Il Pd: “Ok a governo tecnico Monti”. Pdl certo del “buon esito”

Il Pd: “Ok a governo tecnico Monti”. Pdl certo del “buon esito”

Una sostanziale apertura al nuovo governo. È questo l’esito degli incontri del premier incaricato Mario Monti con i rappresentanti dei due principali partiti italiani. Ricevuti a Palazzo Giustiani per le consultazioni, i segretari Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani si sono a lungo confrontati con l’ex commissario Ue. Nonostante i paletti legati alla composizione tecnica dell’esecutivo, le notizie sembrano incoraggianti per la nascita del futuro governo.

I primi a incontrare il premier incaricato Mario Monti sono i rappresentanti  del Pd. Sono le 9.30 quando arrivano a Palazzo Giustiniani – l’edificio nobile del Senato, dove si trova lo studio dell’ex commissario Ue – il segretario democrat Pier Luigi Bersani e i capigruppo Anna Finocchiaro e Dario Franceschini. C’è grande attesa. È il giorno chiave per la creazione del prossimo governo. Dalle 9 di mattina i posti a sedere nella piccola sala stampa sono tutti occupati, al completo le pedane che ospitano le telecamere.

A poco più di un’ora dall’inizio dell’incontro i rappresentanti del Partito democratico si presentano davanti ai giornalisti. Il segretario democrat rassicura il Quirinale: «La pratica è bene avviata, il nostro è stato un incontro molto positivo». Il Pd è pronto ad appoggiare il governo. «Abbiamo confermato il nostro pieno e convinto sostegno». In realtà le incognite restano ancora molte. Sulla composizione della squadra di Monti, soprattutto. Il premier ha chiarito anche ieri che preferirebbe una partecipazione politica nel suo governo. Oggi il Pd conferma la sua preferenza per un esecutivo «a forte caratura tecnica». «Non per sostenere meno – giura il segretario Pd – ma per sostenere meglio».

Tutt’altro che pronto il programma di governo. «Su questo – conferma Bersani – c’è stato uno scambio di idee». Il Partito democratico chiede di mettere in cantiere urgenti riforme. La legge elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, la revisione dei regolamenti di Camera e Senato. Aspettative che con ogni evidenza si scontreranno con i progetti del Popolo della libertà e della vecchia maggioranza. Dal Pd l’ultima assicurazione: «Non abbiamo messo termini al governo». No a un esecutivo a tempo, insomma. Così come ieri aveva chiesto Mario Monti. Dalla platea dei giornalisti qualcuno azzarda una domanda. Bersani e i suoi lasciano la sala da una porta laterale senza rispondere.   

Più lungo il vertice tra la delegazione berlusconiana e il premier incaricato Mario Monti. Dopo più di un’ora e mezza i tre delegati Pdl – il segretario Angelino Alfano e i due capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri – incontrano la stampa. «Abbiamo avuto un incontro positivo – spiega Alfano – siamo convinti che il tentativo di Monti sia destinato al buon esito». Un segnale di apertura da parte del Pdl. Conseguente – stando ad alcune indiscrezioni – alla decisione del Partito democratico di accettare l’ingresso di Gianni Letta nell’esecutivo Monti. «Noi – prosegue Alfano – stiamo lavorando per il bene dell’Italia, come auspicato dal presidente Berlusconi».

Restano i nodi della composizione e della durata del governo Monti. Il segretario Pdl non risponde alle domande dei giornalisti. Si limita a ricordare che il programma del nuovo esecutivo dovrà incentrarsi sugli impegni già assunti davanti all’Europa. 

Le consultazioni si fermano. Durante la pausa per il pranzo il premier incaricato Monti si reca al Quirinale, dove fa il punto della situazione con il capo dello Stato Giorgio Napolitano (reduce da un confronto con il Pd Bersani). Alle 15.30 riprende il lavoro di Mario Monti. Attese a Palazzo Giustiniani le delegazioni delle parti sociali e degli enti locali. Già in serata – al più domattina – la squadra di governo potrebbe essere pronta.