Baricco apre la Leopolda: “Contro la sinistra conservatrice”

Baricco apre la Leopolda: “Contro la sinistra conservatrice”

FIRENZE – Finisce alle 23:40 l’antipasto del Big Bang renziano. Un assaggio delle undici ore filate di domani. Arriviamo intorno alle 19 alla Stazione Leopolda di Firenze, quella che vide nascere i rottomatori Matteo Renzi e Pippo Civati. Ma era un’altra storia. Oggi “Pippo” non c’è, si è separato da Matteo. E “Matteo” ha subito provveduto a sostituirlo con un giovane “tosto siciliano”, il deputato regionale Davide Faraone, e con il Presidente del consiglio regionale emiliano, Matteo Richetti.

Varcato l’ingresso della Leopolda, l’interno è curato nei dettagli: mega schermi ovunque, store per acquisti gadget, una sala stampa, una sorta di internet point, una sala buffet. E poi c’è il palco: un tavolo antico in legno, un divano rosso “modello Dandini”, un frigorifero Smeg e un banchetto al centro. Entriamo in sala stampa, Renzi scherza con alcuni giornalisti.

«Noi non abbiamo l’ansia da prestazione. Noi vediamo che il Paese ha un gran casino e diciamo al nostro partito mettiti in moto». Nel frattempo lo chiama il programma radiofonico “La Zanzara” con il quale scherza:«Il mio peggior difetto? L’arroganza». Poi ritorna fra i giornalisti e confida: «Nicola si è messo nel mezzo fra innovatori e rivoluzionari. E ciò torna comodo». Renzi si riferisce al manifesto di Nicola Zingaretti apparso su Il Foglio una sorta di “terza via” economica fra le posizioni dei “giovani turchi” guidati dal responsabile economico del Partito Democratico Stefano Fassina e quelle dello stesso Renzi.

Il palco del “Big Bang” e, a destra, Matteo Renzi
Intanto in sala arriva la gente che inizia a prendere posto. Ma è al buffet che c’è il grosso delle gente (lasagne al pesto, affettati con mozzarelline, e delle verdure). Alle 20:30 la sala è stracolma e “Matteo” si prepara per il collegamento con Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber. Alle 21 si aspetta il fischio d’inizio. Davide Faraone, che ha il compito di aprire i lavori, è molto teso, nel giro di pochi giorni è passato dall’anonimato alla popolarità nazionale. Si intravedono l’ecodem Ermete Realacci, prima veltroniano, oggi vicinissimo al sindaco di Firenze. Giorgio Gori, in camicia e jeans, che si dirige dietro le quinte. E Giuliano Da Empoli, assessore alla cultura di Firenze, subito attorniato da un gruppo di cittadini fiorentini.

Si sparge la voce che Alessandro Baricco è al buffet, ed interverrà a chiusura oggi. Sono le 21:25, Renzi saluta Lilli e sul palco si annuncia che «fra pochissimi minuti avrà inizio il Big Bang». La guest-star Matteo Renzi arriva sul palco e annuncia un video preparato da Fausto Brizzi dove si alternano pezzi di Italia, pezzi di mondo, e tanto altro. Davide Faraone sale sul palco e parla cinque minuti di cronometro. «Siete tantissimi e si vede che non siete andati a Napoli» dove si riunisce si tiene il Forum con i giovani del Sud del Pd, prima frecciatina alla nomenclatura bersanian-dalemiana. «Qui non ci sono indignati ma ostinati». E ancora:«In Sicilia abbiamo perso le elezioni contro Raffaele Lombardo e oggi il Pd sostiene Lombardo. A Palermo il Pd ha chiesto di candidarsi pure a Ficarra e Picone”. E infine:«La politica è bella, e vi garantisco che in questi tre giorni parleremo soltanto di politica».

Poi si alternano una serie di interventi tutti incentrati sulla concorrenza, le start up, il ruolo di internet e la giustizia civile. Chiude Alessandro Baricco: «La sinistra è oggi ciò che di più conservativo c’è nel nostro paese». E manda un messaggio alla sala: «Non abbiate paura di perdere anche perché porta un po’ sfiga». Tanti applausi e tutti a dormire. Si ricomincia domani.

L’intervento di Alessandro Baricco al Big Bang:

La “sigla” del Big Bang alla Leopolda:

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