Preso Saif, anche l’erede del colonnello in mano ai ribelli

Preso Saif, anche l’erede del colonnello in mano ai ribelli

Finita la fuga per Saif al-Islam. Il figlio del colonnello Gheddafi è stato arrestato nel sud della Libia. Lo afferma il ministro della giustizia del Cnt Mohammed al-Allagui aggiungendo che Saif è al momento detenuto nei pressi di Ubari, nel sud del Paese. Il ministro Mohammed al-Allagui è stato citato dalla tv Al-Arabiya che ha rilanciato la notizia ai media di tutto il mondo.

«Saif al-Islam, ricercato dalla Corte penale internazionale, è stato arrestato nel sud della Libia» ha detto al-Allaqui, senza fornire altri dettagli. La Corte penale ricerca per crimini di guerra Saif, sfuggito all’operazione in cui è stato catturato e ucciso il padre, del quale è stato a lungo accreditato come successore. La Corte aveva emesso i mandati di cattura il 27 giugno scorso contro Seif al-Islam così come suo padre e Abdullah al-Senussi (capo dei servizi segreti e scappato probabilmente con la famiglia verso l’Algeria) con l’accusa di crimini contro l’umanità per le violenze usate per schiacciare le proteste anti-regime. Il figlio del ex leader è l’ultimo membro chiave della famiglia Gheddafi ad essere catturato o ucciso in Libia.

Il figlio del colonnello, dalle ricotruzione della Tv Al-Arabiya, era nelle mani dei combattenti nella città di Zintan e sarebbe rimasto lì fino alla formazione di un nuovo governo libico. È stato arrestato con diverse guardie del corpo mentre cercava di fuggire in Niger, secondo un funzionario del governo. Sembra che sia in buona salute. «L’informazione che è stato catturato è precisa», ha detto Bashir Thaelba, un comandante sul campo Zintan, ai giornalisti presenti a Tripoli.

«Siamo felici per la cattura, è per questo che vi abbiamo avvertiro subito, al fine di informare il popolo libico», ha detto Thaelba, aggiungendo «speriamo che il popolo libico farà bene dopo la cattura di Saif al-Islam, per andare avanti e prendersi cura di se stessi e del loro paese». Durante la dura repressione e la guerra degli ultimi mesi la sorella Aisha in un’intervista al “New York Times” aveva spiegato che «sotto la guida ufficiosa del fratello Seif Al Islam il governo libico stava preparando una Costituzione e stava per varare un piano di riforme importanti» ma l’inizio delle rivolte aveva mandato a monte ogni speranza di democrazia. Forse 42 anni di attesa è stato un tempo troppo lungo per aspettare ancora.

michele.sasso@linkiesta.it

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