mollato. E' plausibile la posizione di Gallo. Ne conosco ancora tanti come lui che consapevolmente continuano ad intossicarsi di pallone. Il bello é che da tempo incontro persone come me che da poco han mollato tutto, abbonamento sky compreso.
Caro Gallo dammi retta, prova a disintossicarti, a star senza pallone per un mesetto...io cominciai così....me lo imposi pensando di far fatica anche solo una settimana...invece é stato un attimo....son 4 anni circa che sto da dio....
Pensa che ho conoscenze nel calcio italico (un procuratore, un allenatore, alcuni giocatori, un massaggiatore di blasonatissima equipe) e ogni volta che parlan di calcio mi rattristo per loro...
L'UNICO RAMMARICO E'CHE SMETTERE COL CALCIO ITALIANO E' UN ATTIMO MENTRE CON LE SIGARETTE FACCIO PIU'FATICA.......
eheh scrivendo un pezzo così te li aspettavi di certo i commenti sarcastici. Io però plaudo alla fanciullezza di questo pezzo, e alla sincerità. perchè hai ragione, noi tutti lo sappiamo che non può essere solo sport, troppi interessi, troppi soldi in "gioco", per l'appunto. però non c'è niente da fare: quando l'arbitro fischia e la palla inizia a rotolare, la malattia s'impossessa di noi!
Leggendo questo articolo capisco perchè nel nostro paese esista una legislazione - altrove surreale - che rende gli stadi di calcio luoghi in cui vigono leggi diverse da quelle valide per i luoghi frequentati dai comuni mortali, una sorta di "recinto", in cui essere violenti contro la tifoseria avversa costa meno, penalmente parlando, che esserlo al supermercato o in mezzo a una strada contro degli estranei.
Siamo un paese strano, partigiano fino al midollo e frantumato dietro bandiere diverse e tifoserie diverse fin dalla notte dei tempi. E' una caratteristica che non giudico, ma che vedo tutta italiana.
Certo, sarebbe bello che tutti unanimanente si convenisse su alcuni principi-base, tipo "pagare minorenni per prestazioni sessuali è moralmente riprovevole" oppure "drogare i propri compagni di squadra per vincere e far vincere una scommessa è la morte civile del gioco di squadra", ma così non è.
E non perchè, in fondo al cuore, tutti ne conveniamo, ma perchè in un paese disastrato come il nostro, in cui trovano spazio i comportamenti più beceri e inimmaginabili, c'è sempre bisogno di sognare che la realtà sia diversa, per sopravvivere.
Nb ovviamente l'articolo è volutamente provocatorio, ma non insincero
Gallo, fatti curare. Da uno bravo.
Bel pezzo! E' la conferma di quello che ho sempre pensato chi adora il calcio cosi...qualche pappece in testa lo tiene, per questo mi stanno simpatici!!!
Spero questo articolo sia totalmente ironico
E' l'ora di guarire, malatino caro..
Hai ragione mio caro Massimiliano,è tutto un complotto e se l'indagine fosse partita dalla Procura di Milano coinvolgendo anche una squadra della stessa città,ne sarei più convinto.Purtroppo se di complotto si tratta,devo dedurre che sia indirizzato a smontare la mia passione per lo sport.Nella mia quasi cinquantenne vita ho amato prevalentemente due sport:il calcio sopra ogni cosa e il ciclismo,due sport dove si indossano dei pantaloncini corti che ti collegano per sempre all'infanzia e dove si suda.Ecco,me li stanno smontando tutti e due,uno con il doping e l'altro con le scommesse e le partite truccate,due cose che umiliano chi crede nei valori dello sport che comprendono l'esaltazione per le vittorie,ma sopratutto la dignità delle sconfitte e il saper riconoscere la superiorità dell'avversario. Il cancro che mina questi due sport,così come qualsiasi altra cosa con cui venga a contatto,è uno solo e si chiama denaro,unico grande male della nostra società che trasforma in avidi chi ne ha e in disperati chi invece non ne ha. Purtroppo questo male ha intaccato anche lo sport e se lo sta divorando un pezzettino per volta.
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