Strauss-Kahn arrestato, spunta il complotto

Strauss-Kahn arrestato, spunta il complotto

L’arresto di Dominque Strauss-Kahn questa notte a New York con accuse di violenza sessuale non è esattamente una cosa incredibile. Era uscito un libro in Francia sulla sua passione per le donne e negli ambienti è nota la sua indomabile frenesia per l’altro sesso. Da qui a dire che sia colpevole ce ne passa e bisogna aspettare il lavoro delle autorità, mentre quello che tutti hanno già messo in luce è che i giochi per le elezioni presidenziali francesi ora sono ancora più aperti. Visto che questo ricco avvocato poliglotta era dato come il più temibile avversario di Nicolas Sarkozy. 

E infatti. Infatti già questa mattina i conduttori delle televisioni francesi almanaccavano di possibili complotti. C’è chi ricorda che Sarko da ministro dell’Interno fra il 2002 e il 2007 ha tenuto stretti rapporti con le forze di polizia americane sottolinenando come fosse facile, troppo facile, imbastire un caso simile contro DSK, l’acronimo con cui è conosciuto il direttore generale del Fondo monetario. Ma il numero due della polizia di New York, Paul Browne, in una mail al giornalista americano Chris Dickey ha smentito che questa vicinanza abbia giocato un ruolo. Nessuno degli agenti che lo ha arrestato, ha detto Browne, «aveva alcuna idea di questi rapporti», ha scritto Dickey poche ore fa. 

Come in tutti questi casi non c’è smentita che tenga, i complottisti continueranno a vederla in questa maniera. I “Protocolli dei savi di Sion” vengono smentiti da tutte le fonti da oltre cent’anni ma continuano a vendere ed essere  creduti, nonostante tutte le evidenze del caso. Ma, certo, i dubbi restano. Un uomo come lui, a meno che non abbia sviluppato qualche patologia senile, non ha problemi a procurarsi donne senza ricorrere alla violenza e chiunque conosca gli americani sa quanto godono a tirarla ad un francese. E in fondo proprio qui sta il punto. DSK rischia di essere l’ultimo direttore generale del Fondo a provenire dall’Europa, vista la necessità di procedere ad un riequilibrio con i Paesi emergenti. E se questa storia risulterà essere vera, perso da tempo il potere economico, noi europei perderemo così anche la faccia.   

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club