Infografica
«Il popolo padano non esiste», ma l’Italia è divisa
A cura di Marco Braghieri e Carlo Manzo
Oggi il presidente della Repubblica è tornato sull’argomento: «L’Italia o cresce assieme o non cresce». Ieri aveva tuonato contro la Lega: «Il popolo padano non esiste. La parola secessione si può gridare in un prato, ma è fuori dalla storia e dalla realtà del mondo d’oggi». Il popolo italiano invece esiste, ma, a vedere i dati dello Svimez (l’associazione che dal 1946 ha come scopo l’industrializzazione del Mezzogiorno) resta molto diviso. A dirlo chiaramente è il confronto tra Pil regionale, occupazione e, soprattutto, il dato della migrazione interna. Le città del Sud continuano a svuotarsi. Tutti i numeri nella nostra infografica.
1 ottobre 2011 - 09:00



Commenti
Io non capisco cosa ci sia di male nel ribadire un concetto chiaro: la Padania esiste. Ma non esiste perchè lo ha detto Bossi. Esiste in quanto espressione geografica, economica e culturale di una parte di questo attuale stato. Solo chi ha il paraocchi, oppure teme di non poter vivere grazie alle sue prebende, puo' affermare che la Padania sia frutto di pura fantasia. La Padania è la parte CONTINENTALE di questo Stato ed è delimitata in maniera chiara ed inequivocabile da quattro capisaldi: le Alpi, il mar Ligure, gli Appennini ed il mare Adriatico. Altra cosa è dire che la Padania non debba essere indipendente, ovvio. Ma la Padania esiste.
Caro Azteco! Come lei compiutamente racconta e cita, non si tratta di territorio bensì di cultura. Nasciamo dal territorio, dall'Italia dei comuni, dall'Aquila, Lecce, Bari, Palermo, Milano, Venezia eccetera.. Città "Capitali", e dallo Stato del Vaticano, per il quale non divenimmo, nazione. La nostra dal 100 d.c. è interessante e spiega mucchi di cose. Nord-Centro-Sud sono esistiti da sempre, Le Regioni di oggi sono disegnate a matita sulla carta geografica, hanno origini storiche lontane. La "questione meridionale", è un dato di fatto, trasversale a tutti gli schieramenti e colori. L'unità fisica dell'Italia è stata voluta per bisogno di soldi e allargamento della base dei contribuenti. A Napoli stavano meglio con i Borboni, che avevano il buonsenso di non uccidere la vacca da latte. Se rivolta ci sarà, sarà fiscale. Sarà di tutti noi, nord.centro,sud isole comprese, contro il malcostume e l'ingordigia di pochi che danneggia tutti noi Altri abitanti dello stivale. Sarà la vera rivoluzione che ci renderà uniti e forse diventare una nazione come le altre.
Auguri e forza a chi ci sarà. Ho letto da qualche parte, brutto nascere alla fine di un epoca, peggio e triste morire assistendo alla fine.
Insisto nel proporre soluzioni, senza Regioni senza barriere ideologiche e linguistiche, senza Colori : la soluzione è solo legata ai soldi. Per eleganza, pudore, vergogna per chi li ha e chi non paga le tasse, sono chiamate "Risorse", i soldi sono tali e non puzzano. Costi standard e controllati per le strutture pubbliche. Tanto per evitare che ai malati terminali, non siano erogate cure / terapie previste dai protocolli, il cui controvalore è intascato dalla struttura. Quando una "Nazione", il popolo che ci abita adotta i comportamenti visti in Striscia di ieri sera, l'AK47, è solo l'opzione alternativa al lanciafiamme, o al napalm. La Chiesa, anziché occuparsi delle mutandine delle ragazze, si occupi di questi fenomeni, dove Caino, uccide consciamente e per soldi suo fratello.
Altro che verdi e Padania! Tempo perso per l'uomo della strada.
Auguri e lunga vita agli esseri umani in terapia sperando che qualche locale sciacallo non se ne approfitti!
