Sventato attentato a New York, città ancora nel mirino

Sventato attentato a New York, città ancora nel mirino

NEW YORK – “Lupo solitario”, così Michael Bloomberg, sindaco di New York, definisce Jose Pimentel, 27 anni, arrestato nella giornata di sabato con l’accusa di essere un simpatizzante di Al-Queda impegnato nell’organizzazione di un nuovo attentato nella Grande Mela.

Il giovane, residente a Washington Heights, una zona a Nord di Harlem, e originario della Repubblica Domenicana, stava pensando, probabilmente di agire in occasione dell’imminente Festa del Ringraziamento durante la quale la città è interessata da un forte movimento di persone con grande concentrazione nelle stazioni dei treni e della metropolitana. Obiettivo di Pimentel erano, in particolare, poliziotti (quindi il Nypd) e soldati, “colpevoli” per la loro presenza in Iraq e Afghanistan.

Il progetto dell’attentato, sventato grazie ad una collaborazione, ormai rodata, fra le forze dell’ordine e i servizi segreti, è il quattordicesimo tentativo neutralizzato con successo, dopo la strage dell’11 settembre che causò, invece, il crollo delle Torri gemelle. Al momento, come precisato dal sindaco, nel corso di una conferenza stampa convocata, in maniera insolita, nella serata di domenica, non sembra che il giovane Pimentel stesse agendo con dei complici, né che la sua azione facesse parte di un piano più ampio e controllato direttamente dalla rete di Al-Qaeda. Tuttavia, come ha sottolineato ancora Bloomberg, affiancato durante la conferenza stampa dal capo della polizia Robert Kelly e dal procuratore distrettuale Cyrus Vance, l’arresto del giovane ispanico conferma il fatto che la città continua ad essere bersaglio del terrorismo. Una consapevolezza che, sottolinea ancora il sindaco, spiega l’impiego quotidiano di mille poliziotti impegnati esclusivamente in attività di antiterrorismo.

A spingere Pimentel verso la decisione di organizzare un attentato alla città sarebbe stata, come spiega Kelly, la morte di uno dei leader di Al-Qaeda Anwar Awlaki, avvenuta in Yemen all’inizio di quest’anno. Al momento dell’arresto, avvenuto nell’appartamento di Washington Heights, dove Pimentel viveva con la madre, sono stati rinvenuti i materiali necessari per la costruzione della bomba e una copia dell’esplosivo è stata usata dalla polizia per far saltare in aria un’automobile, come mostrato in un filmato trasmesso durante la conferenza stampa. Insomma, il fatto che il progetto sia stato sventato in maniera così rapida non deve far pensare che esso potesse privo di reali pericoli. Da quanto emerso finora dalle indagini, il giovane si informava moltissimo via internet dove, appunto, aveva trovato un articolo dal titolo emblematico, “Come costruire una bomba nella cucina di tua madre”, inserito nella rivista di Al-Qaeda, “Inspire”, alla quale collaborava anche Awlaki.

Gli investigatori hanno, infatti, appurato che Pimentel, conosciuto anche come Muhammad Yusuf, aveva comprato il materiale che stava utilizzando per costruire la bomba, presso il negozio “99cent” (una catena simile ai nostri “tutto a 1 euro”) e all’ Home Depot del Bronx: negozi dove si serve tutta la città per trovare quanto serve in casa in qualsiasi evenienza. 

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