"Se Berlusconi fa un passo indietro subito nel 2013 vinciamo noi"

"Se Berlusconi fa un passo indietro subito nel 2013 vinciamo noi"

RIMINI – È mezzanotte e mezza quando Roberto Formigoni si avvicina ad una tavolata di giornalisti al ristorante Basilico, sul lungomare, vicino al bagno numero 47. Ed è un fiume in piena: «Se Berlusconi annuncia un passo indietro entro Natale nel 2013 vinciamo noi». Deve fare un passo indietro perché io non posso pensare di “farlo fuori”: per me pugnalare Silvio «sarebbe come pugnalare un padre anche se Berlusconi non è un padre per me». Ma lo scandalo Ruby è pesato sul vostro elettorato, gli chiede qualcuno? Formigoni spiazza tutti: «È stato peggio con la Minetti, in fondo gli italiani pensano che ognuno a casa possa fare quello che vuole ma se c’è di mezzo una funzione pubblica allora si arrabbiano».

Già, ma la Minetti è stata eletta proprio nel listino del presidente della Regione Lombardia? «Per me e per tutti voi aveva partecipato solo a Colorado Cafè».

In questo vuoto Napolitano si è presentato a Rimini con un discorso forte, attaccando il governo con l’accusa di avere occultato la gravità della crisi. Quasi un discorso da leader dell’opposizione: «No, da noi ha fatto un bel discorso ma poteva farlo ovunque, anche alla festa dei Carabinieri». Cioè? «Voglio dire che a noi piace che chi viene qui accetti di confrontarsi con noi perchè siamo noi con la nostra storia e la nostra identità. Fu una condizione che imponemmo ad esempio a Spadolini, in occasione del secondo meeting, quando al primo presidente del Consiglio laico della storia della Repubblica chiedemmo di confrontarsi seriamente con noi, sui nostri temi, oppure di non venire».  Formigoni ha una bella camicia blu e alla tavolata racconta molte altre cose.

Ad esempio, a proposito di dissapori col Presidente del Consiglio e col suo entourage, contesta l’acquisto di Aquilani: «Era meglio se ci tenevamo Pirlo». Sempre per stare a Milano, qualcuno gli chiede come va con Pisapia. «Benissimo!». Una malizia arriva dalla tavolata: “Finalmente abbiamo un sindaco, vero Presidente?”. Risata sornionona: sperare in una conferma, in un “sì, proprio così!”, sarebbe stato davvero troppo per una nottata già davvero generosa, giornalisticamente parlando.