Ma nessuno contesta la necessità di varare, per motivi che lei ha in parte evidenziato, una sorta di "federalismo" fiscale. Il punto è un altro: un conto è lasciare nel nord Italia una maggior quota di ricchezza prodotta, un altro invocare assurdi secessionismi. Perchè in Belgio, Spagna e Regno Unito le regioni che chiedono la secessione (o meglio: i partiti delle regioni che le vogliono) sono le Fiandre, che hanno una lingua e una cultura assai diversa rispetto ai concittadini valloni; la Catalogna e i Paesi Baschi, che hanno lingue e culture ben diverse dal castigliano; la Scozia, che prima dell'Act of Union era un regno indipendente. L'Italia è stata fatta dagli italiani del nord, in primis; l'italiano era un tempo il fiorentino, e non mi sembra che Firenze sia Terronia (forse Etruria, se ci atteniamo alle assurde classificazioni di Miglio); la religione cattolica è diffusa tanto al sud quanto al nord (e idiozie neopagane a parte, è proprio il leader leghista a definirsi defensor fidei). Inoltre che gli italiani del nord non siano secessionisti (nemmeno Gentilini, scopriamo, lo è) lo dimostra l'esito del referendum costituzionale del 2006: Piemonte, FVG, Emilia-Romagna hanno detto, chiaro e tondo, NO. Veneto e Lombardia SI', ma nel complesso la maggioranza degli italiani del nord (e degli italiani in generale) ha detto NO. Quindi...
Un grazie al Presidente, con la sua affermazione ha confortato e rincuorato i leghisti-padani. Regalato voti a Bossi ed ai suoi simpatizzanti. Bravo. La "Padania non esiste", i "Padani non esistono, Non è verità. così come non esistono le aree d'interesse economico. Non esige la "Cisalpinia", né tampoco i suoi abitanti.
Vivo nell'area d'interesse economico chiamata "Padania", lavoro ancora e i soldi delle mie tasse concorrono a mantenere il " Circo Magnum".....Il Presidente ha negato la mia esistenza, in quanto abitante e contribuente di una regione che non c'è, nella sua mente.
Auguri e lunga vita a tutti noi, prima di essere cancellati.
Gentile Luigi, provo a spiegarle dal mio punto di vista cosa c'entra il dualismo con la Padania.
Un utile indizio può essere innanzitutto il voto alla Lega, il cui nome per esteso è "Lega Nord per l'Indipendenza della Padania". Questo partito alle ultime elezioni politiche ha preso 3 milioni di voti. Se la Padania fosse l'idea solo dell'uomo con l'emiparesi facciale e il dito medio perennemente alzato, potremmo parlare di idea "bislacca", quando in qualche modo lo è anche di una consistente parte dei cittadini di Lombardia (26%) e Veneto (35%) , forse qualche addentellato con la realtà vissuta da ciascuna di quelle persone ci dev'essere, non crede?
Ora il dualismo è molto molto di più di quanto descritto nei dati dell'infografica tratta dal rapporto della SVIMEZ.
Certo, c'è un'evidente differenza nella ricchezza prodotta, ancor più evidente se si prendesse quello che Ricolfi (uomo PD) chiama PIL mercato per differenziarlo dal PIL Pubblica amministrazione (che è un prodotto "derivato" in quanto dovuto a estrazione per via fiscale di una quota del PIL "primario"). Ma ci sono anche alcune altre differenze:
1) Al Nord - ma soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia - si pagano PROPORZIONALMENTE alla ricchezza prodotta molte più tasse, perché la fedeltà fiscale è più alta. Nel Sud sommerso ed evasione registrano livelli esorbitanti e sconosciuti nei paesi più civili.
2) Al Nord l'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica è incommensurabilmente più alta che nel Mezzogiorno. Tra una Milano piuttosto pulita con 2.000 netturbini e una Napoli sommersa di pattume nonostante 20.000 netturbini (e il 90% di evasione TARSU) c'è qualche differenza, così come tra un Friuli con 50 forestali e pochi incendi boschivi e una Calabria con 11.000 forestali e il record degli incendi, per dire.
