Contro Piazza Tahrir, l’Egitto vota i Fratelli musulmani

Contro Piazza Tahrir, l’Egitto vota i Fratelli musulmani

Donne in coda al seggio nel quartiere di Manial al Cairo (Afp)

CAIRO – Una vittoria del gruppo degli islamisti, principalmente del partito “Libertà e giustizia” che fa capo ai Fratelli Musulmani, seguito – in una percentuale più ridotta ma significativa – dal partito Nour (la ‘luce’) dei salafiti. Questo è il risultato del primo sondaggio secondo il noto quotidiano egiziano Rose El Youseff. Il gruppo degli islamisti ha dunque battuto, non si conoscono ancora le percentuali precise, il gruppo dei liberali che si riuniscono principalmente sotto il blocco “El Kotla El Masria”. Quest’ultima e’ una coalizione di forze liberali, guidata dal Partito degli Egiziani Liberali. Quest’ultimo fondato dal miliardario uomo d’affari Naguib Sawiris.

Questo voto, che porterà a scegliere 498 deputati, è solo la prima tappa di un lungo calendario elettorale che durerà fino al 2012 quando si terranno le elezioni presidenziali. Sono chiamati al voto le città principali dell’Egitto tra cui Il Cairo, Alessandria, Assiut, Port Said e Luxor. Oltre 50 partiti politici, insieme a migliaia di candidati che corrono come indipendenti.

«Sembra che “Freedom and justice” otterrà la maggior parte dei seggi», dice Bassem Abass, uno dei giornalisti del quotidiano Rose El Youseff, anche lui in fila per andare a votare. «Bisogna aspettare, la fine della giornata – continua il giornalista egiziano – visto che si può votare fino alle 21. La decisione è stata presa dal Consiglio superiore delle forze armate (Scaf), considerata l’alta affluenza dei cittadini alle urne».
Un dato però è certo: i cittadini egiziani chiamati a votare hanno risposto in modo massiccio e si sono messi in fila fin dalle prime ore della mattina.

Alle 8, quando sono iniziate le operazioni di voto, almeno mille persone stavano già aspettando in coda all’ingresso di un seggio nel quartiere centrale di Zamalek al Cairo. Uomini, giovani e anziani, e tantissime donne si sono presentati alle urne e il numero più elevato di donne è stato registrato proprio nel seggio del Zamalek, il quartiere più ricco del Cairo. Anche alle 13, a cinque ore dall’apertura dei seggi, la fila era lunga circa 800 metri. Ci sono anziani che si portano addirittura gli sgabelli da casa, sapendo che dovranno rimanere in coda per diverse ore.

Un ragazzo mostra il dito segnato dall’inchiostro dopo il voto (Afp)

In un altro quartire non lontano dal centro, a Shobra, popolato per lo più da copti e dalla classe della media della borghesia egiziana, un ragazzo dice: «Sono in fila da tre ore, ma non me ne andrò. Voglio votare, comunque andrà l’Egitto deve voltare pagina». Alla domanda se la vittoria schiacciante del gruppo dei fratelli musulmani possa danneggiare o indebolire la protesta di piazza Tahrir, il giovane risponde «l’Egitto non è solo piazza Tahrir, voi occidentali dovete capire che c’è una realtà, fatta di migliaia di persone, che non sta occupando la piazza e che chiede sicurezza e stabilità. Per questo voto i Fratelli Musulmani. In Piazza vige anarchia totale, non mi sento più sicuro a casa mia». E rispetto alla regolarità o meno delle elezioni il giovane afferma «in passato percepiva in modo netto la falsità delle elezioni, oggi mi sembra che, almeno all’apparenza, vengano rispettate un po’ più le regole».

L’Ibn Khaldun Center, un’organizzazione che si è occupa dei diritti dell’uomo in Egitto e Medio Oriente, ha monitorato – per quanto possibile – le elezioni. Un report delle irregolarità arriva sul cellulare del giovane egiziano in fila nel quartiere di Shobra «Leggi qui, loro sono più attendibili come fonte. Dicono che le situazioni di irregolarità sono state le seguenti: Ritardo nell’apertura dei seggi in diverse zone al Cairo, alcuni alle 11:30 della mattina non erano ancora aperti». E continua: «Sono arrivate anche in ritardo le schede ed alcune non erano neanche stampate. Molti poliziotti e forze armate hanno blindato le elezioni. Al momento sono loro il maggiore fattore di controllo. In alcuni seggi, inoltre, mancavano i giudici. A Fayoum, piccolo centro ad un ora di macchina dal Cairo, i leader del partito Nour, dei salafiti, hanno addirittura fatto propaganda all’interno del seggio, parlavano indisturbati con i cittadini votanti».

Insomma le elezioni che prima erano truccate in modo evidente, oggi evidenziano delle irregolarità ma sembrano quasi passare in secondo piano rispetto all’emozione e al desiderio, evidente, del popolo egiziano di voltare pagina. 

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