Il combinato disposto di 1) un più alto numero di produttori di ricchezza, 2) una maggiore fedeltà fiscale e 3) un costo inferiore a parità di prestazione-servizio-investimento pubblico al Nord e il contrario al Sud, produce inevitabilmente il fatto che il Nord (ma soprattutto la Lombardia e, a distanza, Veneto, Emilia e più recentemente anche Piemonte) versi nelle casse dello Stato centrale una quota di risorse pubbliche molto più alta di quanto non riceva in spesa pubblica (residuo fiscale). Uno squilibrio del tutto sconosciuto agli altri paesi europei se è vero che l'incidenza del residuo fiscale in Lombardia viaggia ormai oltre il 15% del PIL regionale quando in un Land ricco come la Baviera si attesta intorno al 3,5-4%.
L'effetto - peraltro molto accentuato dal Patto di Stabilità per gli enti locali e dai tagli lineari - è che l'alimentazione della spesa pubblica in territori con alte quote di evasione e sommerso, pochi produttori di PIL "primario" e spesa pubblica fuori controllo, strangola i territori produttori (con il rischio di soffocarli definitivamente, privando dunque il paese intero e non solo una sua parte delle risorse necessarie a restare in piedi).
Di fronte a questo quadro - che al Nord è percepito da tempo ma con la crisi oggi rischia di esserlo molto di più - sta alla base delle spinte separatiste. giuste o sbagliate che siano, qualche motivazione forse è il caso di riconoscerla.
Infine, ormai da qualche anno si sta discutendo della presenza della criminalità organizzata al Nord. Questo fenomeno - che in Italia muove circa 130 miliardi di euro all'anno, il 7-8% del PIL - ha notoriamente una derivazione territoriale precisa. Non è né lombarda, né veneta, né altoatesina, né romagnola. Questo cancro - che peraltro trova soprattutto al Nord nuova linfa dalla crisi economica nel momento in cui le banche riducono il credito alle imprese - si sta rapidamente mangiando intere fette dell'economia settentrionale. E se qualcuno anche qui - come a Londra, negli Usa o in Germania - ci fa affari e qualcun altro fa finta di non vedere o cede per disperazione, tanti lo vivono come un altro terribile effetto di un'unità nazionale il cui senso sembra essere sempre più difficile da cogliere, nonostante i festeggiamenti del 150° e gli sventolii di tricolori.
Ecco che allora, un'ipotesi separatista può non apparire poi così campata per aria, tanto più che anche nel resto d'Europa non mancano casi in cui si sta recentemente affermando un'opzione indipendentista di alcuni territori (in Belgio, in Spagna, nel Regno Unito). Ora si può discettare sull'appropriatezza della Padania, sui suoi confini, sulla credibilità di chi ne ha la paternità, figuriamoci! Però, al di là delle sovrastrutture, quei fenomeni strutturali descritti restano e si aggravano con la crisi. Sarebbe tempo di farci i conti, rimandando in soffitta le retoriche risorgimentali o gli appelli alla Costituzione che, nell'occasione, risultano piuttosto inservibili.
daniele,milano
La vostra infografica è, come sempre, assai efficace ma, sinceramente, il dualismo economico del nostro paese non è certo una scoperta del padre del trota e dei suoi sodali. Posto che poco è stato fatto da tutta la classe politica dal dopoguerra ad oggi, leghisti compresi of course nonostante il loro ridicoli strombazzamenti, il fatto che esista un dualismo cosa diavolo c'entra con la bislacca idea di una padania? ah saperlo!
Per kalashnikov.Dovresti vergognarti per le stupidaggini che scrivi,ok al sud ci sono dei problemi questo è innegabile ma la storia è un pò diversa da quella che scrivi tu.La secessione è un argomento che il senatur tira fuori quando è in difficoltà,perchè sa che è l'unico argomento che può ricompattare la situazione.La secessione non ci sarà mai mettitelo nella testa,te lo dico francamente e bada che non sono un comunista.L'Italia è una e indivisibile e sottolineo indivisibile,viva l'Italia viva gli italiani.
Le sue dichiarazioni sono cariche di pregiudizi e soprattutto infondate. Ci sono tantissimi italiani del sud che lavorano seriamente e con impegno. La piaga della mafia esiste, ed è gravissima, ma definire l'intero sud Italia con l'infamante nome di "Mafialand" offende i tantissimi carabinieri, poliziotti, magistrati, amministratori e comuni cittadini che ogni giorno lottano contro la mafia, magari lasciandoci le penne. Falcone veniva forse da Como ? Piersanti Mattarella era veneto ?
"Uno stato Padano sarebbe probabilmente lo stato piu' ricco del pianeta in termini di reddito procapite" Sulla base di quali considerazioni economiche sostiene una cosa simile? Gli stati più ricchi del pianeta in termini di reddito procapite sono micronazioni petrolifere come Kuwait o EAU, o paradisi fiscali come Bermuda o il Lussemburgo, o piccole nazioni multietniche e multiconfessionali come la Svizzera (che di abitanti ne ha meno della Lombardia).
E in tutti questi anni, soprattutto, cosa ha fatto la Lega Nord per i suoi elettori ? Tra il 2001 e il 2011 la Lega è stata al governo, con Berlusconi, per quasi 8 anni su dieci ! Cosa ha fatto in questi 8 anni per la crescita economica, per gli imprenditori, per i lavoratori, per i cittadini ? NIENTE
Napolitano continua a spararne una dopo l'altra: "se divisa l'italia non crescerà" ??? ma per favore!!! l'italia cresce se nel mezzogiorno cominciano a lavorare!! Come? Quando non avranno piu' i soldi dei padani dovranno cominciare a RIMBOCCARSI LE MANICHE Signor Napolitano, presto vedrà con i suoi occhi cosa è capace di fare quel popolo che non esiste, come lei ha detto, per far nascere uno Stato che ancora non esiste, la Padania. Se cerca lo scontro, che scontro sia. 150 anni fa aveva un senso allargare il mercato interno, oggi con la globalizzazione il mercato è il mondo! E NON ABBIAMO BISOGNO DI MAFIALAND, UNA PALLA AL PIEDE AL NOSTRO SVILUPPO Uno stato Padano sarebbe probabilmente lo stato piu' ricco del pianeta in termini di reddito procapite, una locomotiva per l'intera Europa e per il mondo.
Ma la cosa ancora più triste è che questo governo, o meglio parlamento, non capisce cosa deve fare per invertire la rotta; o forse bisogna dire, non vuole capire cosa bisogna fare....Perchè è un dato che ci portiamo avanti dall'Unità d'Italia, e se la questione meridionale durante il fascismo non esisteva era semplicemente grazie alla propaganda di regime, che ignorava il problema; neanche la cassa del Mezzogiorno ha risolto il problema, perchè i fondi erano facili bocconi per la criminalità organizzata, una delle poche istituzioni che sta ricevendo favori dalle ultime disposizioni legislative; ultimo, ma non ultimo, il caso Romano...se si hanno persone così al governo o nelle istituzioni locali, non sarà mai possibile battere questa collusione tra stato e mafia e abbiamo gli amministratori che ci meritiamo....Ma anche l'ultima trovata di Brunetta, che ha ben pensato di eliminare il certificato antimafia, per semplificare la vita alle imprese(????)....Che peccato per il ministro, una vita sacrificata alla politica quando poi il suo obiettivo era il nobel per l'economia...e Tremonti lo considera un imbecille; vatti a fidare degli amici!
http://www.linkiesta.it/blogs/il-picchio-parlante/ieri-milanese-oggi-rom...
http://www.linkiesta.it/blogs/il-picchio-parlante/brunetta-sempre-caccia...
Complimenti. Parla da s'è. Il problema risale alla notte dei tempi. Dobbiamo imparare a conviverci e a curarlo, anziché distanziarci in Padania. Il problema principale e' la mafia
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